Le Province abolite da Rosario Crocetta sono già rispuntate. La maggioranza fragile su cui si basa l’amministrazione della regione siciliana, non è riuscita a condurre in porto entro la fine del 2013 la cancellazione degli enti così come disposta nei mesi scorsi dal disegno di legge approvato dal Parlamento della regione a statuto speciale.

“Entro il 31 dicembre 2013 la Regione, con propria legge, in attuazione dell’articolo 15 dello Statuto speciale della Regione siciliana, disciplina l’istituzione dei liberi Consorzi comunali per l’esercizio delle funzioni di governo di area vasta, in sostituzione delle Province regionali”: insomma, una data certa, e sicuramente alla portata, per un testo arrivato all’esame dei consiglieri regionali addirittura lo scorso marzo, ma che evidentemente non ha ottenuto le sponde sperate. Il 2013 si è chiuso e nessun provvedimento in materia è stato emanato.

Negli ultimi mesi, infatti, la maggioranza a sostegno del presidente ha subito alcuni scossoni, e l’asse con il MoVimento  Stelle, che aveva reso possibile il via libera al ddl di abolizione delle Province, è venuto meno, tra la giunta e i grillini guidati da Giancarlo Cancelleri si è creato un baratro sempre più ampio e i primi segnali di collaborazione all’alba dell’amministrazione Crocetta restano soltanto un pallido ricordo. Basti pensare alla recente proposta che obbliga i siti internet di informazione a “schedare” i propri lettori, pena il mancato sovvenzionamento da parte degli enti pubblici.


La via scelta in Sicilia per la cancellazione delle Province riporta alcuni caratteri di quella nazionale, con annesso, però, un elemento di novità, i consorzi dei Comuni, che andrebbero ad affiancarsi alle costituende – e misteriose – Città metropolitane. Sarà un caso, ma nelle scorse settimane, a completare il ddl Delrio, poi approvato alla Camera in prima lettura, è arrivato proprio un emendamento che consentirà alle regioni a statuto speciale di incrementare il numero delle città metropolitane, con criteri meno rigidi rispetto al resto del territorio nazionale. Ora, delle due l’una: o siamo di fronte a un segnale chiaro che la fragile maggioranza di Crocetta si sta sgretolando, oppure la giunta siciliana ha preso tempo, dal momento che la legge in approvazione al Parlamento nazionale fornisce sufficienti garanzie di eliminare al parola “Province” dallo Statuto, promettendo, al contempo, di mantenere lo status quo con il proliferare delle imminenti città metropolitane.

In ogni caso, Crocetta, se vorrà tenere fede alla parola data, dovrà correre immediatamente ai ripari: mancano 45 giorni all’indizione dei comizi elettorali e, entro quella data, andrà resa operativa l’istituzione dei consorzi di Comuni, oppure confidare che da Roma arrivi un “aiutino”, a  questo punto tutt’altro che insperato.

Vai al testo dell’emendamento al ddl di abolizione delle Province in Sicilia

Vai al testo del ddl Delrio


3 COMMENTI

  1. Vogliono costituire effettivamente i Liberi Consorzi? Cambino solamente il termine “Province” con “Liberi Consorzi”. Quindi n. 9 Liberi Consorzi, con gli stessi territori e funzioni, che possono essere integrate e modificate. Il Consiglio Provinciale (ASSEMBLEA) sia costituito dai sindaci dei Comuni del territorio, i quali eleggono il Presidente della Provincia. Non c’è bisogno di Assessori, in quanto la gestione compete ai Dirigenti. Questa è l’unica possibilità. Diversamente difficile realizzare i Liberi Conosrzi. Infatti non si vede come possa fondarsi un ordinamento locale dotato della necessaria stabilità ed uniformità sulla base di Consorzi, che, per definizione, dovranno essere “liberi”. Non dimentichiamo che un primo tentativo (progetto) approvato con D.P. 16 giugno 1955 di istituzione dei Liberi Consorzi Comunali fu annullato dall’Alta Corte perché il “libero consorzio comunale” era stato disciplinato in modo da non rispettare il carattere consortile ed istituzionale voluto dallo Statuto Regionale

  2. IL DOPO SARA’ SICURAMENTE PEGGIO DEL PRIMA
    Senza volere i Siciliani hanno fatto una cosa intelligente perché tra consorzi di comuni e città metropolitane potrebbero venir fuori le Città Metronapolitane. deughis

  3. Non ho affatto capito in base a quali poteri super-costituzionali, questo Crocetta pretenda di abrogare un Organi costituzionalmente previsto che, poi, non comprende affatto solo Organi elettivi, bensì anche Organi dello Stato (prefetture. Sulla politica del sig. Crocetta si può ben mettere una crociona.

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