Non si è ancora arrestata l’eco attorno alla rivelazione del piano di Carlo Cottarelli che, dopo mesi di studio e di analisi sulla spesa pubblica, ha varato ufficialmente i punti necessari per ridare fiato alle casse pubbliche.

A seguito di una serie di speculazioni, anticipazioni e previsioni su quelli che sarebbero stati i settori su cui si sarebbe abbattuta la scure del nuovo commissario per la spending review, finalmente cifre e destinatari del programma di tagli hanno un profilo ufficiale.

Per la prima volta in maniera decisa, almeno nei propositi, un disegno di ridefinizione della spesa dello Stato aggredisce direttamente sia i partiti che gli organi istituzionali, spesso protagonisti di sprechi o di casi in grado di susscitare forti polemiche. Nel complesso sono 7, 18,1 e 33,9 i miliardi che si potranno risparmiare, se la cura Cottarelli verrà adottata pienamente.

A tal proposito,il commissario ha bocciato senza appello il decreto sull’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, che lascia i contributi pubblici fino al 2017 per le forze politiche, per poi passare al regime delle donazioni volontarie del 2%. Sul fronte degli organi costituzionali, poi, la spesa dovrebbe diminuire di un terzo nel prossimo triennio, scendendo sotto i 2 miliardi.

Invece, a parere del successore di Enrico Bondi, da una parte l’abbandono dei rimborsi elettorali va adottato senza attendere ulteriormente, mentre, sul fronte degli enti locali, si dovrà procedere all’unione dei Comuni al di sotto dei 5mila abitanti, con parallela riduzione delle indennità percepite dalle cariche elettive.

Finisce sotto la lente anche il mondo delle Regioni, dopo i numerosi scandali sui rimborsi e sulle spese relative ai finanziamenti elargiti ai gruppi consiliari, da nord a sud. Secondo Cottarelli, vanno tagliati drasticamente vitalizi, prestando attenzione al rispetto delle regole e delle nuove leggi.

Veniamo, dunque, al comparto degli statali e a quello dei pensionati, che si sentono ancora una volta vittime sacrificali di questo piano di riduzione. In primis, viene consigliato di porre un freno al cumulo delle pensioni da ruolo professionale nel pubblico. Ma è sui possibili esuberi da qui al 2016, che si giocherà la vera partita con i sindacati e i rappresentanti del pubblico impiego nei prossimi mesi.

Cottarelli individua come necessario il taglio di 85mila dipendenti dagli organi pubblici, elevando, insomma, e non di poco il piano elaborato due anni or sono da Enrico Bondi. Quest’ultimo, infatti aveva segnalato come necessaria la rinuncia a 24mila lavoratori, con taglio rispettivo del 20% dei dirigenti e del 10% dei dipendneti. Una riforma che, però, non è mai stata attuata e che, oggi, torna con l’accelerata impressa da Cottarelli, il quale ipotizza, solo in questo settore, 5 miliardi di risparmi entro il 2014, tra pensioni e primi esuberi.

Nello specifico, per i pensionati, le misure messe sul tavolo dal commissario per la spending review, riguardano una frazione non superiore al 15% dei pensionati, con possibile revisione delle pensioni di guerra, e stop all’indicizzazione parzialmente riconosciuta con la legge di stabilità.

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4 COMMENTI

  1. Certamente qua si sparla continuamente dello stato dei dipendenti pubblici, ma forse abbiamo dimenticato che una parte di questi attiva nella vita italiana e allo stato attuale EMARGINATA, poi dobbiamo sentirci dire che le sovvenzioni ai partiti non viene abolita, gli stipendi di parlamentari NON VIENE RIDOTTA, che le province tanto banalmente decantate le chiusure SONO ANCORA ATTIVE, e che gli sprechi non sono per quei dipendenti pubblici, che vivono di stipendio, diciamo di circa 1100 euro al mese, ma di quelli che 110 euro li percepiscono al giorno, ma facendo cosa? voivendo alle spalle di tanti che pagano le tasse, PERCHE’ IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO NON FA LA SPENDING SULO STIPENDIO DEGLI STATALI CHE GUADAGNANO NON MENO DI 300 MILA EURO ANNUO? forse credo che gli Italiani dormono e come al solito chi sta nei palazzi del governo fa come cavolo vuole sguazzando no in una vasca di acqua ma in una piscina riepita di ORO.
    Non credete che sia giuto il momento di dire B A S T A ?

  2. Bene che il pubblico impiego venga visto come strumento per immettervi nuova occupazione, giovane e capace, non in grande misura, ma intanto qualcosa cominci a muoversi e purchè i nuovi ingressi non vadano negli enti inutili. Quindi piani per consentire l’abbandono a chi è più “bloccato” dalla legge Fornero, almeno nella misura del 20% dei dirigenti e del 10% dei dipendenti, come era già previsto e non attuato.

  3. SI SCOPRON LE TOMBE SI LEVANO I MORTI…
    La notizia è troppo allettante per passare inosservata: il signor Carlo Cottarelli, quello dei tagli di spesa, vorrebbe ridurre le Pensioni di Guerra. Ma di quale guerra sta parlando ?! Forse quella “civile” che Lui farà scoppiare in Italia, se oltre che dirle le sue proposte riuscisse realizzarle. Possibile che non ci sia più nessuno in Italia che reagisca in modo energico !? deughis

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