Raggiungono quota 3.563 gli emendamenti, avanzati da tutte le forze politiche, alla legge di Stabilità 2016 (VAI AL TESTO). Una zavorra non da poco per il confronto parlamentare che prende avvio oggi in commissione Bilancio al Senato, dove il Governo su qualche punto potrebbe apportare delle limature.

“E’ nell’interesse generale non lavorare inutilmente, perdendo tempo con 3.600 emendamenti che poi non approderanno a nulla. In ogni caso, sono certa che diminuiranno per l’inammissibilità di alcuni e per il lavoro di sintesi politica che faremo su quelli identici o simili”, è stato il duro commento della senatrice Magda Zanoni del Pd, che insieme a Federica Chiavaroli di Ap è relatrice del provvedimento, alla marea di richieste di modifica presentate dalle opposizioni.

Ma vediamo nel dettaglio quali sono gli ambiti intorno ai quali si focalizza il maggior numero di emendamenti al testo, tra cui le ingenti proposte su casa e pensioni, oltre agli eventuali correttivi sul regime fiscale “patent box” e sul rientro nel nostro Paese dei cervelli in fuga o già fuggiti.


Pensioni: sull’argomento sono numerose e corpose le richieste di modifica alla legge di Stabilità. E’ proprio il settore che tocca le pensioni, infatti, quello che indubbiamente registra il più alto numero di interventi di modifica, in particolar modo da parte dei senatori democratici. Si va dalle proposte che avanzano l’idea di un prestito pensionistico per le uscite anticipate dal mondo del lavoro, a quelle che introducono un’ulteriore estensione della cosiddetta no tax area dei pensionati, che a differenza di quanto disposto ora dal ddl di Stabilità (rinvio al 2017), per i senatori del Pd andrà anticipata al 2016.

 

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Sud: oltre che sulle pensioni, anche sul Mezzogiorno si concentra una significativa mole di richieste di modifica da parte di maggioranza e opposizione. Come sulle pensioni, poi, anche su questo fronte non si esclude il raggiungimento di un’intesa politica. Pare, infatti, esserci convergenza tra Pd e Area Popolare sulla previsione di un credito d’imposta per gli investimenti produttivi, oltre all’introduzione di misure di potenziamento della decontribuzione per i nuovi assunti rispetto all’attuale soglia del 40%.

Da parte dell’Esecutivo, tuttavia, sembra che si voglia dare priorità alla proposta che anticipa al 2016 il taglio Ires (probabilmente al 24%) limitatamente, però, al Sud del Paese e prescindendo dalla messa in opera o meno della clausola migranti. Probabili accorpamenti potrebbero poi essere realizzati anche con riferimento al “pacchetto Anci“, ossia quello disposto dai Comuni. Anche in questo settore gli emendamenti presentati sono più di 100, essendo dunque assai probabile che alcuni si avvicinino per contenuti e modalità.

Casa: in tal caso, il focus sul quale si concentra l’attenzione della maggioranza riguarda l’abolizione di Tasi e Imu anche per le seconde abitazioni date in comodato d’uso ai parenti di primo grado (figli e genitori). Priorità  viene data anche alle proposte di modifica che riguardano gli interventi volti a predisporre agevolazioni sul pagamento di Tasi e Imu per chi possiede seconde case affittate a canone concordato.

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Contanti: pare non volersi modificare la decisione di Governo e maggioranza di lasciare il limite massimo di utilizzo del contante a 1.000 euro per i money transfer, quale intervento di contrasto al riciclaggio, così escludendo l’applicazione dell’innalzamento della soglia a 3mila euro a questo specifico settore. Sono diverse, in tal senso, le proposte di modifica che invece mirano a diminuire tali soglie, tra cui quella avanzata da Scelta civica che sembrerebbe puntare ad un abbassamento a 500 euro.

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Fondo di garanzia: a partire dal 2016 l’accesso al Fondo, attualmente circoscritto alle sole piccole e medie imprese, dovrebbe essere allargato anche alle cosiddette mid-cap (quelle che raggiungono fino a 499 dipendenti) con riferimento a portafogli di finanziamenti. Allo scopo, dunque, di agevolare le operazioni delle mid-cap, le nuove proposte in via di definizione parrebbero prevedere un innalzamento da 2,5 a 5 milioni di euro della somma massima garantibile per ogni singola impresa.

Pa, Caf, Patronati e Canone Rai: sul tavolo dei lavori sono numerose anche le richieste di modifica che attengono alla Pa. Tra queste, in particolare, la previsione di un innalzamento del limite al turnover nella pubblica amministrazione, ora fermo al 25%, e della dote per le Province allo scopo di evitare di causare problematiche a servizi fondamentali come quelli concernenti scuole e strade.

Sembrano invece certe per Caf e patronati le riduzioni dei rispettivi tagli, oltre al potenziamento della dote per il nodo Province (ossia servizi degli enti di area vasta). Sul versante che infine tocca il pagamento del canone Rai che dal prossimo anno sarò contenuto nella bolletta elettrica, il Partito Democratico avanza la proposta di un versamento rateale mediante due rate nel 2016 e sei rate nel 2017.


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1 COOMENTO

  1. Purtroppo si continua solo a tagliare ma non a costruire, il governo non ha idee concrete che continuano a far arricchire i ricchi ed i poveri a farli diventare sempre più poveri,che sia un governo di destra o di sinistra è uguale ,purtroppo si continua a non pensare ai poveri e al sociale, si taglia la sanità, i servizi,a discapito sempre degli stessi.Il direttore dell’inps Boeri lancia continuamente preavvisi, per i 55enni, per gli esodati, ma il governo continua a non ascoltare,o fa finta, fregandosene delle difficoltà che continuano a d incontrare queste fasce deboli. E allora alle prossime elezioni chi votare? Perchè mi sembra che anche questa legislatura abbia fatto come l’altra, aumentare le tasse e tagliare i servizi…ma senza mai intaccare i loro privilegi, che sono tantissimi e intoccabili.

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