Twitter, Facebook, LinkedIn e chi più ne ha più ne metta, li chiamano social networks ma spesso di social hanno poco. Spesso a causa della fretta, della superficialità o semplicemente dell’ignoranza personale i tweet dei personaggi famosi, i vip, diventano vere e proprie gaffes che salgono alla ribalta della cronaca e che spesso terminano in altrettanto rapide smentite e rettifiche onde evitare l’incidente diplomatico. Abbiamo raccolto qui, sull’onda della vicenda Sneijder, una serie ti tweet da parte di personaggi famosi, nostrani e non, passati alla storia per la loro (triste, in alcuni casi) leggerezza.

Eva Langoria Parker lo scorso febbraio voleva fare “pubblicità” all’ account di suo marito Tony Parker, stella dell’ NBA, ma ha digitato un link sbagliato, mandando tutti gli appassionati su una pagina porno.

Sempre in ambito coniugale, molti followers del noto attore Ashton Kutcher lo ringraziano a tutt’oggi per aver postato una foto della moglie Demi Moore, in bikini, piegata a raccogliere qualcosa. Il tweet, titolato “Shh non ditelo a mia moglie” mostra (è proprio il caso di dirlo) una delle ragioni per l’immutata passione del giovane attore per la sua bella consorte. Tuttavia Kutcher non si è distinto solo per questa spacconata ma anche per un episodio più delicato per così dire,  ha difeso l’allenatore della squadra di football della Penn State University, Joe Paterno, appena licenziato. L’attore non era ben informato sui fatti e ignorava che l’ ottantaquattrenne coach fosse stato allontanato dall’ università con l’infamante accusa di aver coperto negli anni passati il suo vice, Jerry Sandusky, arrestato per abusi sessuali su almeno 20 ragazzini che allenava.


D’altro canto essere su Twitter, si sa, consolida la popolarità: ormai molte celebrities assumono persone solo per tenere l’account aggiornato. Come ha dovuto confessare Hugh Jackman, messo alle strette dopo un post in cui chiamava la famosa Opera House, Opera Center.

Un altro attore famoso come Russel Crowe ha avuto le sue noie via web. Le frasi con l’invito a smetterla con la circoncisione, pratica giudicata “barbarica e stupida”, scatenarono un’ondata di indignazione “globale”.

La rete è trasversale e democratica, si passa dalle star di Hollywood ai nostri politici che in quanto ad errori e gaffes non sono secondi a nessuno, nemmeno ai vincitori degli Oscar. E’ diventato famoso un tweet di Pier Ferdinando Casini che diceva ad Antonio Di Pietro tvb, “ti voglio bene” abbreviato, come scrivono i ragazzini negli sms.

Il tweet che ha scatenato lo scambio di battute è partito da Di Pietro:“Neanche sotto il governo Berlusconi si era verificata una tale invasione di lobbisti all’interno del Parlamento”. Ecco arrivare la provocazione di Casini“Antonio, non mi dire che sei nostalgico di Berlusconi” e poi la secca risposta del leader dell’Idv: “Nemmeno per sogno e neanche della Prima Repubblica… Voi?”. È qui che arriva il “Antonio, tvb” da cui nascono battute con doppi sensi.

Di Pietro non pago della ribalta provocata dall’imbarazzante scambio di tweet ha voluto rincarare la dose con un commento a dir poco infelice sul Governo Monti “Un governo Monti sostenuto da Pd e Pdl sarebbe come due maschi a letto insieme: non possono fare figli”.

Bersani, già famoso per le sue metafore, ha fatto recentemente del sarcasmo poco gradito: “La recessione è in corso. Nei supermercati vendono croste di formaggio, per stare al livello dei redditi dei pensionati”. “Qualcuno avvisi Bersani che le croste dei formaggi le vendono già ai supermercati” è il commento  più tenero e pubblicabile in risposta alla battuta.

Le sviste però possono cogliere proprio tutti; sembra infatti che il presidente francese abbia tra i suoi “following” un certo Mario Monti, peccato che il presidente del consiglio non abbia un account Twitter. E sì che a differenza dei politici italiani, Sarkozy dovrebbe avere uno staff a gestire la comunicazione. Del resto capita di incappare in account falsi.

L’account Twitter di Nicole Minetti è invece reale. E’ diventato celebre un suo tweet nel quale scriveva:”Madrelingue…tutte omologate”. Intendeva “malelingue”, forse? Pare di sì e pare anche che sia stato un errore di battitura. Poco male, visto che l’imbarazzo non sembra cogliere in fallo la consigliera nemmeno su questioni più spinose.

 


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