Nella ultima bozza del testo del Decreto Sviluppo spuntano anche alcune norme di semplificazione in materia di certificazione di regolarità contributiva (il c.d. DURC) con il fine dichiarato di esentare i privati dall’obbligo di richiedere il DURC e di produrlo alla pubblica amministrazione interessata.

Se dovesse essere confermata la norma del Decreto Sviluppo, quindi, si estenderebbe a tutte le amministrazioni pubbliche, e quindi a tutti i casi in cui è richiesto il possesso del DURC nei rapporti tra soggetti pubblici e privati, il principio secondo cui le stazioni appaltanti pubbliche debbano acquisire d’ufficio il documento di regolarità contributiva dagli enti abilitati al suo rilascio in tutti i casi in cui ciò sia richiesto dalla legge.

La richiesta del DURC dovrebbe, inoltre, essere effettuata dalle amministrazioni pubbliche entro cinque giorni dal ricevimento dell’atto da parte del privato che ne rende obbligatoria la richiesta, informandone contestualmente anche il soggetto interessato, tutelandone l’esigenza di certezza e prevedibilità dei tempi di rilascio del DURC.


Infine l’invio e l’archiviazione del DURC da parte delle imprese e delle amministrazioni interessate dovrà essere effettuato per via telematica.

Nella bozza del nuovo provvedimento per lo sviluppo si parla anche di:

– riqualificazione energetica degli edifici, proroga bonuns fiscale 55% fino al 31 dicembre 2014 ma con una rimodulazione degli sconti;

– defiscalizzazioni dell’Ires e dell’Irap per le opere subito cantierabili;

– silenzio assenso per la formazione del permesso di costruire e semplificazione in materia di SCIA;

– sanatoria su imposte ipotecarie, di registro e catastali;

– Permuta immobili pubblici per nuove carceri;

– autocertificazione per gli sgravi fiscali sui restauri;

– trasferibilità del diritto di proprietà dei parcheggi con cessazione del vincolo di pertinenzialità rispetto all’immobile originario e la destinazione del parcheggio trasferito a pertinenza di altra unita’ immobiliare;

– Professionisti: la cancellazione dal testo della Manovra bis varata nell’agosto scorso, del riferimento alle tariffe professionali per il calcolo del compenso spettante al professionista, che gli ordinamenti professionali dovrebbero recepire nei prossimi mesi. Allo studio anche le società tra professionisti e la responsabilità solidale del progettista e del validatore nei confronti dell’impresa per carenze progettuali che dovessero emergere nella fase di esecuzione dell’opera.


CONDIVIDI
Articolo precedenteDivieto di indossare burqa e niqab. D.d.l. approvato in Commissione affari costituzionali
Articolo successivoIl Ponte della discordia

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here