Già la vicenda di Ratzinger, che, con le dimissioni da pontefice, ha lasciato il soglio di Pietro a distanza di secoli dall’ultimo caso precedente, aveva fatto gridare alla presunta “chiaroveggenza” del cineasta. Nella sua più recente fatica “Habemus papam”, infatti, Moretti indagava la debolezza psicologica di un uomo chiamato a ricoprire l’incarico più importante, quello di vicario di Cristo sulla Terra e, che, in conclusione, decideva di abdicare sentendosi inadeguato.
Ora, invece, siamo tornati in un ambito più mondano, con l’ormai classico muro contro muro tra politica e giustizia, ma con l’atto dimostrativo degli eletti in Parlamento da parte del Popolo della libertà, che hanno manifestato sulle scalinate del Palazzo di Giustizia di Milano in seguito agli ultimi sviluppi a carico del Cavaliere, tra la condanna a un anno per rivelazione del segreto d’ufficio nel caso Unipol, più i legittimi impedimenti richiesti, negati e infine concessi per il ricovero in ospedale, con tanto di visita fiscale.
Oggi, infine, i neodeputati e senatori del Pdl hanno deciso di dimostrare la propria solidarietà nei confronti di Berlusconi attraverso un’azione senza precedenti: i rappresentanti di un partito politico hanno marciato fin sull’ingresso della Procura milanese, scagliandosi contro “l’accanimento giudiziario” perpetrato nei confronti dell’ex premier.
A parlare, è stato il segretario Angelino Alfano, che è arrivato a dichiarare: “Siamo in emergenza democratica. Valutiamo se prendere parte ai lavori del prossimo Parlamento oppure no, invocando la convocazione di nuove elezioni al più presto”. Insomma, un clima di forte tensione, che passa dalla politica alla giustizia e chiama in causa direttamente il Presidente della Repubblica, e le non semplici decisioni che è chiamato a prendere nei prossimi giorni.
Guarda i parlamentari Pdl oggi al Palazzo di giustizia di Milano
Guarda la scena finale del Caimano
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