Si sono ufficialmente concluse le operazioni di scrutinio per le elezioni europee 2014. Nel primo pomeriggio, toccherà ad amministrative e regionali in Abruzzo e Piemonte e, quindi, la tornata elettorale potrà dirsi conclusa.

Lo spoglio ha confermato le sensazioni emerse nelle prime ore successive alla chiusura delle urne: Matteo Renzi e il Partito democratico macinano voti e preferenze a valanga, Grillo staccato dietro di quasi 20 punti.

Quindi, seguono Berlusconi, nettamente alle spalle del MoVimento 5 Stelle, e via via tutti gli altri, con Lega Nord, Nuovo centrodestra e lista Tsipras che hanno superato il quorum per l’ingresso al Parlamento europeo. Niente da fare per Giorgia Meloni e i Fratelli d’Italia, sotto lo sbarramento del 4%.

 

Ecco i dati definitivi delle europee 2014

Affluenza definitiva 58,69% (2009 66,43%)

Partito democratico 11.172.861 voti (40,81%)

MoVimento 5 Stelle 5.792.865 voti (21,16%)

Forza Italia 4.605.331 (16,82%)

Lega Nord 1.686.556 (6,16%)

Nuovo centrodestra – Udc 1.199.703 (4,38%)

L’Altra Europa con Tsipras 1.103.203 (4,03%)

Fratelli d’Italia 1.004.037 (3,66%)

Verdi europei 245.443 (0,89%)

Scelta europea 196.157 voti (0,71%)

Italia dei valori 179.693 (0,65%)

Svp 137.448 (0,50%)

Io cambio – Maie (0,17%)

 

All’estero

Veniamo, dunque, ai risultati più significativi negli altri Paesi europei. In generale, si registra una crescita generale dei partiti euroscettici, a scapito di Partito popolare e Partito socialista, che vedono ridimensionata, anche se sempre maggioritaria, la propria presenza al Parlamento europeo.

Germania: Angela Merkel rimane sempre al comando, con la Cdu che guadagna il 35,30% dei consensi. A seguire, i socialisti della Spd al 27,30, mentre mettono a segno un’ottimo risultato gli anti europeisti di AfD, con il 7% che frutta altrettanti seggi al Parlamento europeo. Primo seggio nella storia per i neonazisti.

Francia: boom clamoroso del Front national di Marine Le Pen, che si attesta a primo partito del Paese con il 25% dei voti, staccando di oltre dieci lunghesse il Partito socialista dle presidente Hollande, In mezzo, i moderati dell’Ump, che superano il 20%.

Spagna: nel Paese iberico, si conferma forza di comandi il Partito popolare del premier Mariano Rajoy, con il Partito socialista che tallona a tre punti (26% a 23% il risultato conclusivo). Buono il risultato del partito di protesta Podemos (8%)

Regno Unito: anche se ancora non ci sono dati definitivi, è già confermato l’exploit degli antieuro dell’Ukip, che avrebbe staccato tanto i laburisti quanto i conservatori attualmente al governo con David Cameron.

Altri Paesi: rilevanti le affermazioni di Syriza in Grecia (26%), in Austria l’estrema destra è vicina al 20%, in Danimarca addirittura primo partito al 23%, mentre in Olanda pare ridimensionarsi il risultato degli euroscettici dopo le prime proiezioni.

 

Come sarà il nuovo Parlamento europeo

Questa la nuova composizione del Parlamento europeo: 221 Ppe, 189 Socialisti e democratici, 66 Alde, 52 Verdi, 46 Conservatori e riformisti, 42 Sinistra unitaria ed europea, 41 Non iscritti, 38 Gruppo Europa della Libertà e della Democrazia, 63 neoeletti senza appartenenza.


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