“Arrivederci amore ciao” canta lo struggente ritornello di una celebre canzone italiana che sembra la colonna sonora perfetta per tutti quei politici che da queste elezioni ne escono male, anzi ne escono proprio. Il nome più altisonante, che detesta le maggiori attenzioni e impressioni, è quello di Gianfranco Fini; l’ex presidente uscente della Camera, l’ex leader di An, un partito capace anche del 12%, non ce la fa, il suo partito naufraga in un desolante 0,46% a Montecitorio che lo relega ad un ruolo di comparsa nello scenario politico italiano.

Fini, tuttavia, non è il solo degli esclusi illustri, un altro nome che fa sensazione è infatti quello di Antonio di Pietro che, dopo essersi svincolato dall’alleanza con il Pd e aver corso con Rivoluzione Civile di Ingroia, una delle delusioni elettorali più cocenti visti i voti (non) ottenuti, è rimasto fuori, insieme ai deputati uscenti dell’Idv, dalla Camera.

Fa parte di questo gruppo di nobiltà decaduta anche Franco Marini, ex presidente del Senato, ex segretario della Cisl, uno dei fondatori del Pd, dunque una figura di primo piano dello scenario politico contemporaneo che resta escluso da Palazzo Madama, dunque la sua candidatura in Abruzzo non sortisce gli effetti sperati, del resto la regione ha sorriso nettamente al centrodestra. In compagnia di Marini ci sono anche Roberto Rao, Udc, stretto collaboratore di Pier Ferdinando Casini, che non viene eletto al Senato nel Lazio ed è escluso anche Mario Sechi, ex direttore del Tempo, candidato di Scelta Civica in Sardegna. 

Enzo Moavero
, ministro degli Affari Europei, candidato per la Lista Monti, resta fuori così come pure Mauro Libè (Udc) e Giuliano Cazzola (Lista Monti ed ex deputato Pdl). Il problema però non è solo della Lista Monti, che risulta comunque falcidiata, anche a fronte di un risultato elettorale sotto le aspettative che, di fatto, premia solo la figura del Professore; infatti anche Roberto Natale, candidato di Sel al Senato in Umbria e Marche, ex presidente della Federazione nazionale della stampa, non è eletto.


Per quanto riguarda il centrodestra, invece, rimane fuori dal Senato Guido Crosetto, uno dei fondatori di Fratelli d’Italia. Escluso dalla Camera Gianfranco Miccichè, leader di Grande Sud e non eletto al Senato risulta anche Raffaele Lombardo, leader del Mpa (Movimento per le autonomie) che nonostante le polemiche e il malgoverno aveva comunque trovato spazio nelle liste elettorali. Fuori anche Giuseppe Cossiga, figlio dell’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga, che era candidato con Fratelli d’Italia al Senato in Sardegna.


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