Legge Severino, nel dibattito sulle possibili modifiche ecco l’intervento dell’Anac che scompiglia le carte. A pochi giorni dall’elezione contestatissima di Vincenzo De Luca come governatore della regione Campania, arriva un documento del’lautorità anticorruzione che apre le porte a un intervento sulla legge Severino.

Si ricorderà, infatti, che la vittoria di De Luca è stata preceduta da feroci polemiche, soprattutto dentro il Partito democratico, sull’opportunità di una candidatura che, se arrivata all’elezione, avrebbe automaticamente provocato la decadenza dalla carica, a norma della legge sull’incandidabilità, inconferibilità e incompatibilità per ruoli di natura elettiva in presenza di condanne. L’apice dello scontro, come noto, si è avuto con la diffusione della famosa lista degli “impresentabili” da parte della commissione Antimafia, in cui figurava lo stesso De Luca.

De Luca, in particolare, si trova attualmente condannato in primo grado a un anno, condizione sufficiente perché a norma della legge voluta dal governo Monti a fine 2012, non possa esercitare le funzioni di presidente della Regione.


E mentre giuristi ed esponenti politici si interrogano sul momento preciso in cui De Luca dovrà effettivamente rimettere il mandato, se a scadenza immediata oppure a insediamento del Consiglio avvenuto, ecco il documento dell’Anac che rende improvvisamente più probabile una modifica entro breve all’impianto della Severino.

Se, prima delle elezioni, prevedere un intervento legislativo per correggere alcuni aspetti della norma, pareva una speranza dei più accaniti simpatizzanti dell’ex sindaco di Salerno, ora che anche l’ente guidato dall’ex pm anticamorra Raffaele Cantone si dichiara a favore di una revisione, le condizioni mutano sensibilmente.

Il documento arriva dopo alcune interviste rilasciate dallo stesso numero uno dell’Anac, in cui si era dichiarato possibilista su eventuali modifiche da apportare alla legge Severino.

 

I punti da cambiare secondo Anac

A richiedere particolare attenzione a parere dell’autorità anticorruzione è il decreto legislativo 39 del 2013, quello secondo cui, cioè, sono definite le condizioni giudiziarie per cui un soggetto che ricopre incarichi pubblici non possa continuare a esercitare le proprie funzioni.

Anac ha evidenziato le sue proposte secondo un elenco di 25 punti così suddivisi in tre capitoli: inconferibilità, incompatibilità e poteri di vigilanza, ordine e sanzione.

 

Le inconferibilità

1. Valutare l’eventuale estensione della disciplina delle inconferibilità e incompatibilità agli incarichi politici

2. Valutare l’estensione del regime delle inconferibilità alla provenienza da cariche in partiti politici o in organizzazioni sindacali

3. Valutare l’opportunità di introdurre procedure derogatorie per casi specifici

4. Estendere il regime delle inconferibilità e incompatibilità nelle aziende sanitarie a incarichi diversi dai tre fin qui disciplinati

5. Disciplinare le inconferibilità per provenienza da cariche politiche a livello nazionale

6. Eliminare, tra le cause di inconferibilità per provenienza da cariche politiche, la provenienza da cariche in enti di diritto privato in controllo pubblico

7. Coordinare le ipotesi di inconferibilità per condanna anche non definitiva di cui all’art. 3 del d.lgs. n. 39 del 2013, con le ipotesi di sospensione dalla carica politica di cui al d.lgs. n. 235 del 2012

8. Adottare una più precisa definizione di “ente di diritto privato in controllo pubblico” o “a partecipazione pubblica non maggioritaria”

9. Adottare una diversa e più ampia definizione di incarichi dirigenziali

10. Adottare una più precisa definizione degli “enti di diritto privati regolati o finanziati”

11. Chiarire i rapporti tra inconferibilità di incarichi dirigenziali pubblici e divieto di assumere incarichi in enti privati post-mandato (pantouflage)

12. Chiarire i rapporti tra le definizioni di “ente di diritto privato in controllo pubblico” e di “ente di diritto privato regolato o finanziato”

13. Chiarire che le inconferibilità riguardano posizioni attualmente ricoperte

14. Adottare un criterio omogeneo per graduare i periodi di inconferibilità

15. Adottare un criterio coerente per la definizione di “amministratore” negli enti pubblici (economici e non) e negli enti di diritto privato in controllo pubblico

16. Precisare meglio la posizione dei dirigenti negli enti pubblici e negli enti di diritto privato in controllo pubblico

17. Precisare meglio le amministrazioni locali interessate e rivedere le soglie di popolazione

Le incompatibilità

18. Chiarire i rapporti tra inconferibilità e incompatibilità

19. Individuare più correttamente, in ossequio alla delega, gli incarichi di cui deve essere stabilito il regime delle incompatibilità

20. Chiarire le incompatibilità con le cariche politiche

21. Risolvere definitivamente la questione del rapporto tra controllore e controllato

22. Chiarire le attività professionali e di consulenza incompatibili con gli incarichi

23. Valutare l’estensione delle incompatibilità per incarichi e attività professionali e di consulenza svolte da congiunti del titolare dell’incarico

24. Necessità di un’adeguata disciplina transitoria

I poteri di vigilanza, ordine e sanzione dell’ANAC

25. Razionalizzare i poteri di vigilanza, accertamento, sospensione e sanzione dell’ANAC

I 25 punti sono spiegati approfonditamente nel documento integrale rilasciato dall’Autorità scaricabile a questo indirizzo.


CONDIVIDI
Articolo precedenteInasprimento delle pene per i reati contro la pubblica amministrazione. Ma che fine fa l’abuso d’ufficio?
Articolo successivoPneumatici: stop alla deroga

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here