In attesa di sapere che cosa i ministri dell’Economia e del Lavoro, Padoan e Poletti, intendono fare sulla questione pensioni, è certo l’inserimento, promesso dal Governo, di tre provvedimenti nella legge di Stabilità 2016 riguardanti rispettivamente: settima salvaguardia, Opzione donna e flessibilità in uscita.

A confermarlo, il presidente della Commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, che aggiunge: “Il ministro Poletti parla dell’esigenza di trovare un equilibrio nei conti: noi insistiamo nel dire che gli esodati possono essere tutelati utilizzando i risparmi realizzati nell’apposito Fondo. Opzione Donna, come ha sostenuto lo stesso ministero del Lavoro, non avrebbe bisogno di coperture: in ogni caso, per risolvere il problema, siamo disposti ad adoperare una piccola quota delle risorse accantonate sempre dal Fondo degli esodati  purché si facciano bene i conti: oltre ai costi – ha proseguito Damiano – bisogna conteggiare anche i risparmi che derivano da un assegno pensionistico tagliato del 30% per più di 18 anni”.

Per quanto concerne la flessibilità il presidente della Commissione Lavoro ha ribadito: “la stiamo sostenendo dalla scorsa legislatura: anche in questo caso, calcolando la sua applicazione con l’aspettativa di vita media di oltre 84 anni, si ottengono dei risparmi e non dei costi”. Confermando la disponibilità al confronto, Damiano sottolinea però come non si sia “più disposti ad accettare a scatola chiusa i conteggi delle risorse necessarie per attuare le riforme: quando tra previsione e consuntivo ci sono differenze del 50% c’è qualcosa che non va”, conclude.


Con la prossima manovra di Stabilità, secondo Damiano, si dovrà “affrontare la questione della flessibilità nel sistema pensionistico: poter andare in pensione a partire dai 62 anni con 35 di contributi ed una ragionevole penalizzazione  dell’8% oppure con 41 anni di contributi senza penalizzazioni sulla pensione, è una misura di modernizzazione del sistema, molto semplice, che combatte le nuove povertà di chi rimane senza lavoro e senza pensione e favorisce, con il turnover, l’occupazione dei giovani”.


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6 COMMENTI

  1. GLI SBA(N)DATI
    Ma i ministri Padoano e Polletto lo sanno che ci sono lavoratori autonomi (commercianti, artigiani, giornalisti, etc.) che avendo (già) cessato la propria attività dopo i classici 20 anni di contribuzione… non andranno mai più in pensione !? deughis

  2. Fate rispettare la Legge 243/2004 Opzione Donna in scadenza a fine anno. Ponete un rimedio all’ illegalita’ delle circolari 35 e 37 del 2012

  3. dopo tante conferme e smentite spero e sperano i tanti disperati come me senza stipendio e pensione che sia la volta buona! ridateci la serenità grazie!

  4. Bravo, Damiano tieni duro perchè se non passa la tua riforma scenderemo tutti in piazza con i forconi e andremo a Montecitorio ad inforcarli questi politici che non vogliono vedere oltre al loro naso. Devono capire che il vento è girato anche per loro. Alle prossime elezioni terremo conto di questi volta gabbana che tradiscono i loro elettori. Ma i cd tecnici (Padoan, Poletti, ecc.) perchè non vanno in pensione anzichè rompere i gambasisi alla povera gente.
    Sono deluso, non voglio più credere a nessuno di questa classe politica che ritengo, inappropriata, presentuosa, prepotente e incapace, Renzi compreso.
    In bocca al lupo a tutti.

  5. Vogliamo fare chiarezza una volta per tutte ? Cari giornalisti, blogger , ecc…
    Allora come Comitato Opzione Donna si chiede semplicemente di rimediare ad un ” VULNUS AMMINISTRATIVO ” ovvero di cancellare o rettificare le circolari INPS ( Ente Amministrativo ) del 2012 ( le 35 e 37 ) che vanno ” CONTRA LEGEM ” ( Legge 243/2004 ) .
    Infatti la legge 243/2004 cosiddetta ” Opzione Donna ” ( quella autentica in scadenza a fine 2015 NON il surrogato che il governo vorrebbe portare in legge di stabilità ) stabilisce che il DIRITTO si matura con l’età e i contributi da raggiungere entro il 31/12/2015 . Quindi il requisito non può essere la DECORRENZA come citano le scellerate e illegittime circolari Inps . Eventualmente la finestra potrà posporre l’uscita successivamente al 2015 .
    I fondi stanziati sono stati utilizzati solo in parte ( l’avanzo è di oltre 1mld di euro ) , quindi non si capisce dove siano finiti questi fondi ( incamerati dallo Statoi ? ). Com’è possibile ciò ? Dal momento che la legge deve ancora scadere e gli effetti potranno proseguire successivamente alla scadenza per la cristallizzazione del diritto a pensione .
    Cari giornalisti siete pregare di fare chiarezza sul tema . NOI DONNE DEL COMITATO OPZIONE DONNA CHIEDIAMO IL RISPETTO DELLA LEGGE 243/2004 STRAVOLTA DA UN ATTO AMMINISTRATIVO INPS . UNA LEGGE PUO’ ESSERE MODIFICATA SOLO DA UN’ALTRA LEGGE . ECCO PERCHE’ E’ STATA PROMOSSA UNA CLASS ACTION . L’UDIENZA DINANZI AL TAR DEL LAZIO E’ PER IL PROSSIMO 6 OTTOBRE.

  6. È vergognoso i politici pensano solo ai loro interessi, loro non si tolgonomai niente,anzi…..e a noi levano tutto, penso che una donna a60 anni e 35 anni di contributi abbia il diritto di andare in pensione, e occuparsi dei nipoti, così come è sacrosanto andare in pensione con 41 anni di contributi aprescindere dall’ età.

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