Legge104 permessi cassazione

Corte di Cassazione e Legge n. 104/92: oggetto della sentenza è il delitto di truffa ai danni dello Stato (art. 640 n°2 del c.p.). L’imputata era una donna che godeva dei benefici assistenziali forniti dalla citata legge perché assistente la madre gravemente disabile.

La condotta contestata era l’aver utilizzato i tre giorni di permesso retribuiti dall’Inps a scopo feriale, essendosi recata all’estero. Quindi i permessi non possono essere utilizzati come ferie per il recupero psico-fisico? Vediamolo insieme.

Per approfondire, leggi: Legge 104, chi sono i beneficiari dei permessi? Quando c’è reato di truffa?

Legge 104/92: quale funzione hanno i permessi retribuiti dall’Inps?

Ci si chiede se i giorni di permesso retribuiti, riconosciuti dall’Inps al lavoratore, autonomo o dipendente, che presti assistenza ad un parente disabile grave, siano da intendersi come posti nell’interesse della persona handicappata, al fine di garantirle una assistenza con ancora maggiore continuità, oppure a beneficio di coloro che assistono i parenti disabili.

Legge 104 permessi: qual è la ratio legis?

L’unico modo per dare soluzione al caso di specie è partire dall’analisi di quella che è la ratio legis della norma. Alla luce della stessa, infatti, l’istituto de quo appare configurabile come uno “strumento di politica socio assistenziale” teso a supportare le famiglie che si aggravano dell’impegno che comporta l’assistenza a un parente disabile.

Già nella sentenza n. 4106/16, la Cassazione aveva sottolineato come tale istituto fosse da interpretare a favore sia dei disabili gravi sia di coloro che li assistono in via continuativa.

In concreto, quindi, i permessi retribuiti erano da utilizzarsi sia al fine di conferire una maggior continuità nell’assistenza del parente disabile, sia allo scopo di assicurare ritagli di tempo al lavoratore, per lo svolgimento di esigenze personali e di quel “minimo di vita sociale” di cui gli è impedito godere durante i normali giorni lavorativi.

Legge 104: diritto del lavoratore ad un “minimo di vita sociale”

Di conseguenza, non può ritenersi illegittimo lo svolgimento di altre attività durante il suddetto arco temporale: sarebbe irragionevole, infatti, vincolare il momento dell’assistenza dovuta al parente disabile a una fascia oraria non necessariamente indicata per i casi di specie.

Ciò soprattutto se si riflette sul fatto che, durante quelle ore, nel resto dei giorni il parente è sempre privo di assistenza. L’unico criterio con cui indirizzare i momenti dell’assistenza da fornire è l’effettivo giovamento alla persona affetta da disabilità.

LA PROTEZIONE PATRIMONIALE DEI SOGGETTI DISABILI

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Giammatteo Rizzonelli - Piero Bertolaso Brisotto, 2017, Maggioli Editore

Con il decreto attuativo interministeriale, firmato il 23 novembre 2016, è divenuta operativa la Legge 22 giugno 2016, n. 112 – nota come legge sul “Dopo di noi” – volta a favorire il benessere, la piena inclusione sociale e l’autonomia dei soggetti con...



Cassazione: inammissibile il solo ristoro psico-fisico

Il fine della norma è la migliore assistenza continua del disabile la Cassazione ha espressamente escluso che sia possibile interpretare, alla luce della ratio legis dell’art.33 comma 3, nonché della L. 104/92 complessivamente intesa, i tre giorni mensili riconosciuti ai lavoratori che assistano parenti disabili gravi come occasione di ristoro psico-fisico che prescinda dal continuare a prestare assistenza a questi ultimi.

Figuriamoci, poi, se il riposo preteso dal lavoratore sia trascorso addirittura all’estero. I lavoratori hanno a loro disposizione istituti ad hoc disciplinati dai contratti di lavoro (ferie, permessi, malattia).

In conclusione, dunque, i permessi riconosciuti dai beneficiari della Legge 104/92 devono essere utilizzati per fornire al disabile grave una migliore assistenza in termini di continuità e presenza, nonché per garantire al dipendente un tempo sufficiente, nell’arco mensile, a curare la propria persona e a coltivare quel “minimo di vita sociale” fortemente limitato dal suo dedicare i restanti giorni del mese al parente assistito e al lavoro.

Manuale pratico  dell’amministrazione  di sostegno

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6 COMMENTI

  1. Mio padre ha ottenuto legge 104 per invalidita grave 100 e io ho 3 giorni mensili ma mi vengono pagati e ai fini della pensione grazie

  2. Salve, sono un funzionario dell’amministrazione della giustizia.
    Ho inoltrato richiesta, corredata di tutta la documentazione necessaria, alla mia Amministrazione finalizzata all’ottenimento dei tre giorni di permesso mensili, in quanto, negli ultimi tempi mia sorella ( con grave accertata disabilità dalla nascita) è stata ricoverata presso una struttura RSSA.
    La stessa struttura, nella persona del coordinatore sanitario, per le problematiche di mia sorella, ha richiesto per iscritto una presenza continua di un familiare presso la struttura.
    Da parte dei miei Uffici superiori si sollevano perplessità sul diritto da me avanzato di fruizione dei tre giorni mensili per via della permanenza h24 di mia sorella in RSSA.
    Il decr. leg.vo scioglierebbe ogni dubbio sull’accertato diritto. Esiste una più recente normativa che limita questo diritto? Grazie

  3. Gentili professionisti buonasera. Con vostra disponibilità avrei un quesito ( per me lacunoso ) da porvi. Lavoro presso una banca dalle 8 alle 17 ed avendo una mamma diversamente abile usufruisco della legge 104 tre giorni di permesso mensili. Premesso che mia mamma solitamente alle 18 va a letto, posso andare a quell’ora ed andare a casa dalla mia famiglia o devo obbligatoriamente fermarmi fino alla mezzanotte da mia madre ? Oppure prendendo le 18 ore mensili frazionate esempio se mi concede un pomeriggio dalle 15 alle 17 dopo devo ugualmente restare fino alla mezzanotte oppure no?

  4. Buongiorno mia mamma è stata riconosciuta disabile è io ho la legge 104 ma posso usufruire del congedo parentele se lei è ricoverata in una struttura convenzionata con la Asl?

  5. buongiorno, sono un dipendente pubblico ed ho un bimbo di quasi 2 anni al quale hanno riscontrato un’epilessia diffusa, definita anche “piccolo male”.
    volevo sapere se ho diritto alla 104 per assistere il bambino oppure no.
    grazie

  6. Buonasera ,Ill,ma Avv.to , vorrei porre una domanda sugli aspetti delle categorie protette assunte dalle Aziende.
    La scrivente è assunta in una società pubblica con qualifica di GPG non Armata , presso le postazioni interne dell’ente di appartenenza , la mia società nata 3 anni fa , non ha assunto presso gli uffici amministrativi , nessuna categoria protetta, il sottoscritto , dopo alcune problematiche di salute , è stato riconosciuto persona INVALIDA con percentuale del 65%, e con legge 104 ART 3 Comma 1 , Vorrei sapere , quale procedura piu’ semplice e sicura posso fare per richiedere alla società , di effettuare un passaggio diretto senza perdere anzianità TFR e tutti oneri maturati , negli uffici amministrativi, con tanto di diploma di scuola secondario , di RAGIONIERE. Pongo questa domanda , in quanto l’azienda non in via ufficiosa , mi ha mandato dire tramite RSA di azienda , che devo LICENZIARMI , e poi loro effettuano assunzione , con il nuovo regolamento lavorativo , non tutelato ART18 come sono stato assunto in precedenza. GRAZIE

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