Le legge di stabilità sta occupando ormai completamente il calendario dei lavori del Senato, tra commissioni chiamate in causa a valutarne l’efficacia e i lavori dell’aula delle prossime settimane.

Addirittura, come emerso ieri, il voto sulla decadenza di Silvio Berlusconi da sentore ha dovuto lasciare spazio alla sessione di esame e voto della norma finanziaria per il prossimo triennio, il cui cammino parlamentare si annuncia impervio per via delle molteplici modifiche che stanno arrivando sul testo.

Ora, in aggiunta, si pensa di far slittare il termine per la presentazione degli emendamenti – fissato per domani – vista la mole di proposte di modifiche, riscritture e ritocchi che stanno arrivando in queste ore a palazzo Madama.


Nei giorni scorsi, si è fatta strada l’ipotesi di introdurre le detrazioni Imu anche per la futura Tasi, che soppianterà la tassa sugli immobili attualmente in vigore. Un altro punto all’ordine del giorno è certamente quello del cuneo fiscale, in ragione dei pochi euro in più in busta paga arrivati con il taglio inserito nel testo originale.

Novità importanti erano attese sia sul fronte della Tasi, come detto, che su quello del pubblico impiego, forse il settore più martoriato dal testo originale approvato dal Consiglio dei ministri e approdato in Parlamento. Blocco degli stipendi tra i lavoratori della pubblica amministrazione e tagli per il personale all’estero hanno fatto scattare la rabbia sia dei diretti interessati che dei sindacati, che hanno annunciato 4 ore di sciopero contro la legge di stabilità.

Ora, tra gli emendamenti arrivati in Senato, avanza l’ipotesi di ricorrere al Trattamento di Fine Rapporto come garanzia per riuscire a sostenere le spese previste. Un argomento, quello del Tfr, che il testo del ddl tocca già nei termini di un rinvio della sua erogazione di un semestre, tanto è vero che un altro degli emendamenti presentati – questo, a nome del Pd Stefano Lepri – chiede proprio agli eletti in Parlamento di uniformarsi alle scadenze degli altri cittadini e lavoratori.

Infine, la casa resta una dei capitoli più delicati dell’intera legge di stabilità: l’ultima modifica arrivata sull’argomento invita a individuare una fascia di garanzia per il Trise – il tributo che si comporrà di Tari e Tasi – a vantaggio delle famiglie più numerose. Ancora poche ore di attesa e il cerchio degli emendamenti si chiuderà, salvo proroghe.

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  1. Il Pd Stefano Lepri chiede agli eletti in Parlamento di uniformarsi alle scadenze degli altri cittadini e lavoratori e quindi di attendere 6 mesi per l’erogazione del tfr. Non conosco Lepri ma è decisamente un compagno alla Berlinguer che lotta per i diritti di tutti ed evidentemente apprezza la legge di stabilità che ha stabilito i requisiti per ottenere entro sei mesi il tfs in età anagrafica 65 anni indipendentemente dagli anni di lavoro, essere collocati a riposo, oppure essere esuberi o con contratto a tempo determinato. Chi invece come me ha avuto la sfortuna di nascere nel 1952 ha dovuto lavorare anzichè 40 anni max contributivo 41 anni e 6 mesi e chiedere le dimissioni volontarie per pensione anticipata e deve attendere 24 mesi per la liquidazione del tfs. l’alternativa era lavorare sino a 65 anni con 45 anni di contributi forse un pochino eccessivo. Il sistema ancora più rapido per ottenere la liquidazione in 105 giorni è diventare inabile (così il tfr si spende per la sanità) o morire (in questo caso se li gode mio marito) Con questi criteri è quindi giusto che i politici che faticano molto siano premiati e liquidati rapidamente. Ringrazio molto Fornero, Monti e concludendo Letta e ora Renzi . E’ proprio vero che la legge è uguale per tutti

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