E’ arrivato il giorno della legge di stabilità. Con ogni probabilità, salvo sorprese dell’ultim’ora, entro stasera il governo darà via libera alla nuova finanziaria per l’anno che verrà. E subito, si annunciano fuochi d’artificio per il testo in arrivo, ormai pronto a essere diffuso dagli uffici di palazzo Chigi.

Al solito, quello della legge di stabilità sarà un cammino parlamentare lungo e faticoso, ma le intenzioni del governo – almeno in materia fiscale e di occupazione – sembrano definite. La legge di stabilità sarà un’appendice delle misure del Jobs Act, o, in qualche modo, le anticiperà, dal momento che quest’ultimo è un provvedimento che affida al governo una delega su cui avrà facoltà di esprimersi solo nei prossimi mesi.

Dall’altro canto, però, le annunciate misure del governo, che saranno incluse in una finanziaria da 30 miliardi, potrebbero ripercuotersi severamente sugli enti locali, principali indiziati per “finanziare” le misure pro lavoratori e imprese. Saranno 13,5 infatti, i miliardi preventivati di spending review che dovrebbero confluire nelle casse dello Stato nel 2015.

I punti principali della legge stabilità

Lavoro. Renzi ha annunciato l’arrivo di un pacchetto di interventi che dovrebbero portare la mano pubblica a prendersi cura dei contributi dei neo assunti per i primi tre anni, guarda caso proprio quelli che dovrebbero essere più “scoperti” dalle tutele in merito al contenuto del Jobs Act. Se ne saprà di più quando uscirà il testo.

80 euro. Ben 10 miliardi saranno destinati alla stabilizzazione del bonus degli 80 euro in busta paga, che il governo per ora ha assicurato fino al prossimo dicembre. Renzi e Padoan nessuna retromarcia: l’aumento di stipendio sarà regolare per chi percepisce meno di 24mila euro all’anno.

Irap. In arrivo anche un taglio di 6,5 miliardi di euro per la fiscalità delle imprese, che dovrebbe eliminare la voce lavoro dalla contribuzione Irap: giocoforza, ne trarranno maggior beneficio le aziende con il maggior numero di addetti.

Pensioni. Molta attesa anche sul fronte delle pensioni. Nei mesi scorsi, dalle parti della maggioranza qualcuno ha ipotizzato la soluzione definitiva al problema degli esodati nella legge di stabilità, ma si tratta di una misura senza un costo definito. Probabile che si decida di allargare solo il contingente di quelli salvaguardati. Non dovrebbe mancare, invece, la garanzia di pensione a partire da settembre 2015 per i Quota 96, rimasti al palo dopo la mancata concessione di due mesi fa.

Bonus edilizia. Altra misura molto discussa, prima inserita nello sblocca Italia, poi rinviata alla finanziaria. Noon dovrebbero esserci colpi di scena: il bonus mobili, energia e ristrutturazioni resteranno identici anche per tutto il 2015.

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