Nomine CdA Rai e Authority: voglia di trasparenza

Redazione 02/05/12
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Prende quota l’iniziativa senza precedenti promossa dall’Open Media Coalition, una coalizione di numerose associazioni di cittadini, consumatori, imprese, studiosi e ricercatori che chiede di ripensare le modalità delle nomine della Rai e delle Autorità di Garanzia in scadenza.

Una sola unica ambiziosa richiesta, che sarà oggetto questo pomeriggio di un incontro/dibattito presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati: che il consiglio di amministrazione della Rai, i presidenti e i commissari dell’Agcom (Autorità Garante delle Comunicazioni) e del Garante della Privacy, siano selezionati in base a criteri di merito e trasparenza.

Stop dunque agli inciuci tra i partiti, alle nomine di convenienza, alle poltrone date come ricompensa di appoggio elettorale.

Nel manifesto dell’iniziativa, pubblicato sul sito vogliamotrasparenza.it, si legge:

Nei prossimi giorni Parlamento e Governo nomineranno il nuovo Consiglio di amministrazione della RAI ed i nuovi componenti del Garante per il trattamento dei dati personali e la riservatezza e dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

18 uomini dai quali dipende in buona parte il futuro dell’informazione nel nostro Paese e, conseguentemente, la misura di libertà e democrazia della quale disporremo.

Sino ad oggi, la loro nomina è avvenuta nel buio delle segrete stanze del Parlamento e di Palazzo Chigi, lontano dallo sguardo – evidentemente ritenuto indiscreto – dei cittadini, al riparo dall’attenzione dei media e, soprattutto, al di fuori di ogni meccanismo di selezione scientifico e meritocratico.

E’ ora di dire basta.

E’ ora di chiedere ed anzi esigere dal Parlamento e dal Governo che alla selezione degli uomini dai quali dipende la libertà di informazione nel nostro Paese si proceda attraverso un meccanismo trasparente e rigoroso, con cittadini e media posti nella condizione di osservare che tutto proceda nel rispetto delle regole e candidati presentati in modo palese e selezionati sulla base ed in ragione delle loro competenze e posizioni – anche politiche – su temi e questioni che si troveranno ad affrontare e non già semplicemente  di oscure dinamiche politiche, quote o lottizzazioni”.

Una richiesta tanto semplice quanto rivoluzionaria: Parlamento e Governo adottino un sistema di selezione aperto, trasparente e rigoroso e si assumano così la responsabilità – almeno politica – delle loro scelte.

Di particolare importanza, e non solo perché di imminente scadenza (16 maggio 2012), la nomina del nuovo Consiglio dell’Agcom. Il governo Monti, all’articolo 23 del decreto “Salva Italia”, ha dimezzato il numero dei commissari da 8 a 4, ma non ha modificato la sua legge istitutiva che prevede, unico caso fra le Autorità italiane e uno dei pochi nella Ue, la nomina da parte del Parlamento, cioè dei partiti, anziché da parte del governo stesso. E proprio perché i futuri commissari di questo organo dovranno prendere importanti decisioni, dall’asta delle frequenze al futuro mercato della banda larga mobile, la loro nomina dovrà essere assistita dalla massima trasparenza possibile e dalla più ampia meritocrazia. Previa approfondita e rigida procedura di selezione.

L’Open Media Coalition, di cui fanno parte, tra gli altri, Cittadini Europei, Agorà Digitale, Altroconsumo, Femi, Anso, Move On Italia, Valigia Blu, Istituto Politiche per l’Innovazione, Società Pannunzio per la libertà di informazione, DataGov e Federazione Italiana della Stampa, ha rivolto ai segretari di partito cinque domande, riportate nel video che segue.

 

Non solo sensibilizzazione, ma anche attività concrete, da parte dell’Open Media Coalition, che nei giorni scorsi ha formalizzato, ai sensi della legge 241 del 7 Agosto 1990 e per la prima volta in Italia, una richiesta di accesso agli atti in merito al procedimento di nomina del Presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. Con l’istanza – indirizzata al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro dello Sviluppo Economico, quali titolari del potere di nomina, di proposta e di intesa – la coalizione di intervenire nella fase istruttoria e di conoscere i curricula delle personalità di alta e riconosciuta professionalità e competenza nel settore, candidati a ricoprire la carica di Presidente dell’ Autorità delle Comunicazioni.

In virtù delle richieste avanzate dalla coalizione, nei giorni scorsi il gruppo Pd in seno alla Commissione Trasporti e Telecomunicazioni della Camera ha presentato una risoluzione che impegna il Governo a promuovere un confronto pubblico e trasparente con il Parlamento e a prevedere la presentazione dei curricula dei candidati alle Autorità di regolazione e controllo e delle specifiche audizioni atte a delineare la competenza e l’autonomia di ciascun candidato.

Non solo. Si prevede anche l’introduzione di rigorose incompatibilità sia politiche che imprenditoriali, al fine di garantire l’effettiva indipendenza dei membri e di evitare situazioni di conflitto di interesse legati a incarichi ricoperti nella magistratura amministrativa – competente a giudicare sui ricorsi contro le decisioni delle Autorità – o nelle imprese – ora regolate e vigilate – e in politica.

Qui l’istanza di accesso agli atti del procedimento di nomina del Presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni

Redazione

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