Bonus mobili, il toccasana dell’edilizia è pronto a nuovi straordinari. Dopo diverse proroghe, è arrivato il momento di chiedersi come potrebbe comportarsi il settore del mattone senza le agevolazioni: e la risposta +è una sola: male, molto male.

La ripresa, almeno nel mondo degli immobili, sembra davvero lontana e il governo avrebbe allo studio ancora una volta di ripresentare il quadro delle agevolazioni Irpef del 50% e del 65% per chi svolge lavori di ristrutturazione.

La conferma arriva dai corridoi romani, dove, seppure il Parlamento sia ancora chiuso per ferie, si inizia a mettere a punto la strategia per la finanziaria 2016, quando cioè a partire da settembre il governo dovrà iniziare a gettare le basi del bilancio dello Stato per il prossimo anno.


E al momento nessun altolà sarebbe arrivato dal commissario alla spending review Gutgeld, che ha preso il posto dell’ormai dimenticato Carlo Cottarelli.

“Se lo strumento ha funzionato e ha portato buoni risultati in termini di politica economica per la crescita e anche per le casse dello Stato, sarebbe sbagliato non utilizzarlo al meglio”, queste le parole del neo ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, che ha dunque aperto uno spiraglio molto esteso alla conferma del bonus.

L’allargamento

Ma non sarebbe esclusivamente una conferma del bonus allo studio: sul tavolo, rimane forte anche l’idea di allargare la platea dei beneficiari, che dovrebbero essere ammessi anche a coloro che risiedono in affitto, da un lato, e ai lavori su alloggi di residenza pubblica dall’altro.

Sarebbe una scelta che accontenterebbe il mondo dell’edilizia e delle imprese in particolare, come confermato nei giorni scorsi da Ance, mentre Federlegno Arredo ha chiesto di innalzare il tetto di 10mila euro per l’acquisto di mobili. Allo stesso modo, la frangia ambientalista del Pd troverebbe nuova linfa alle politiche di efficientamento energetico degli edifici che da tempo cerca di perseguire.

 


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1 COOMENTO

  1. Sulla positività della riconferma ed eventuale estensione delle agevolazioni del 50 e 65% non ci sono dubbi. Ritengo che per incentivare il settore edilizio ed immobiliare potrebbe essere utile anche abbassare gli oneri comunali di costruzione e di urbanizzazione magari chiedendo un contributo ai proprietari degli alloggi costruiti dagli anni 60 agli anni 80 che non hanno pagato gli stessi e si sono visti nel contempo rivalutato il loro immobile grazie alle opere d’urbanizzazione (strade-marciapiedi-verde-servizi ecc. ) realizzate e pagate successivamente da altri acquirenti di alloggi . Così le Amministrazioni potrebbero alleggerire gli attuali troppo onerosi costi del terreno e delle opere di urbanizzazione consentendo l’agevolazione seppur parziale, sull’ acquisto di alloggi da parte dei Giovani come avveniva negli anni antecedenti il 1990/95 grazie anche alle leggi 457/78-865-167 ecc. .
    Grazie per l’attenzione, saluti -Fosco

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