legalizzazione marijuana italia

Il nuovo disegno di legge sulla legalizzazione della marijuana è approdato oggi alla Camera, messo a punto da un gruppo trasversale di oltre 200 parlamentari.

Il ddl, che ha già scatenato numerose polemiche tra i parlamentari di diversi partiti politici, non arriverà probabilmente al voto che dopo la pausa estiva.

Disegno legge: quali sono le nuove riforme

Tra le riforme proposte la possibilità della coltivazione della cannabis per uso personale e della vendita in un regime di monopolio statale.


Il nuovo testo approdato in Parlamento, infatti, prevedrebbe la legalizzazione della coltivazione della cannabis da parte di cittadini maggiorenni e regolarmente registrati.

La detenzione “di piante di cannabis di sesso femminile” dovrà essere adibita all’uso personale e il consumo di marijuana non potrà avvenire negli spazi pubblici o comunque aperti al pubblico o all’interno dei luoghi di lavoro anche privati.

Si legge nella proposta di legge che chiunque intenda coltivare cannabis, dovrà inviare comunicazione scritta e documento di identità all’ufficio regionale dei monopoli di Stato; il ddl prevede che la coltivazione sia permessa nel limite di cinque piantine.

La proposta prevede comunque di autorizzare la detenzione di cannabis fino a un massimo di 5 grammi, e fino a 15 grammi nella propria abitazione. Resterebbe invece reato, anche in caso di approvazione del disegno di legge, lo spaccio della cannabis.

Sarebbe quindi illegale in ogni caso la vendita di marijuana da parte di privati: ad essere consentito sarebbe solo la commercializzazione della cannabis in apposite strutture gestite direttamente o indirettamente dallo Stato.

I soggetti privati esplicitamente autorizzati dallo Stato alla preparazione e alla vendita al dettaglio delle piante si potranno riunire in associazioni dette cannabis social club.

Illegale, secondo quanto previsto dal ddl, rimarrebbe anche la pubblicità della cannabis, con sanzioni per chi trasgredisce che andrebbero dai 5mila ai 25mila euro.

La proposta di legge prevede invece la regolarizzazione dell’uso della marijuana a scopo curativo, nell’ambito del monopolio di stato (“monopolio dei tabacchi e della cannabis e dei prodotti da essa derivati”) e comunque nel limite quantitativo massimo indicato nella prescrizione medica”.

Quale sarà il percorso futuro?

Queste le caratteristiche generali di una proposta di legge che, si preannuncia, avrà un percorso molto difficile in Parlamento. Sono già infatti stati proposti 1.700 emendamenti al ddl, 1.300 dei quali da parte di Area Popolare, che hanno subito bloccato l’esame da parte delle commissioni di Giustizia e Affari sociali.

A rendere più complicato il percorso è il fatto che, a differenza di quanto avviene normalmente in Parlamento, l’opposizione al ddl proviene da politici di tutti gli schieramenti e che quindi sembra difficile pensare alla costituzione di un fronte compatto.

Anzi, nelle prossime settimane si prevede che il numero degli emendamenti alla proposta crescerà ulteriormente.


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