Il Senato si appresta a dare il via libera all’acquisto dei caccia a stelle e strisce per un costo pari a 13 miliardi di euro. La Camera alta dalle 9:30 è riunita e, all’ordine del giorno, figura proprio la discussione sugli aerei più contestati di questo primo scorcio di legislatura.

La rete è mobilitata da tempo per sensibilizzare su un argomento che è diventato uno dei simboli della lotta agli sprechi di denaro pubblico e infatti è ancora aperto un numero elevatissimo di petizioni online a cui gli utenti possono apporre la propria firma per contrastare il via libera per la partecipazione dell’Italia al progetto internazionale sui cacciabombardieri.

Per scongiurare eventuali retromarce, il ministro della Difesa Mario Mauro sta spingendo perché anche il Senato si accodi alla decisione presa alla Camera per dare l’ok alla partnership italiana sugli F35 e prendere in contropiede le già annunciate barricate di Sinistra, Ecologia e Libertà e MoVimento 5 Stelle per invocare lo stop alla realizzazione degli aerei da combattimento. E sono proprio le mozioni avverse all’acquisto degli F35 che oggi esordiranno a palazzo Madama.


Nella maggioranza, nel frattempo, si è aperta qualche crepa sul tema, con il Pd alle prese con qualche frizione interna per il via libera ai caccia, mentre Pdl e Scelta civica – il partito a cui appartiene il ministro Mauro – si presentano a ranghi compatti per il sì al progetto di realizzazione degli F35.

Tra i democratici, la fronda è guidata dal senatore Casson, cui si sono aggiunti il già direttore di Rai News Corradino Mineo e l’ex candidata alle primarie Laura Puppato, più un’altra ventina di compagni di partito, tutti per esprimere la propria avversità al decollo del piano F35.

La linea generale della maggioranza, sarebbe quella di confermare la mozione già approvata a Montecitorio, con la postilla, però, che il Consiglio supremo di Difesa ha specificato come le scelte sull’ammodernamento tecnologico dei mezzi a disposizione dell’esercito ricadano sul capo dell’esecutivo. 

Per i cittadini, non resta che aderire in massa alle innumerevoli petizioni online, come quella presente sul sito Avaaz.org

 


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