Riforma della pubblica amministrazione, giornate decisive alla Camera. La Commissione Affari costituzionali di Montecitorio sta esaminando gli emendamenti piovuti sul testo: in tutto, 1850 proposte di modifica, che riguardano anche la mobilità dei lavoratori e la pensione dei professori Quota 96.

Scaduto il termine per avanzare gli emendamenti martedì alle 13, ora la patata bollente del decreto Pa è nelle mani della I Commissione della Camera, soverchiata nello studio di quasi duemila correzioni, che riguardano molteplici aspetti del lavoro nel settore pubblico, dagli orari, ai contratti ancora bloccati, fino alla sfera del welfare. Un ingorgo da smaltire in fretta, dal momento che già nela prossima settimana il testo è atteso in aula alla Camera.

I riflettori, sicuramente, sono puntati sui Quota 96, ossia coloro che avrebbero dovuto lasciare il lavoro in seguito all’entrata in vigore della legge Fornero,ma che poi questo stesso provvedimento ha dimenticato di inserire nella schiera dei tutelati, per un puro errore di calendario (l’anno scolastico finisce infatti al 31 agosto e non il 31 dicembre, anche per i lavoratori).

Così, a distanza di due anni, sembra arrivata l’ora della pensione anche per insegnanti e Ata di questa particolare categoria: da ieri sera, l’emendamento figura infatti tra quelli dichiarati ammissibili dalla Commissione e dunque è ufficialmente partito l’iter per la pensione.Attesa per le pensioni negli enti pubblici: sarà confermata la stretta per i lavoratori che rimangono al proprio posto anche dopo il raggiungimento dei requisiti?

Sul fronte del pubblico impiego, intanto, dagli uffici di Montecitorio filtrano anticipazioni secondo cui sarebbero stati presentati emendamenti per modificare la mobilità obbligatoria dei dipendenti, la quale dovrebbe essere stata mitigata, previa consultazione con i sindacati. Come si ricorderà, nella prima bozza del decreto Pa era stata indicata come massima la soglia dei 100 chilometri per eventuali spostamenti di personale, poi, nella versione presentata in Cdm, è arrivato l’abbassamento a 50. Possibile che, a questo proposito, venga stabilito un confine tra permessi sindacali e distacchi.

Sul tema mobilità è intervenuto anche l’ex ministro del Lavoro Cesare Damiano, il quale ha notato come “L’indicazione del raggio dei 50 chilometri è omogenea rispetto a quanto accade nel lavoro privato, ma va chiarito che il lavoratore può avvalersi del proprio rappresentante sindacale”.

Sicuramente, se ne discuterà anche nel dibattito che vedrà protagoniste, stasera, il ministro della Funzione Pubblica Marianna Madia e il segretario nazionale Cgil Susanna Camusso, nell’ambito dell’iniziativa “Riformo io! Per una pubblica amministrazione al servizio dei cittadini”, promossa proprio dall’organizzazione sindacale.

 

Novità in arrivo, sul fronte emendamenti al decreto 90, anche per i magistrati: tra le proposte di miglioramento del testo, infatti, si trova anche un ampliamento delle condizioni di incompatibilità delle toghe, in particolare su incarichi di prestigio nella pubblica amministrazione.


CONDIVIDI
Articolo precedenteQuota 96, emendamento ok. Sperano i vincitori senza cattedra
Articolo successivoUnico 2014, termine per i pagamenti. Come chiedere le deduzioni

1 COOMENTO

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here