Giace da quattro lunghi anni nei cassetti dell’aula del Senato, il disegno di legge di iniziativa popolare depositato nel dicembre 2007 da Beppe Grillo e sostenuto da 350.000 firme di cittadini.

Stanco di aspettare, il comico genovese ha dichiarato che oggi (10 settembre 2011) si presenterà a Palazzo Madama per chiederne la restituzione.

Il disegno di legge in questione ruota intorno a tre punti fondamentali.


In primo luogo, viene chiesto la reintroduzione del voto di preferenza, soppresso dalla legge elettorale vigente. Attualmente infatti gli elettori sono privati dell’effettiva possibilità di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento. Deputati e Senatori sono di fatto scelti dalle segretarie dei partiti tra i personaggi più fedeli al partito, e poco conta se tale fedeltà sia sentita o meno anche nei confronti degli elettori o delle istituzioni.

In secondo luogo, viene richiesta l’introduzione di una sorta di clausola di “sbarramento morale” che impedisca a chi è stato condannato in via definitiva o anche solo in primo o in secondo grado di essere eletto in Parlamento.

Terzo e ultimo punto riguarda il rinnovo della composizione delle Camere, impedendo a chi è stato eletto già per due legislature di candidarsi nuovamente alle elezioni.

Il testo e la relazione illustrativa al disegno di legge di iniziativa popolare n. 3 AS (già n. 1936 AS)


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8 COMMENTI

  1. […] amaro il ricordo del disegno di legge di iniziativa popolare depositato nel dicembre 2007 da Beppe Grillo, sostenuto da 350.000 firme di cittadini e lasciato a marcire nei cassetti di Palazzo […]

  2. […] nonostante tutte le garanzie imposte dalla legge, avvenga lo stesso scempio avvenuto a Roma, con il ddl popolare di Beppe Grillo dalle 350.000 firme gettato alle […]

  3. […] Il ddl di Grillo e dei 350.000 italiani che lo hanno firmato, dopo essere stato quattro anni nei senatoriali cassetti, è stato definitivamente bocciato il 21 settembre scorso quando il Senato ha deciso, con voto un trasversale, di non procedere alla calendarizzazione del ddl. […]

  4. Quattro anni di lunga attesa…. e chissà quanti altri anni passeranno! Alla poltrona e allo scettro, una volta conquistati, ci si affeziona e non è facile mollarli. Pur essendo in “Democrazia” le richieste e la voce del popolo non vengono ascoltate. I nostri governanti sono sordi ad ogni appello.

  5. Simpatico o odioso, grillini o no, la Legge è uguale per tutti, e la casta (anzi la cosca) si comporta in modo sfacciatamente illegale!

  6. La cosa positiva è che di tante porcherie – più o meno formalmente ineccepibili – se ne sta cominciando a parlare sul serio e a “furor di popolo”.
    …. e possiamo tutti convenirne che il tam tam del web la sta facendo meravigliosamente da padrone…

  7. Quattro anni ad attendere che succeda qualcosa che la legge impone. (?)
    In quale paese sarebbe possibile un fatto del genere?
    Solo in Italia, paese di BIGOTTI, SEMIANALFABETI E VIGLIACCHI.
    Però, coraggio ci sono almeno trecentomila con gli attributi. Chissà.

  8. […] 10 settembre 2011, il giullare dal Grillo per la testa, novello Priamo, si presentò al palazzo senatoriale per […]

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