Le proposte avanzate dall’Istituto di previdenza nel rapporto pubblicato ieri dal titolo “Non per cassa ma per equità”, consegnato nelle mani dell’Esecutivo a giugno 2015, per abbattere del 50% la povertà fra gli ultra 55enni che non hanno ancora maturato i requisiti per la pensione, sembrano destinate a rimanere lettera morta.

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E’ il ministero del Lavoro a bocciare l’ipotesi avanzata da Tito Boeri, presidente dell’Inps, sul reddito minimo da 500 euro per gli over 55, tagliando le 250mila pensioni d’oro e gli oltre 4mila vitalizi, per una riforma assistenziale che complessivamente andrebbe a ridurre gli assegni di 23mila ‘paperoni’.


Il rapporto Inps, composto da 16 articoli, avanza l’ipotesi di predisporre “una rete di protezione sociale” a garanzia di quella platea di cittadini che va dai 55 anni in su, introducendo altresì “un’uscita flessibile con un anticipo di tre anni sull’età di vecchiaia con una penalità sull’assegno comunque contenuta, entro il 10%, una revisione delle prestazioni sociali connesse al reddito e il superamento delle ricongiunzioni onerose”.

In una nota del Lavoro si legge che la decisione di rinviare il via libera alle proposte contenute nel pacchetto è motivata dal fatto che“quel piano, oltre a misure utili come la flessibilità in uscita, ne contiene altre che mettono le mani nel portafoglio a milioni di pensionati, con costi sociali non indifferenti e non equi”.

“Bisogna distinguere la demagogia dalle cose concrete – fanno sapere invece dal ministero dell’Interno – quindi ci sarà da studiare e vedere se l’intero sistema proposto regge”.  Sembra seguire la direzione del ministro, Giuliano Poletti, anche il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, per il quale la sforbiciata alle pensioni sopra i 3mila euro avrebbe al momento un impatto negativo e sfiduciante.

Questioni di priorità politiche, dunque, mentre l’agenda del premier rimane focalizzata su altri fronti: casa nel 2015, imprese nel 2016. Soltanto dal 2017 sembra potrà riaffacciarsi il capitolo sulla riforma delle pensioni. Viene così congelato il “piano Boeri” che tuttavia, in materia assistenziale, sembra possa essere uno spunto valido per accrescere il ddl che accompagna la legge di Stabilità su povertà ed assistenza sociale.

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7 COMMENTI

  1. MI ASSURDO CHE SI PARLI ID LAVORATORI PROSSIMI ALLA PENSIONE,IO PENSO CHE IN FONDO SE SI LAVORA E’ UN PRIVILEGGIO ED 23 O 4 ANNI IN PIU’ NON E’ UN GROSSO PROBLEMA,BISOGNA SOLO SALVAGUARDARE I LAVORI USURANTI DANDO A QUESTI LAVORATORI LA POSSIBILITA’ DI ANDARE TRANQUILLAMENTE CON 5 ANNI PRIMA.IL PROBLEMA GROSSO SONO LE DONNE CHE HANNO LAVORATO 10 -15-0 18 ANNI E CGE NOA AVRANNO NESSUNA PENSIONE E CHE LO STATO INCAMERERA’ I CONTRIBUTI,NON ESISTE IN NESSUNA NAZIONE QUESTA INCIVILTA’.I POLITICI ,PRESIDENTE INPS O ALTRI RIFLETTANO IN QUESTE MOSTRUOSE STORTURE.SI ELIMINI LA LEGGE DINI CHE HA INCASINATO TUTTO.

  2. In Francia, nella peggiore delle ipotesi (quando per vari motivi hai iniziato a lavorare un po’ tardi ..) si va’ in pensione a 62 anni (sessantadue => RIFORMA del 2010)

  3. Com’è possibile lavorare 41 anni senza riconoscergli lo stato fisico di chi purtroppo dietro patriottismo familiare rispecchiando l’art. 1 della costituzione che l’Italia è fondata sul lavoro. Oggi grazie a quella scellerata della Fornero che mando la figlia in pensione prima della trasformazione fatta insieme a quello zingaro di Monti, e noi che credevamo in una persona perbene oggi L’Italia è fondata sui delinquenti come stanno nel parlamento

  4. Governoladrone fai attenzione non toccare le pensioni, 40 anni di contributi versati da milioni di lavoratori gia’ sono molti. Boeri tu sai la motivazione perche’ l’Inps e’ in difficolta’ il magna magna di dare pensioni a falsi invalidi; a dare pensioni a persone decedute, questo e’ il vero problema Inps.Adesso volete penalizzare i lavoratori e pensionati, ma non sara’ facile per il governoladrone, spero che tutti noi ci svegliamo e organizzeremo una rivolta vera.

  5. Su un programma di RAI 2, sentivo dire che nella maggiorparte degli altri stati/nazioni si va’ in pensione (non si distingueva tra pensioni di vecchiaia e pensioni di anzianita’) piu’ tardi che in Italia, non so se questo dato sia corretto e non so se sia vero che anche nella vicina Francia si vada piu’ tardi di noi in pensione …; Mi chiedo, invece, cosa succederebbe se noi accelerassimo l’iter della attuale riforma FORNERO.
    Voglio dire: se andassimo da subito tutti in pensione a 70anni (e non fra un po’ di anni, come prevede la riforma ..) e considerando che a questa eta’ un buon 60% dei lavoratori e’ o sarebbe “ancora in vita”, lo stato disporrebbe di un considerevole tesoretto da destinare a chi ha perso il lavoro a 55 anni o a chi giunto sempre a questa eta’ non ha ancora un lavoro ..!! – Cosa ne pensate?

  6. Perchè aspettare il 2017 per guadagnare temo e denaro. Rottamare legge Dini. Pietra tombale sul decorso, tanto non esistonoalambicchi per rimediare disparità,ottenuto fra l’altro con leggi e decreti, a mio parere incostituzionali.
    Legiferare subito che i contributi versati ai fondi previdenza e assistenza sono fatti a titolo sociale e non personale. Eliminare tutti i privilegi e raggruppare tutte le indennità nei foni INPS. Stabilire un minimo dignitoso (780 € mese se è un solo stipendio è fame) e un tetto massimo 3 volteminimo. Le ripartizioni fatte come oggi, tempo/versato.
    Buona parte del denaro andrebbe in mani che hanno bisogno di spenderli, incrementando da subito i mercati e quindi maggior lavoro..

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