Riforma PA, la Camera ha concesso la fiducia al decreto e ora si attende il via libera definitivo per l’approvazione. In una seduta notturna, che ha visto il decreto 90 fare il debutto nell’aula solo in tarda serata, finalmente è arrivata la prima votazione sul disegno di rinnovamento della PA e, di conseguenza, sulla pensione dei Quota 96.

Manca ancora un passaggio e poi il primo ostacolo – l’approvazione alla Camera – per il decreto che riforma la pubblica amministrazione, sarà alle spalle. Quindi, tutto sarà messo nelle mani del Senato, che avrà pochissimi giorni per dare la luce verde al testo per la pubblicazione in gazzetta.

Come si vede, dunque, tappe serrate attendono il decreto, e solo la prima curva è veramente superata. Del resto, nelle ultime ore è apparso chiaro come anche le certezze più granitiche, in queste fasi concitatissime in Parlamento, possono sgretolarsi in pochi minuti. E’ quanto si è temuto proprio per il decreto di riforma della Pubblica amministrazione, dopo che in Commissione Bilancio volontà politica e ragionieri dello Stato si sono scontrati sugli obiettivi della riforma.

A quanto pare, però, il testo andrà avanti nonostante tutto, visto l’ok ricevuto in nottata dalla Camera dei deputati. Sul tavolo, come noto, molte novità sia per i dipendenti pubblici che per le pensioni.

Dipendenti pubblici

Confermata la mobilità volontaria per quei dipendenti che abbiano figli al di sotto dei tre anni oppure affetti da disabilità grave. Rimane anche il limite di trasferimento entro il raggio di 50 chilometri per i dipendenti ritenuti in eccesso negli organici degli enti.

A definire la possibilità di ricorrere al turnover – e dunque alle nuove assunzioni nell’apparato statale – non saranno più i ruoli lasciati scoperti da eventuali uscite, ma si prenderanno in considerazione anche i parametri economici e la capacità di spesa delle amministrazioni.

Contratti a termine: sì alla somministrazione di rapporti a tempo determinato negli enti pubblici, ma solo negli enti che non abbiano ecceduto i limiti di spesa e abbiano un bilancio in salute.

Pensioni

Quota 96 in pensione dal primo settembre: a questo punto, malgrado le perplessità della Ragioneria di Stato, sono davvero contati i giorni entro cui gli interessati potranno inviare domanda per accedere ai 4mila posti riservati a quei docenti e dipendenti Ata che nel 2012 non hanno potuto abbandonare il lavoro per la svista nella legge Fornero.

Sui trattenimenti in servizio, nuove eccezioni. Se a livello generale viene disposto che non si potrà rimanere in servizio oltre il raggiungimento dei requisiti da parte degli statali, magistrati e militari godranno di un anno di vecchio regime: per loro, le disposizioni entreranno in vigore solo a fine 2015.

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11 COMMENTI

  1. Bisognerebbe, a proprio avviso, che si prendessero in considerazione, nell’ambito della riforma delle pensioni, anche quei dipendenti sia pubblici che privati in possesso dell’invalidità accertata dal punto di vista medico legale sia con punteggio superiore a 1/3 che superiore ai 2/3 che, a causa delle loro patologie (riconosciute dalla loro invalidità) Sono comunque sottoposti a numerosi controlli clinici nonché “costanti assenze dal lavoro per malattia”. Per loro si potrebbe nell’ambito della legge di riforma pensioni, studiare una “corsia preferenziale” rispetto a tutti gli altri lavoratori dal momento che il loro “STATUS” DI INVALIDO E’ GIA’ STATO RICONOSCIUTO DALLO STATO”.

  2. Siamo sempre alle solite…chi figli e chi figliastri…..perchè quota 96 è valida solo per i docenti scuola???? Ma non dovevano guardare anche quelle persone, che come me, hanno iniziato prima della maggiore età e che sono già a quota 100 ma con affettivi 42 anni di lavoro sulla gobba e che effettivamente non ne possono più sia fisicamente ma soprattutto mentalmente. Per carita…si dice che il lavoro tenga il cervello impegnato e di conseguenza giovane….sinceramente ne farei volentieri a meno..ci sono tanti altri modi per mantenersi vivi. Non è forse meglio invece far sviluppare quello dei giovani che sono a casa e che avrebbero veramente voglia di mettersi in gioco per avere un agognato futuro???? Meditate politici….meditate.

  3. e chi ha maturato quota 96 a dicembre 2012? non ha diritto al pensionamento,ma è stato ancora più fortunato , si è beccata la mobilità, complimenti governo burattino

  4. […] E’ quanto rivelato da alcuni organi di stampa, che hanno riportato nei giorni scorsi la notizia dei malumori tra il tecnico della spending review e Matteo Renzi. Ebbene, sembra proprio che a far traboccare il vaso delle amarezze di Cottarelli, siano stati proprio i 4mila docenti e dipendenti Ata che la maggioranza intende mandare in pensione con l’emendamento ad hoc inserito nel decreto 90 approvato dalla Camera dei deputati. QUI IL TESTO COMPLETO […]

  5. Ma a noi “vecchietti” spetta la pensione? Infatti molti di noi non hanno capito ancora se rientrano nei quota 96 anche le pensioni di vecchiaia (61 età + 20 anni di età per le donne e 65 + 20 per gli uomini)?? Si parla sempre di anzianità ma la vecchiaia non conta? Chi mi può dare un chiarimento con conferma o meno, o a chi mi posso rivolgere? Sia la Ghizzoni, che nel suo blog mi sembra avesse dato per certo anche la pensione di vecchiaia, sia il sondaggio del Miur di ottobre (era previsto anche il requisito di vecchiaia) sia l’emendamento (riporta “da applicarsi al personale della scuola che abbia maturato i requisiti nel 2011/12”) danno una risposta positiva, ma per i sindacati invece è il contrario. Spero in una risposta circostanziata da parte di qualche lettore del blog perchè siamo veramente in fibrillazione!!!
    Grazie Cristina

  6. La coda di paglia di commentatori politici e non in merito a Quotq 96

    Si cominci con il dare pane al pane e vino al vino

    1) il personale che lavora nella Scuola a differenza di tutti coloro che lavorano possono andare in pensione solo e solamente il 1^ settembre, né prima né dopo, per il semplice e lapalissiano fatto che dovendo garantire la continuità didattica nella scuola e nelle classi non possono lasciare nel momento in cui raggiungono requisiti ma solo alla fine dell’anno scolastico ovvero solo e solamente al 31 agosto. In tutte le altre Amministrazioni sia pubbliche che private il personale invece và in pensione esattamente il giorno dopo aver maturati i requisiti e non come nella Scuola che se un Docente o personale Ata al 31 agosto manca un giorno per raggiungere i requisiti pensionistici, ebbene costui deve lavorare tutto il prossimo anno scolastico.

    2) per effetto del Decreto Monti il personale che lavora nel “pubblico”, dal 1^ gennaio 2012 nel momento in cui và in pensione la liquidazione gli viene liquidata dopo ben due anni (dicasi e leggessi due anni).

    3) infine per quanto riguarda la copertura economica dei famosi “4mila” è bene cominciare a sgombrare il campo da ulteriori equivoci:
    1) nella mia Scuola ci sono 4 Docenti Quota 96, ebbene due Docenti vanno in pensione a settembre in quanto hanno già raggiunto i famosi 42 anni e 6 mesi (quindi sono già da espuntare da Quota 96), gli altri due Docenti si apprestano a maturare il 43 anno di servizio, pertanto si apprestano ad “autopagarsi” lo stipendio per il prossimo anno così Mr. Cottarelli potrà dormire sonni tranquilli in merito alle coperture economiche.

    Infine vorrei chiedere al Dott. Cottarelli a quanto ammonta il suo onorario di Commissario e poi lo compari (con le debite proporzioni) con il misero stipendio di un “travet dello Stato” che a malapena porta a casa circa @ 1.200.

    Gianni Milano

  7. Ci stanno prendendo in giro e magari prendono in giro anche se stessi. Perchè uno dovrebbe andare in pensione vedendo rinviato di anni il proprio trattamento di fine servizio? Le persone interessate vogliono andare in pensione ma anche ricevere i soldi che hanno versato e di cui hanno diritto. Che uno va in pensione per far piacere a Renzi &C? Ma fatemi il piacere!!!!

  8. quota 96 per raggiungere la meta per andare in penbsione deve essere estesa a tutti i dipendenti della P.A.- i politici fanno sempre attività per i loro protetti.

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