La minaccia è stata rispettata: gli Hacker del Pd hanno colpito ancora ai danni del MoVimento 5 Stelle, pubblicando in rete altre tre caselle di corrispondenza privata degli eletti grillini in Parlamenti. Continua, dunque, il ricatto alla compagine M5S, dopo l’esordio con la posta telematica di Giulia Sarti, deputata finita per prima nel calderone del primo “Grilloleaks”.

Ora, a trovarsi la casella di posta interamente divulgata sul web, sono Massimiliano Bernini, Tancredi Turco e Stefano Vignaroli, tre esponenti del MoVimento eletti in Parlamento e finiti nel mirino della non meglio precisata congrega di pirati informatici, a loro dire affini al centrosinistra.

Alla pagina dell’organizzazione, che in un primo momento si era dichiarata affiliata ad Anonymous, salvo poi essere smentita dai diretti interessati, è infatti sempre attivo il countdown che carica di tensione l’attesa della prossima pubblicazione delle mail private di deputati e senatori grillini.

Dopo la messa in rete dei messaggi personali della deputata riminese, infatti, sarebbe dovuta scattare negli ultimi giorni la pubblicazione del nuovo file con tutto lo storico delle comunicazioni private di uno o più rappresentanti di Beppe Grillo alle Camere. Dunque, scadenza rispettata, a quanto riferisce L’Espresso, che informa di aver ricevuto in esclusiva i contenuti delle conversazioni di Bernini, Turco e Vignaroli.

Come noto, alla base del ricatto perpetrato dalla banda di pirati informatici, si trova la diffusione pubblica in rete dei redditi di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, più gli introiti derivanti dal famoso blog su cui poggia la struttura stessa del MoVimento 5 Stelle.

Richieste, fino a ora, non esaudite, che dunque hanno portato all’upload dei nuovi file con migliaia di dialoghi via mail (per Giulia Sarti erano circa 7mila i messaggi divulgati, con tanto di foto private secondo le ricostruzioni).

L’unico dato di un qualche interesse politico, in ogni caso, emerso dalle mail della Sarti, era il triangolo tra la stessa “intercettata”, l’ex senatore Idv Pancho Pardi e il giornalista Marco Travaglio sui alcuni curricula da somministrare all’attenzione di Beppe Grillo per assumere alcuni collaboratori nell’orbita del’attività parlamentare del MoVimento.

Ora, nuove, migliaia di conversazioni private sono rese pubbliche dal gruppo di hacker: se i contenuti emersi dall’azione di spionaggio dovessero rivelarsi di identica rilevanza, però, allora Grillo e i suoi accoliti potranno dormire sonni tranquilli e lasciare che le loro corrispondenze private finiscano dimenticate nell’oceano della rete.

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