Ecco il testo dell’emendamento alla legge di stabilità 2014 presentato dai senatori D’Alì, Mandelli e Sacconi, che istituisce il Tuc al posto di Trise, Tari e Tasi. La novità, se approvata, segnerebbe l’ennesima rivoluzione nella fiscalità immobiliare nell’arco di poche settimane, dove si sono avvicendate Imu, Tributo sui servizi e, ora, se condotto in porto, il Tribuo unico comunale.

Sarebbero tre le rate del Tuc: il 16 aprile, il 16 agosto e il 16 dicembre. L’aliquota verrebbe fissata entro un tetto del 10,6 per mille. Esenti prime case, terreni e ffabbricati rurali, cioé le fasce già risparmiate dall’Imu nel 2013.

“Il presupposto impositivo della componente servizi indivisibili – si legge nel testo – è il possesso o la detenzione a qualsiasi titolo di fabbricatie di aree scoperte a qualsiasi uso adibiti”. Un’altra eccezione sono le parti comuni dei condomini, mentre nel caso di multiproprietà l’onere ricade su chi gestisce i servizi comuni.


Viene indicata, per i Comuni, la facoltà di prevedere bonus o esenzioni a casa con un unico occupante, abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale, fabbricati rurali a uso abitativo, immobili destinati ad attività turistico ricettive.

Vai al testo dell’emendamento D’Alì sul Tuc


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