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In questo ultimo periodo si è discusso molto di Riforma Pensioni e da poco il Governo ha illustrato i contenuti del pacchetto pensioni fornendo tutti i chiarimenti necessari per comprendere le novità che saranno attive dal 2017.

Per saperne di più RIFORMA PENSIONI: COSA CAMBIA

L’Ape è al centro della Riforma Pensioni ed è stato utile definire le finalità, le procedure e i costi a cui andranno in contro i lavoratori, le imprese e lo Stato. Inoltre, si è sottolineato che le soluzioni introdotte dalla legge di Bilancio daranno la possibilità di accedere al sistema previdenziale senza gravare sull’impatto della misura.

Gli obiettivi del nuovo sistema previdenziale


Durante la stesura dei principi della nuova riforma, il Governo ha avuto la possibilità di confrontarsi con i sindacati e questo ha permesso un dialogo che ha creato soluzioni di flessibilità in uscita, equità attuariale, equità sociale.

Questo ha portato alla libertà di scegliere lo schema previdenziale più idoneo alle proprie esigenze, gratis se è dettato da condizioni di bisogno e costoso se è per propria scelta. Un altro aspetto rilevante è la salvaguardia degli obiettivi di finanza pubblica seguito al corretto rapporto generazionale. Infine si mira ad un’equità tra i lavoratori precoci, in occupazioni pesanti, disoccupati senza ammortizzatori o con redditi bassi.

Con questa riforma si ha lo scopo di ridurre il cuneo contributivo, ottenere una pensione contributiva di garanzia, rilanciare completamente la previdenza per adeguarla alle aspettative di vita in base alla tipologia di lavoro, nella equiparazione delle pensioni e nella flessibilità del sistema contributivo.

APE: come funziona?

Sono diverse le forme di pensione anticipata per permettere flessibilità agli individui che lasciano il mondo del lavoro. La distinzione principale è condizionata dalla presenza di lavoratori che accedono alla pensione per vecchiaia e quelli che si trovano in condizione di bisogno, nello specifico l’APE può essere:

  • APE volontaria
  • APE imprese
  • APE sociale

Per APE volontaria e APE imprese i lavoratori chiedono la certificazione della pensione all’INPS e si informano su durata e ammontare dell’APE e sulle banche e le assicurazione che aderisco all’iniziativa.

Successivamente il soggetto scrive online la proposta e la quantità prescelta dell’APE e dopo le opportune verifiche gli verranno accreditate le rate mensili dell’importo erogato. Dopo 20 anni dal pensionamento il soggetto deve aver completato la restituzione delle rate di ammortamento alla banca che ha finanziato il tutto.

Con l’APE sociale i soggetti hanno diritto ad un trasferimento monetario direttamente dall’INPS, pari alla pensione certificata al momento della richiesta. L’erogazione sociale è tassata come reddito da lavoro dipendente. Non sono coinvolte banche e assicurazioni.

Costi dell’APE

La rata dell’APE volontaria varia tra il 2% e il 5,5%  facendo riferimento ad ogni anno di anticipo in base alla percentuale dell’assegno chiesto. La rata sarà del 4,7% ogni anno se si chiederà l’85 per cento della pensione netta maturata al momento dell’uscita. Si prevede un tasso annuale nominale pari al 2,5% per un premio assicurativo pari al 29% del capitale, però questi costi saranno compensati da una detrazione fiscale del 50%.

La detrazione sarà più alta nei primi anni di pensionamento per poi scendere nel tempo.


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7 COMMENTI

  1. ELIO Dimenticati totalmente i lavoratori autonomi che magari come il sottoscritto si ritrova con azienda in liquidazione senza ammortizatori sociali senza diritti.non sono esodato non sono nulla.
    Certo i piu pensano che essendo autonomo chissa cosa si e rubato quanti milioni si son messi al sicuro o quant alto, ma purtroppo la realta per tantissimi e molto diversa e drammatica,nessuno pero ci nota e ci prende in considerazione. D altro canto siamo sempre stati abituati a contare sul nostro lavoro e capacita di inventarsi tutti i giorni ma non sempre basta.VORREI SAPERE SE CON 41 ANNI DI CONTRIBUTI VERSATI azienda come detto in liquidazione giudiziaria ma ancora titolare posso accedere alla quota 41 lavoratori precoci avendone le caratteristiche.

  2. Chiedo all’attuale governo: un’operaio che percepisce l’assegno di invalidità ordinaria di 450 euro e ha perso il lavoro all’età di 60 anni con moglie casalinga e fitto e bollette varie da pagare ( gas, luce, acqua), perchè non può chiedere la disoccupazione o la mobilità? il governo renzi dovrebbe spiegare a tutti i cittadini che sono in queste condizioni come dovrebbe fare un povero cristo a tirare avanti. Nessun politico fa proposte per risolvere questo GRAVE problema, l’interessante che stanno bene loro. La miglior cosa è quella di non essere più un cittadino italiano

  3. ho sentito parlare di aggiornamento e recupero tramite arretrati per i pensionati che sono stati soggetti al blocco per l’indicizzazione.come si deve fare e da quando sara’ possibile recupereare i soldi persi?grazie!mi hanno parlato di uno stampato da ritirare e poi spedire come raccomandata all’inps!

  4. io ho 41 e 11 mesi dopo aver perso il lavoro dopo grave incidente ho una pensione di invalidità e non riesco a trovare nessun lavoro anche perché ho 58 anni sto pagando contributi volontari e non so ancora niente

  5. Vorrei fare una precisazione per quanto riguarda l’ape social: uno dei requisiti per accedervi sarà la convivenza con la persona disabile. Credo si possa assistere un genitore disabile e anche due senza per forza vivere nella stessa casa anche per una questione di spazi. Tuttavia non diminuisce l’impegno e il tempo speso per l’assistenza.

  6. Poco fa ho letto gli emendamenti che lon’onorevole Damiano ha presentato alla commissione bilancio per quanto riguarda l’ottava salvaguardia, vorrei capire perchè per i mobilitati in deroga in continuità con quella ordinaria non c’è nessun accenno?visto che con la settima salvaguardia queste persone non sono state ammesse? Vorrei ricordare all’onorevole Damiano, ai sindacati,ai governanti e a tutti i parlamentari che la terza salvaguardia prevedeva anche la mobilità in deroga.Perchè nessuno ne parla? PENSO CHE QUESTE PERSONE NON SONO ESODATI DI SERIE B. QUINDI VANNO SALVAGUARDATI. FACCIO UN APPELLO ANCHE AI COMITATI DEGLI ESODATI DI MANIFESTARE ANCHE PER QUESTE PERSONE. (equità!!equità!!)

  7. Esiste un’altra categoria di lavoratori, di cui pare che governanti, politici e sindacati si sono dimenticati,questi lavoratori sono:precoci quota 40, con 58-59-60 anni d’età che anno perso il lavoro da lungo tempo, ed anno esaurito gli ammortizzatori sociali, di cui non sono stati ammessi alla 7°salvaguardia perchè in mobilità in deroga anche se in continuità a quella ordinaria. Allora chiedo siccome queste persone non potranno più trovare un lavoro, e non hanno la possibilità per arrivare a quota 41 quantomeno inseriteli nell’ottava salvaguardia. Perchè pur sempre di persone in mobilità si tratta!!! Solo così si può parlare di equità sociale!!! Se no l’ottava salvaguardia non sarà l’ultima!!!!

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