Oggi è il giorno più atteso da quattromila insegnanti, bidelli e dipendenti Ata delle scuole di tutta Italia: secondo le ultime dichiarazioni, e le scadenze del calendario parlamentare, verrà infatti presentato l’emendamento che dovrebbe salvare i Quota 96 e consentire così a tutti la pensione dal primo settembre.

Quella di oggi, infatti, è la data in cui dovrebbe tenersi il voto delle modifiche al decreto di riforma della Pubblica amministrazione, attualmente all’esame della Commissione Lavoro di Montecitorio.

Nelle ultime ore, è stata la deputata Ghizzoni del Partito democratico, già in passato sostenitrice della causa dei Quota 96 a confermare la modifica in arrivo al testo che dovrebbe riformare gli apparati dello Stato e previsto in aula per il prossimo 23 luglio.

Un emendamento attesissimo, dopo che il presidente della Commissione Bilancio Francesco Boccia – sempre del Pd – aveva annunciato in aula la necessità di intervenire in fretta per assicurare l’addio al lavoro dei Quota 96 rimasti in servizio per l’errore della riforma Fornero.

Quella di optare per il decreto 90 di riforma della pubblica amministrazione è stata una scelta dettata dai tempi piuttosto stretti: per consentire il ritiro dalla cattedra entro l’inizio del prossimo anno scolastico, infatti, i giorni di conversione di un dl sono obbligati, e, in aggiunta, la legge entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta.

Non basterà, infatti, dire sì in Parlamento per attivare le pensioni degli aventi diritto: tra le domande di riconoscimento e le risposte che dovrà dare l’Inps – già si postula come massimo nei quindici giorni – i tempi tecnici di svolgimenti delle pratiche non possono essere eliminati.

Insomma, pur in una rincorsa evitabilissima, tutto sembra volgere, finalmente, al meglio per i Quota 96, conteggiati nell’ordine di 4mila tra insegnanti e amministrativi, che nel 2012 avevano almeno 60 anni di età e 36 di servizio, o comunque una combinazione tale per cui la soglia fosse raggiunta, o superata, tra annualità di servizio e data di nascita.

Peccato che, nel frattempo, i Quota 96 siano diventati Quota 101 o anche 103. Ormai, però, conta solo l’emendamento che sarà preentato oggi: se arriverà il parere positivio delle Commissioni, la strada per la pensione a settembre sarà davvero spianata.

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9 COMMENTI

  1. Abbiamo capito bene questi sono tutti professorini e pensano solo a se stessi e ai loro simili.poi escono con le loro battute vedi ( macchinisti ultra67 Enni alla guida dei freccia rossa) be al sottoscritto manca poco 61 anni e 41 di contributi (altro che quota 96) e continuo a guidare treni solo perché hanno scambiato un articolo per un comma Vergognosi non fate proprio niente codardi e inutili politici di M….

  2. si pensa sempre e solo ai dipendenti della pubblica amministrazione agli edili che come me non sono tutelati da nessuno (sindacati in testa) pensare di andare in pensione a 67 anni è un sorpruso ingiusto ed indegno del popolo italiano,pretendere ad un anziano di stare su di un impalcatura al 10°piano o come me a stendere asfalto sulle strade o piazze.le pensioni dovrebbero essere fatte per categorie,quando vi capita di passare vicino a quegli sciagurati che come me a 64 anni stendono ancora il conglomerato bituminoso guardateli e pensate alle mie parole.

  3. non c’è fine all’ingiustizia; chi è nato negli anni ’51 ’52 pensione a 35 36 (ora 37 39) di contributi; chi è nato nel ’53 di colpo 42 anni (41 e 10 mesi) che nella scuola possono diventare quasi 43

  4. vorrei solo ricordare che per raggiungere quota 96 è vincolante l’età, non meno di 60 anni, e la contribuzione, non meno di 35 anni. Io, penalizzato dalla riforma Fornero oggi sono oltre quota 104.

  5. Intanto abbiamo già tutti 62 anni e 40 o 41anni di lavoro con ragazzi o bambini di 3 anni cinque la Fornero ha fatto cassetta

  6. Non per fare la guerra tra poveri ma quota 96 solo nella P.A. non è un’altra ingiustizia? Chi è già a quota 101 o 102 e deve arrivare a quota 106 o 107 grazie alla Fornero, se lo sono dimenticato?

  7. Per Paolo: quota 96 non vale solo per la scuola: valeva per tutti. Ma i dipendenti della scuola sono stati penalizzati perchè, pur avendo i requisiti, non sono andati in pensione perchè l’ unica data per lasciare il lavoro per loro, e solo per loro, è il 1° settembre.
    Prima però di prendersela con i dipendenti della scuola, vorrei capire perchè un mio coetaneo (1953) è in pensione da 7 anni (prima mobilità, poi cassa integrazione, infine prepensionamento) mentre io, insegnante, pur avendo già 42 anni di servizio non posso andare in pensione. E non potrò andarci nemmeno quando avrò 42 anni + l’ aspettativa di vita proprio perchè noi possiamo andare solo il 1° settembre, quando avrò 43 anni di servizio. Come vedi, quindi, non è un privilegio: si chiede solo ola correzione di un “antiprivilegio”.

  8. ma mi spiegate perchè la quota 96 deve solo valere per la scuola e non per tutti. io con 39 anni di contributi versati devo aspettare il 2019 quando avrò 44 anni di contributi e se desidero andarmene in pensione avrò pure una riduzione perchè non ho ancora 62 anni di età. ma che razza di giustizia è questa.

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