Nessun ritardo per il ddl anticorruzione: parola del ministro della Giustizia Paola Severino. “Rimane priorità assoluta di questo governo la conclusione dell’iter parlamentare del ddl”, ha dichiarato il Guardasigilli in un’intervista a il Messaggero.

Ieri, era balenata l’ipotesi che un emendamento corposo potesse rallentare il percorso parlamentare della legge anticorruzione, con il governo deciso però ad approvarlo in tempi strettissimi stante lo sgomento della popolazione di fronte ai casi di sprechi e malaffare nelle amministrazioni pubbliche, a cominciare dagli scandali nelle Regioni.

Nella fattispecie, la correzione al ddl avrebbe previsto, secondo gli auspici del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricalà, l’istituzione di un supercommissario ad hoc con poteri speciali di controllo.


Un invito rispedito al mittente dall’altro firmatario,insieme allo stesso Catricalà, del vaticinato emendamento, ossia il ministro della Funzione Pubblica Filippo Patroni Griffi, che ha ricordato come obiettivo del governo sia quello di condurre in porto nel più breve tempo possibile il testo di legge.

Un pensiero condiviso dal ministro della Giustizia, che ricorda: “Questo tema potrà essere trattato in altri provvedimenti“,come del resto auspicato dallo stesso Patroni Griffi: e l’atto più indiziato per adottare l’emendamento Catricalà è la legge di stabilità appena approvata dal Consiglio dei Ministri.

Sull’eventualità che venga incluso anche un comma salva-Ruby, con ciò intendendo il processo che vede imputato l’ex premier Silvio Berlusconi, la Severino risponde che “la revisione della disciplina della prescrizione va fatta con un provvedimento ad hoc che dia una risposta generalizzata al problema e non sia legata ancora una volta a singoli casi”.

Riallacciandosi poi al caso Penati, dove invece l’ex presidente della Provincia di Milano ha anticipato di voler rinunciare alla prescrizione nel caso il nuovo ddl avesse effetto sul procedimento a suo carico, la Severino osserva comunque che “in base alle nuove norme del ddl anticorruzione, la prescrizione dovrebbe maturarsi nel 2019. Non posso pensare che l’iter processuale nel frattempo possa non essersi concluso. Entrambi gli esempi – Ruby e Penati – dimostrano quanto sia sbagliato valutare solo sulla prospettiva del caso concreto”.

Sugli sprechi di cui è sempre più accanitamente accusata la classe politica, il Guardasigilli afferma che “un controllo trasparente dei fondi destinati alla politica è ormai ineludibile. Il governo ha approvato un decreto sulle Regioni che ha rafforzato i controlli della Corte dei Conti”.

Infine, sulla specializzazione dei magistrati, la Severino afferma che “una buona capacità organizzativa, con una ripartizione razionale dei carichi di lavoro, consente di azzerare gli arretrati e offrire un servizio più efficiente”.


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