Mentre ancora non si placano gli strascichi della marcia nient’affatto silenziosa dei 196 parlamentari Pdl che ieri hannoaffollato l’ingresso del Palazzo di Giustizia di Milano in avversione alla “giustizia politicizzata”, da parte del MoVimento 5 Stelle arriva una chiara presa di posizione: nessun dubbio su un’eventuale richiesta di arresto per Berlusconi, il voto dei grillini sarà favorevole. Anche di questo, probabilmente, si discuterà nell‘incontro di oggi tra Napolitano e i alcuni big del Pdl.

A confermare il sì dei 5 Stelle per un’eventuale provvedimento cautelativo nei confronti di Berlusconi, è stato il capogruppo al Senato M5S, Vito Crimi, spiegando che la truppa di neoeletti portati in Parlamento da Beppe Grillo darà l’ok anche a un’eventuale provvedimento per sancire l’ineleggibilità del Cavaliere.

La posizione dei grillini si ricollega alla legge 361 del 1957, sulla quale la rivista di politica e filosofia MicroMega ha da giorni lanciato una petizione: Berlusconi, in quanto concessionario di un bene pubblico, non è eleggibile. Così “se saremo in Giunta per le elezioni – premette Crimi – voteremmo per la sua ineleggibilità. E ci aspettiamo che gli altri facciano lo stesso”.

In merito alla seguente domanda posta dai giornalisti, cioè quella sul parere a un’eventuale autorizzazione a procedere nei confronti del Cavaliere, la risposta di Crimi è stata altrettanto netta: “Mi prende in giro? – ha replicato a tono – E’ una domanda retorica, la risposta è sì. Ovviamente”.

Insomma, il MoVimento 5 Stelle si candida a realizzare in poche settimane quello che altre forze politiche non sono riuscite a portare a compimento in vent’anni: consentire che, anche verso l’imputato Berlusconi, la giustizia faccia il proprio corso. Sulla manifestazione di ieri da parte dei nuovi “colleghi” del Popolo della libertà, Crimi ritiene che “attaccare il potere giudiziario in questo modo è indegno, anche se ha le sue criticità. La visita fiscale a Berlusconi? Magari sta veramente male – si chiede Crimi – ma se ha qualcosa di più grave lo dica”.

Intanto, dalle parti dell’opposizione di centrosinistra, il blitz del Pdl pare non aver creato troppo scandalo: poche e risicate le dichiarazioni sull’argomento. “Il Pdl manifesta ancora una volta uno scarso senso delle istituzioni – commenta il responsabile giustizia Pd Andrea Orlando – è l’incapacità di accettare un dato fondante della democrazia: ogni cittadino è uguale di fronte alla legge”. Più tranchant Nichi Vendola, il quale denota nell’atto dei parlamentari Pdl “un assedio eversivo allo stato di diritto“.

I maggiorenti del Pd preferiscono, per il momento, tacere, aspettando che sia Napolitano a fare la prossima mossa. Già oggi è in programma un incontro al Quirinale con il segretario Alfano e i capigruppo Cicchitto e Gasparri, dove il Capo dello Stato invocherà a un maggior sintonia tra politica e magistratura. Parole di galateo istituzionale per dire “stavolta avete esagerato”.

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