Il “modello Sicilia” funziona, funziona eccome; l’alleanza, tacita ma reale, fra Pd e M5S nell‘assemblea regionale siciliana ha determinato una vittoria importante per l’isola che si vedrà, nel prossimo futuro, abolite le province. La regione, guidata da Rosario Crocetta, leader del Pd, ha così votato una legge storica che traccia una strada importante per tutto il paese e lo fa in un contesto difficile e spesso immobile proprio come quello siciliano che in materia di novità è cambiamento è quasi sempre restio e contrario, tanto che nemmeno questa volta sono mancati gli ostacoli.

Dunque se a Roma la collaborazione tra Pd e M5S continua a scricchiolare e generare più polemiche che consensi, nella Sicilia a 5 stelle le cose sembrano andare a gonfie vele; infatti Pd e M5S hanno superato insieme in aula il test importante di sei voti segreti e hanno realizzato una riforma che, almeno per una volta, pone lo scenario politico dell’isola all’avanguardia.

Dunque Rosario Crocetta incassa una vittoria non facile e per nulla scontata, nonostante che tre settimane fa avesse annunciato in un salotto televisivo che l’abolizione delle province sarebbe stata qualcosa di imminente in Sicilia, dando una sicurezza che forse, all’epoca, ancora non poteva vantare. Quello che il presidente non ha detto, infatti, è che per ottenere un risultato del genere sarebbe stato necessaria non solo una delibera di giunta, ma una legge approvata dal ribelle Parlamento regionale.

Addirittura il primo testo redatto dal governo regionale di Crocetta aveva ottenuto pure un parere negativo; infatti era stato bocciato informalmente dal commissario dello Stato, la figura deputata a giudicare la costituzionalità o meno delle leggi siciliane. Alla fine il presidente ottiene una riforma che, nello stretto immediato, non modifica la situazione ma mostra la via precisa da intraprendere; infatti sono state cancellate le elezioni di fine maggio ed è fissato che al posto delle province si formano i liberi consorzi dei Comuni.

Questi sono organismi che non saranno più legati al risultato delle urne ma avranno vertici decisi al loro interno dai sindaci dei territori interessati.  A questo punto l’Ars ha tempo fino al 31 dicembre per dare contenuti mediante una normativa specifica al provvedimento approvato. Per il momento, le attuali Province verranno commissariate il che porterà ad un risparmio immediato stimato in 10 milioni di euro, in futuro, quando la normativa lavorerà a pieno regime, il risparmio salirà a 50 milioni.

Non tutti però sono favorevoli a questa riforma, il Pdl ha portato avanti uno ostruzionismo feroce fatto di interventi – fiume e un costante ricorso al voto segreto, tuttavia nonostante questi piccoli ostacoli la legge è passata pienamente; 53 sono i voti favorevoli, 28 i contrari e un astenuto. Dunque, probabilmente, è stato decisivo il contributo dei 15 consiglieri grillini che per mezzo di Giancarlo Cancellieri, capogruppo M5S, parlano di “una nostra vittoria”.

“Fino a qualche tempo fa gli intenti di governo e opposizione si limitavano a un semplice rinvio del voto. Abbiamo sparigliato le carte – ha dichiarato Cancellierie alla fine Crocetta ha preso in considerazione la nostra proposta”. Molto più cauto, invece, Crocetta che riconosce che “ i grillini stanno dando un sostegno concreto alle riforme. L’Italia oggi ci guardava: siamo il primo governo a fare una legge del genere” e poi però precisa anche “è una vittoria di tutti”.

La collaborazione fra il Pd di Crocetta e l’M5S di Cancellieri ormai è divenuta una costante della vita politica dell’isola, nonostante il movimento non si senta parte della maggioranza, o per lo meno, rifiuti formalmente questo ruolo anche se nella realtà il suo contributo è notevole visto che ha orientato in modo considerevole le mosse di Crocetta mediante mozioni d’aula, una su tutte quella che ha spinto la giunta a chiedere al governo americano la sospensione dei lavori del Muos, il sistema satellitare di Niscemi.

Il “modello Sicilia” ieri, quindi, ha approvato la prima legge, ed è una legge che, per spiegarla con il senatore Beppe Lumia, uno dei parlamentari più vicini a Crocetta lancia un segnale al Paese. Proveniente proprio da una regione che è stata sempre considerata patria di sprechi e clientelismo”.

Dopo l’approvazione del maxiemendamento firmato dalla maggioranza, oggi, ma è un semplice proforma, ci sarà il voto finale dell’Ars che approverà ufficialmente e definitivamente il ddl che prevede il taglio delle province. Qui di seguito, intanto, riportiamo i testi sia dell’emendamento che del Ddl.

Qui il pdf dell’emendamento approvato.

Qui il pdf del Ddl approvato.

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4 COMMENTI

  1. L’Abolizione delle Province, dal punto di vista terminologico, è una decisione in linea con la normativa statutaria, ma non fa sparire l’Ente intermedio tra Regione e Comuni. Sostanzialmente, si sarebbe potuto parlare di “ABOLIZIONE”, qualora si fosse legiferata la CANCELLAZIONE dell’ente intermedio e la ripartizione delle funzioni e competenze, proprie di questo, tra la Regione ed i Comuni. Il DDL n. 278/2013, invece, non cancella l’ente intermedio, ma sostituisce alle province i “liberi consorzi”, rimodulando le competenze e le funzioni dell’ente intermedio.
    Ma come si concilia questa legge di riforma con il titolo V della Costituzione, che, con legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, ha “costituzionalizzato” le Province, facendone uno dei pilastri della propria architettura?…
    L’art. 114 della Carta Costituzione sancisce che “La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato”. Cosa farà il Commissario di Stato?… Ma il “Libero Consorzio” dei Comuni è un consorzio, un “Macro Comune” (Massimo Costa) per la gestione associata di uno o più servizi?…se così fosse, non risponderebbe ai dettami di legge. .Infatti il libero consorzio, previsto dall’articolo 15 dello Statuto siciliano, non è un insieme di Comuni, ma un ente intermedio, che deve svolgere funzioni sovra comunali. Il 2° comma dell’art. 15 dello statuto, al pari dell’art. 114 della Costituzione, prevede tre Enti Locali. Regione, Libero Consorzio e Comune, quindi i “Liberi Consorzi” dovranno prendere il posto delle Province. Il DDL n. 278/2013 sopprime le Province come Enti autarchici e come Circoscrizioni regionali, ma non sopprime e né può sopprimere le Province come Circoscrizioni di decentramento statale. Allora continueranno ad esserci le Prefetture, Questure, Comandi Provinciali di Carabinieri, Guardia di finanza, Vigili del fuoco, Enti per il turismo, Camere di commercio, ecc. ecc?, e quanti saranno questi Enti Statali, tanti,quanti i Liberi Consorzi? o verranno soppressi? in applicazione dell’art. 15 “Le circoscrizioni provinciali e gli organi ed enti pubblici che ne derivano sono soppressi nell’ambito della Regione siciliana.” … Questa è la maggiore incognita di una “rivoluzione” partita male e dall’epilogo incerto.
    La riforma regionale prevede che nella fase di transizione, agli organi delle Province regionali che cessano, per scadenza naturale o anticipata nel corso del 2013, si applicherà, sino al 31 dicembre 2013, la disciplina prevista all’articolo 145 dell’ordinamento amministrativo degli enti locali. Ma l’art. 145 OREL,stabilisce che si commissaria un Ente, per gravi e persistenti violazioni di legge da parte degli Organi, ovvero situazioni nelle quali detti Organi non sono in grado di funzionare regolarmente. Quindi questa norma, teoricamente, non si potrebbe applicare all’ipotesi del ddl n.278/2013.
    Sarebbe stato più logico ed opportuno prorogare, per legge, il mandato agli Organi provinciali in carica, invece di proporre il Commissariamento. Ma questi Commissari Straordinari, scelti dal Presidente della Regione, su proposta dell’Assessore regionale alle Autonomie Locali., che poteri avranno? Possono svolgere tutte le funzioni o avranno poteri di ordinaria amministrazione e limitati?…

  2. Mettiamo come consiglieri nel nuovo ente consorziale i Sindaci stessi, che sono eletti dal popolo e già stipendiati. E non modifichiamo i confini che sarebbe solo casino

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