Le parole d’ordine pronunciate ieri, durante il question time alla Camera, dal premier Matteo Renzi riguardano rispettivamente: tassa sulla prima casa, Ires sulle imprese, spesa su Sanità e spesa sull’Isee. “Questa prima fase – ha dichiarato Renzi- aveva come scopo portare l’Italia fuori dalle sabbie mobili e ora possiamo dire: missione compiuta”, poi aggiungendo: “Noi abbiamo nella legge di Stabilità un elemento chiave, il momento della svolta definitiva”.

ADDIO TASI SULLA PRIMA CASA

E dunque si può definitivamente dire addio alla Tasi sulla prima casa senza però apportare tagli ai Comuni. Il Presidente del Consiglio ha così rilanciato l’obiettivo basilare di eliminare la tassa sulla prima casa “per tutti e per sempre”. In merito alle incertezze sollevate dalla Commissione Ue sul tema: ”Non rilevano le letterine europee; loro facciano quello che devono fare e noi facciamo quello che dobbiamo fare”, ha ribattuto il premier. I parametri dettati da Bruxelles verranno comunque rispettati, ha assicurato Renzi, “ma rispettando Bruxelles rispetteremo questa Camera e l’Aula del Senato che sono le sole a poter legiferare in materia fiscale”.


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TAGLIO DELL’IRES SULLE IMPRESE DAL 2017

In merito al taglio Ires, Renzi ha confermato che nel 2017 la riduzione ci sarà e già a partire dalla prossima legge di Stabilità verrà indicato “il livello di riduzione”. L’obiettivo è quello di arrivare a “un livello inferiore sia alla Germania, che alla Francia e alla Spagna”.

RIDUZIONI SULLA SANITA’

Sulla sanità non si prospettano tagli, ha affermato il Presidente del Consiglio, ricordando inoltre che gli stanziamenti per la sanità negli ultimi anni sono cresciuti: 106 miliardi nel 2013, 109 nel 2014, 110 quest’anno e 111 nel 2016. La legge di Stabilità 2016 includerà anche misure di contrasto alla povertà, “in particolare contro la povertà infantile”.

BONUS 80 EURO

Il Governo è poi allo studio del bonus di 80 euro, per perfezionare un meccanismo che possa far figurare gli 80 euro “non più come un sussidio, un contributo, ma come una riduzione fiscale”, sono state le parole di Renzi che ha aggiunto: “Può darsi che questo provochi dei leggeri cambiamenti, può darsi che qualcuno ne prenda 81 di euro mentre qualcuno 79”.

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RIDUZIONI SULL’ISEE

Freno, invece, al reddito di cittadinanza rilanciato dal Movimento Cinque Stelle. “La nostra Costituzione parla di diritto al lavoro, – ha commentato il premier- la misura per combattere la povertà è puntare appunto sul lavoro”. Sulla questione Isee, infine, il premier ha aperto la possibilità di introdurre modifiche. Tuttavia, secondo i dati a disposizione “c’è soddisfazione da parte degli utenti”, ha sottolineato Renzi, per i nuovi criteri di dichiarazione.

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