E’ in discussione in Commissione Lavoro alla Camera dei Deputati la settima salvaguardia. Si tratta di una proposta di legge unificata volta a rimettere mano, per l’ennesima volta, alle deroghe ai requisiti previdenziali stabiliti nel 2011 dalla legge Fornero.

Il disegno di legge: CLICCA QUI PER CONSULTARE IL TESTO

Il testo iniziale, adottato dalla Commissione Lavoro il giorno 1° ottobre 2015, punta a permettere ad ulteriori 26.300 lavoratori, ai quali si riconoscono specifici e obbligatori profili di tutela, la possibilità di mantenere, in via straordinaria, le regole di pensionamento previgenti la riforma Fornero.


Un simile beneficio si traduce nella possibilità di conseguire la pensione in anticipo rispetto alle disposizioni attualmente in vigore secondo cui, con la pensione anticipata, sono necessari 42 anni e 6 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 6 mesi per le donne, a prescindere dall’età anagrafica, mentre con la pensione di vecchiaia, sono richiesti 66 anni e 3 mesi.

Per approfondire leggi anche:   Pensioni con il sistema contributivo: come si calcolano;  Pensioni, flessibilità in uscita: solo per chi versa per 40-45 anni

Il provvedimento concernente la settima salvaguardia si avvicina molto alla precedente manovra (la legge 147/2014, sesta salvaguardia appunto) dalla quale, però, si discosta per via dello slittamento introdotto del termine ai fini della maturazione della decorrenza  della prestazione pensionistica che passa dal 6 gennaio 2016 al 6 gennaio 2017.

La nuova proposta di legge, inoltre, prevede l’inclusione dei lavoratori titolari del trattamento edile e dei lavoratori provenienti da aziende cessate o interessate dall’attivazione delle vigenti procedure concorsuali (quali fallimento, concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa, amministrazione straordinaria o straordinaria speciale) che, per tali cause, non sono stati in grado di stipulare accordi sindacali entro il 2011. In merito, poi, agli adeguamenti alla speranza di vita si delinea un’importante novità:  questi infatti non rileveranno più ai fini della maturazione dei requisiti di accesso alle deroghe.

Fuoriuscendo dall’argomento salvaguardia esodati, il disegno di legge contiene anche misure, sulle quali ora si attende la pronuncia del Governo, concernenti rispettivamente:

– la possibilità di un’uscita anticipata a 64 anni per il personale del pubblico impiego che ha maturato la quota 96 entro il 2012;

– la soluzione della questione dei 2.500mila lavoratori della scuola che hanno maturato il diritto alla pensione entro la fine dell’anno scolastico 2011/2012;

– il congelamento della penalizzazione per i lavoratori precoci che sono usciti prima del 2015;

– la revisione dei requisiti per il pensionamento per i macchinisti ferrovieri.

Si tratta comunque di un disegno di legge e come tale ancora suscettibile di eventuali variazioni. Se la proposta dovesse rimanere così com’è stata adottata attualmente dalla Commissione Lavoro, i potenziali beneficiari della settima salvaguardia sarebbero i seguenti.

 

 

 


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2 COMMENTI

  1. nella settima salvaguardia ci sono i lavoratori in mobilità in deroga?nello specifico l’azienda dove lavoravo con accordi sindacali 2006-7 hachiuso i battenti collocandoci in mobilità ordinaria ,successivamente con accordi sindacali-regionali-governativi in mobilità in deroga
    fino al 2014 .ora nn sappiamo dove siamo collocati.si era parlatodi salvaguardia,.

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