legge di bilancio 2017

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Con l’approvazione in Consiglio dei Ministri di sabato 15 ottobre al testo dell’attesa Legge di Bilancio 2017 (clicca qui per saperne di più su Legge di Stabilità 2017) sono molte le novità in arrivo in tema di pensioni, canone Rai e nuova IRI per le piccole e medie imprese.

Di seguito vediamo quali sono i punti principali della nuova Legge di Bilancio.

SCARICA QUI IL DOCUMENTO PROGRAMMATICO DI BILANCIO 2017

Riforma Pensioni 2017 e Pensione Anticipata

Si consiglia lo speciale su RIFORMA PENSIONI: ECCO TUTTE LE NOVITÀ

Tra le misure più attese per il prossimo anno, l’introduzione del nuovo pacchetto pensioni, con la conferma dell’anticipo pensionistico Ape, della “quota 41” per i lavoratori precoci e dell’aumento della quattordicesima.

APE

Vai allo speciale Pensione Anticipata: quando e per chi

Attraverso lo strumento dell’anticipo pensionistico verrà introdotta la possibilità per tutti i lavoratori che hanno almeno 30 anni di contributi, dipendenti ed autonomi, di poter accedere alla pensione anticipata a 63 anni, quindi fino a un massimo di 3 anni e 7 mesi prima rispetto alla normale pensione di vecchiaia.

L’anticipo andrà restituito a rate in 20 anni quando si raggiungono i requisiti maturati per il pensionamento.

I lavoratori che usufruiranno del provvedimento, quindi, dovranno accettare un taglio della pensione che varierà a seconda dell’importo e degli anni di anticipo, ma che sarà pari in media al 5% dell’assegno di pensione. La cifra massima potrà aggirarsi intorno al 20% o 25%.

Precoci, “quota 41” e quattordicesima

Anche la quattordicesima per i pensionati viene aumentata; sarà infatti erogata anche a chi ha un reddito personale complessivo fino a 2 volte (e non più una volta e mezza) il trattamento minimo. Inoltre l’importo della quattordicesima sarà aumentato fino a un massimo di 655 euro.

E’ in dirittura d’arrivo anche l’attesissima “quota 41” per i lavoratori precoci, i cittadini che hanno iniziato a lavorare ad età molto basse. Grazie alla riforma, infatti, i precoci potranno andare in pensione una volta raggiunti i 41 anni di contributi, indipendentemente dall’età anagrafica.

Equitalia addio

Importanti cambiamenti si prospettano anche in materia di riscossione, con la chiusura di Equitalia e l’annunciata rottamazione delle cartelle di pagamento (clicca qui per lo speciale ROTTAMAZIONE CARTELLE ESATTORIALI: COSA CAMBIA).

Nei prossimi mesi sarà data, poi, la possibilità ai contribuenti di regolarizzare la propria posizione fiscale con il pagamento di tutti i debiti, in un’unica soluzione oppure in 3 rate, senza sanzioni e interessi e con un aggio forfetario al 3%.

Piccole imprese: la Nuova IRI

Prevista anche l’introduzione dell’IRI, la nuova imposta sul reddito delle piccole imprese, dei professionisti e degli artigiani che andrà a sostituire l’aliquota dell’Irpef (che oggi varia dal 23% al 43%) introducendo per tutti una nuova aliquota del 24%.

Questa nuova aliquota sarà allineata a quella dell’Ires per le società di capitali, che proprio a partire dal 2017 calerà al 24%.

Particolarmente vantaggiosa la misura per quanto riguarda i lavoratori autonomi e gli artigiani, che fino a oggi erano sottoposti al prelievo fiscale del lavoratore dipendente pur esercitando essenzialmente attività d’impresa.

Industrie, sanità e famiglia: le novità

La Manovra di Bilancio prevede infine una nuova riforma cosiddetta “pacchetto competitività” che mira a stanziare 20 miliardi di fondi per finanziare le industrie.

Ulteriori fondi saranno stanziati anche per il comparto sanità (previsti 2 miliardi in più) e per la lotta alla povertà. Sono, infatti, attesi 500 milioni in più dai risparmi istituzionali e 600 milioni dedicati esclusivamente alla famiglia.

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13 COMMENTI

  1. Salve, sono un lavoratore autonomo, esattamente autotrasportatore, cioè lavoro usurante, sono anche un precoce, ho 41 anni e 10 mesi di contributi versati ad oggi, chiedo, potrei andare in pensione anticipata con la nuova riforma, il prossimo 1° maggio? Grazie.

  2. Qualcuno si chiede cosa centra la legge Fornero con il Referendum ?E’l’ennesima bugia di Renzi venduta agli italiani così vera che non approva la legge di stabilita’ se non vede il risultato della consultazione.Bugiardo più di Pinocchio Il No al referendum se lo merita così insieme ai suoi compagni di nerebda capirà che poi gli Italiani non sono così stupidi .Bugiardi tutti e truffatori.

  3. questo REFERENDUM è la vera occasione che viene concessa al popolo per giudicare le riforme costituzionali (che ha fatto renzi) e di conseguenza l’operato di renzi: che aveva promesso di rivedere la MALEDETTA LEGGE FORNERO e non l’ha fatto, che ha validato le autorizzazioni scadute dei petrolieri fino ad esaurimento pozzi, che ha attuato il Jobs-act rivelatosi un affare solo per aziende e industriali, che ha architettato (tramite Nannicini e Cazzola) l’imbroglio/truffa dell’APE, che ha approvato tutto e il contrario di tutto con l’aiuto fondamentale di un tal Verdini….. ecco cosa lega la MALEDETTA LEGGE FORNERO a questo governo di furbi o di bugiardi, oppure vogliamo parlare della riforma del Senato dei NOMINATI….. per un NON ELETTO DAL POPOLO, sono molte le ragioni del NO convinto e deciso

  4. Gentile signora Lauretti mi dice cosa centra la legge Fornero,che anch’io giudico maledetta,con i quesiti del referendum.

  5. Renzi inizialmente ha personalizzato l’esito del referendum, sbagliando,ma fatto in assoluta buona fede contando sulla intelligenza degli italiani, evidentemente si é sbagliato ancora,non siamo ancora maturi ai cambiamenti.questo é il maggior danno che hanno provocato i vecchi politici che non vogliono lasciare la poltrona.

  6. Renzi avrà sbagliato inizialmente a personalizzare il referendum, ma ancora più sbagliato è sostenere che bisogna votare NO per “liberare l’Italia da questo governo di furbi”.

  7. per il sig. Moreno Di Biaggio – certo in caso di vittoria del NO al referendum costituzionale renzi non è obbligato a dimettersi, infatti se lei avesse letto bene e non superficialmente le mie parole si sarebbe accorto che ho usato la frase “non avrà altra scelta che le DIMISSIONI” e una scelta non è mai un obbligo… ma potrebbe essere un dovere morale che le spiego in 3 punti: 1° perchè più volte in passato renzi stesso ha affermato che in caso di vittoria del NO egli si sarebbe dimesso (salvo rinnegare la cosa come sta facendo a ripetizione in questi giorni); 2° perchè una volta sconfessata a livello popolare la sua politica collegata principalmente alle riforme costituzionali, renzi (addirittura non eletto) potrà pure continuare a governare, ma per fare che???; 3° perchè in caso di vittoria del NO il Presidente della Repubblica potrebbe conferirgli l’incarico di un governo di unità nazionale e successivamente sciogliere le Camere per anticipare al 2017 le elezioni politiche già programmate per il 2018.
    Se questo la fa ridere continui pure a ridere

  8. HAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAAHA sig.ra lauretti lei è veramente una sagoma!!! Non c’è alcun motivo ,ne precedente , per cui un capo di governo si debba dimette solo per il non passaggio di un referendum costituzionale(neppure berlusconi al tempo lo fece). Ma poi lei voto su un referendum costituzionale non in merito alla riforma ma all’operato di un governo? questa è proprio la battuta migliore!!!

  9. è vero i giovani sono fondamentali per i versamenti contributivi, ma se la MALEDETTA LEGGE FORNERO costringe i vecchi (stanchi e demotivati) a lavorare fino a 67 anni, quando lavoreranno i giovani??? infatti LA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE E’ A LIVELLI RECORD oltre il 39% ed oltre 100.000 giovani quest’anno sono stati costretti a cercare lavoro all’estero… l’APE forse varrà qualcosa per disoccupati e disabili ma per tutti gli altri è un vero e proprio imbroglio/truffa……

  10. Ma se la MALEDETTA LEGGE FORNERO costringe i vecchi stanchi e demotivati a lavorare…. quando ci sarà posto per i giovani nel mondo del lavoro??? La nostra unica speranza è votare NO il 4 dicembre al referendum costituzionale

  11. in mancanza di una pur minima riforma strutturale della MALEDETTA LEGGE FORNERO, l’imbroglio/truffa dell’APE cambierà pochissimo o nulla e quindi è sempre più necessario liberare l’Italia da questo GOVERNO DI FURBI mediante un NO deciso il 4 dicembre al referendum costituzionale, se bocciamo la sua politica renzi non avrà altra scelta che le DIMISSIONI…..

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