Riforma pensioni 2015: dopo la bocciatura del referendum sulla legge Fornero, si cercano sviluppi per la normativa in vigore, al fine di armonizzare la legge allo stato sociale.

Con la politica completamente immersa nella partita del Quirinale, che entro la settimana dovrebbe chiudersi con l’elezione del nuovo presidente della Repubblica, non è escluso che anche il tema delle pensioni possa giocare un ruolo importante in questo passaggio istituzionale molto delicato.

Naturalmente, il presidente della Repubblica non sarà spettatore inerme di fronte a un ripensamento eventuale della legge sulle pensioni. Ovvio che, quale che sia il nome deciso dalle forze politiche, molto potrà cambiare sulla  legge previdenziale.


Ad esempio, un’eventuale elezione di Mario Monti, che proprio qui su LeggiOggi ha trovato riscontro, potrebbe blindare definitivamente la riforma Fornero. Con l’economista al Quirinale, infatti, ogni margine di revisione dell’attuale legge sul ritiro dal lavoro sarebbe molto ristretto. Non serve ricordare, infatti, che proprio sotto il suo governo la legge tanto contestata, sulla cui abrogazione la Lega Nord ha raccolto oltre mezzo milione di firme, trovo ragion d’essere, all’interno del decreto salva Italia.

Cosa dire, poi, di Mario Draghi, anche lui dato tra i papabili a Capo dello Stato: in qualità di presidente attuale della Bce, non potrebbe mai disconoscere l’operato di un governo che ha realizzato gli obiettivi di austerity richiesti dalla troika e dagli organismi comunitari, mentre lo spread stava affondando l’Italia.

Discorso simile potrebbe farsi se a vincere la corsa al Quirinale fosse Giuliano Amato, mentre, forse, tra i più anziani, qualche spiraglio in più, verso una modifica, potrebbe arrivare da Romano Prodi, il quale si è dimostrato più sensibile al problema della disoccupazione giovanile: requisiti più bassi di abbandono del lavoro, infatti, potrebbero favorire l’ingresso di forze fresche nel sistema lavorativo del Paese.

In maniera simile, chi potrebbe spingere per una correzione della legge Fornero è Walter Veltroni, altro politico che, forse, potrebbe dimostrarsi poco incline a barattare la stabilità dei conti pubblici con la disoccupazione tra gli under 35 ormai dilagante e vicina al 50%.

una cosa è certa: il nuovo presidente non potrà ignorare la questione welfare, a maggior ragione dopo la bocciatura del referendum abrogativo e, soprattutto, dopo che tute le forze, incluso lo stesso ex ministro Fornero, si sono dette favorevoli ad apportare correttivi per non disincentivare il ritiro anticipato dal lavoro.

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4 COMMENTI

  1. Come al solito in Italia comandano le lobby e i poveracci vengono puntualmente affossati.
    La legge Fornero non è frutto della sola persona ma è scaturita da un’associazione a delinquere che comprendeva i vari governi creati apposta e il nostro presidente sempre complice.
    Praticamente, per continuare a mantenere una moltitudine di privilegiati, siamo sempre noi miserabili a pagare con i nostri contributi, con il mancato percepire la pensione e altre volte addirittura con la vita.

    Dobbiamo solo stare zitti!!!!
    Non abbiamo nessuna arma per difenderci!!!

    Lasciamoli continuare a delinquere!!!

  2. Ho 62 anni e oltre 40 di contributi. Altro che quota 100.Sono già a 102. Secondo “quella li” dovrei lavorare per altri 2 anni + i mesi per l’aspettativa di vita. Ma ora sono senza lavoro. Quale mente umana può disegnare una simile crudeltà e tutti hanno fatto finta di niente.Si JOLE,hai ragione, come i nazisti.

  3. Per salvare il mio paese rinuncerei anche del tutto alla pensione, ho 59 anni e 37 di contributi, ma vorrei essere preceduto dalla Fornero, da Monti, da Brunetta, da Amato da Draghi, chiedo troppo ?
    Un saluto Mario Rocco

  4. …circa le ultime due righe dell’articolo, la “più odiata dagli italiani” non propone correttivi bensì ulteriori recrudescenze/penalizzazioni.
    Ma ancora non l’avete capita? Non vi basta quello che ha fatto? Cosa deve ancora fare per che ve n’è rendiate conto?
    L’ho vista ieri l’altro in televisione che si pavoneggiava e discettava tutta sorridente mentre l’intervistavano; pensando alla disperazione dei giovani italiani senza un lavoro che si avvicinano oramai alla soglia del 50%, mi ha fatto venire in mente i gerarchi nazisti al cospetto degli internati nei campi di concentramento…

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