Tweet



Normativa di Riferimento

Nuove Tecnologie 1 settembre 2011, 17:13

Che fine ha fatto la fatturazione elettronica?

Da giorni il Governo cerca di definire le misure della “Manovra-bis”, ma per risparmiare 3 miliardi di euro all’anno sarebbe sufficiente una firma del Ministro Tremonti


Sono giorni frenetici per il Governo. Il testo del D.L. 138/2011 (c.d. “Manovra-bis”) è destinato ad essere sicuramente modificato, ma non c’è ancora chiarezza su quali saranno le misure da adottare.

In poco più di quindici giorni sono state preparate (e immediatamente abbandonate) diverse proposte per provare a mantenere inalterati i saldi, in modo da rassicurare UE e mercati.

Su queste pagine abbiamo già osservato come il Governo abbia completamente trascurato le tante opportunità di risparmio che deriverebbero dalla compiuta digitalizzazione dell’attività amministrativa; in merito, il caso più eclatante di tutti è sicuramente quello della c.d. “fatturazione elettronica“. Con questa locuzione si intende l’utilizzo delle tecnologie info-telematiche nelle attività di fatturazione senza la necessità di dover ricorrere alla stampa su carta.

La possibilità di emettere e conservare fatture solo in formato digitale è stata introdotta nell’ordinamento italiano dal D. Lgs n. 52/2004 che ha recepito la Direttiva Comunitaria n. 200/115/CE. La digitalizzazione del processo di fatturazione consentirebbe di conseguire notevoli benefici: riduzione di costi e aumento di competitività per le imprese, semplificazione e maggiore trasparenza nei procedimenti amministrativi. Secondo i dati presentati dall’ ABI nel 2010, la piena diffusione della fattura elettronica dovrebbe comportare minori costi per il Paese stimati tra 10 e 60 miliardi di euro l’anno, pari a una quota di PIL tra l’1% e il 4%; solo la Pubblica Amministrazione risparmierebbe circa 3 miliardi di euro l’anno.

Per questo motivo il Legislatore, con la Legge n. 244/2007 (Finanziaria 2008) ha già deciso di rendere obbligatoria la fatturazione elettronica nei rapporti con la Pubblica Amministrazione.

Tuttavia, come spesso accade nel nostro Paese, questa importante riforma è bloccata da oltre tre anni perché non sono ancora state emanate le regole tecniche che devono essere adottate con decreto del Ministro dell’Economia.

Da oltre un anno, i soliti bene informati dicono che il decreto – ormai definito nei contenuti – sia “alla firma del Ministro”; eppure, a tutt’oggi, le regole tecniche non sono ancora state pubblicate, impedendo alla P.A. e al Paese di utilizzare le nuove tecnologie per essere più moderni ed efficienti.

A prescindere da ogni valutazione in merito all’inefficienza del nostro sistema di normazione, sorge spontanea un’osservazione. Tutti dicono che il Governo stia cercando spese da tagliare; forse, prima di pensare ai TFR, alle pensioni e alle tredicesime dei dipendenti o di introdurre nuove tasse, perché il Ministro non guarda sulla sua scrivania e firma il decreto sulla fattura elettronica?


Pubblicato da il 1 settembre 2011 alle 17:09 in Nuove Tecnologie
Tags: , , ,


4 Commenti per Che fine ha fatto la fatturazione elettronica?

  1. Pingback: PA Digitale: governo nuovo, errori vecchi?

  2. Caro Andrea,

    lavoro per un’azienda che vende PEC, non ti dico le telefonate di imprenditori disperati per l’ennesima inutile vessazione Italiana: l’obbligo della PEC.
    Mi chiedo, ma secondo voi un calzolaio, un bar, un ristorante (entità che spesso sono in forma societaria s.n.c./s.a.s. e quindi soggette all’obbligo della PEC) se ne farà mai qualcosa di questo complicato strumento? Prendiamo ad esempio un ristoratore, questi deve pensare a far quadrare i conti, aprire presto per preparare i tavoli e i piatti, correre da un tavolo all’altro per controllare che in sala ed in cucina tutto vada bene, tenere prezzi non troppo altri se vuole avere dei clienti. A fine giornata questa persona vuol godersi il meritato riposo, ma no, arriva la PEC!!! E allora corri ad informarti su cosa devi fare, telefoni alla Cemere di Commercio e queste spesso non rispondono, poi cerchi su internet. Alla fine ce la fa attiva l’agognato indirizzo di Posta Certificata, ma non basta. Dopo questa PEC la deve controllare assiduamente perché magari l’INPS ti manda una cartella via PEC da pagare e se non la leggi peggio per te e ti trovi quando lo scopri a pagare anche le sanzioni per il ritardato pagamento.

    Nel tuo caso, Andrea, giustamente la PEC sembrerebbe utile, ma la ragione è che siamo in Italia dove la P.A. come i politici è tutta gente senza doveri e solo diritti. In Francia la PEC non esiste, nè in Austria o Germania, perché quando mandi una comune mail o telefoni o mandi un fax ad una Pubblica Amministrazione questa ti risponde sempre ed in fretta, non come in Italia che ti rispondo solo quando mandi delle raccomandate.

    La PEC è l’ennesimo esempio di come la classe Politica non risolva i problemi che ci sono (inefficenza delle Pubbliche Amministrazioni) perché è molto più facile inventare una cosa che non serve a nulla come la PEC tanto per far sembrare si stia facendo qualcosa accaparrandosi così voti qui e là. Ed a giudicare dall’enorme quantità di cittadini che si sono recati alla Poste a fare la casella (simil PEC) la famigerata CEC-PAC per il cittadino gratutita capisci che in effetti il politico di turno ha fatto bene i suoi calcoli: se ognuno di quei cittadini è un voto…

    Ci sarà da ridere con la fatturazione elettronica, in tutto il mondo è la cosa più semplice ed esiste già da anni: mandi la fattura come allegato email nel formato che ti pare purché il cliente lo possa leggere: quindi un pdf semplicissmo va bene. Qui in Italia invece no, non immagino cosa si inventeranno: formati strani e complessi, obbligo di firma digitale, magari l’invio sarà valido solo tramite PEC, ed altre sciocchezze di ogni genere e sorta.

  3. Adrea Scarzi

    Vogliamo parlare della P.E.C. (posta elettronica certificata)?? Da un paio d’anni come impresa dobbiamo adottarla ma nessuno la usa realmente. E il Comune di Roma alla domanda “avete un indirizzo di P.E.C.” continua a rispondere negativamente. Personalmente dovendo una volta al mese consegnare dei resoconti al Comune ogni volta devo attraversare la città perdendo mezza giornata nel traffico, e guai se nei documenti c’è una virgola fuori posto, più volte sono stato richiamato e mi è stato chiesto di ripassare a correggere l’eventuale errore di persona (perdendo un’altra mezza giornata). Per non parlare delle tre o quattro firme e timbri di ogni dimensione e genere necessarie ogni volta per chiudere la pratica (degne dei peggiori racconti di fantapolitica, ma questo è un altro discorso).
    Pensate sia normale? Io non dico più che non capisco come facciano a non capire… perché mi sono già dato delle risposte da tempo e non sono affatto beneauguranti per il futuro del Paese.
    Sveglia gente!! …

  4. Pingback: Anonimo

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*


*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Ernesto Belisario

avvocato, docente universitario, vicedirettore di Leggi Oggi

Rss Feed Facebook LinkedIn Twitter Google Plus


Articoli dello stesso autore

Amministrativo 29 febbraio 2012, 08:00

Non chiamiamola trasparenza

Il Governo ha pubblicato on line le dichiarazioni patrimoniali di Ministri e Sottosegretari. Si tratta di un segnale importante, ma la strada verso la “vera” trasparenza è ancora lunga.

Informazione 14 febbraio 2012, 08:30

Happy Birthday LeggiOggi

LeggiOggi visto da uno dei suoi Vice Direttori

Professioni 12 febbraio 2012, 09:32

Contributo Unificato: facciamo sentire la vostra voce

Il 14 febbraio Leggi Oggi consegnerà a Roma le migliaia di firme raccolte contro l’aumento del contributo unificato, che discrimina i cittadini e le imprese in base alle disponibilità economiche

Nuove Tecnologie 27 gennaio 2012, 12:47

PA Digitale: governo nuovo, errori vecchi?

Nel decreto semplificazione alcune norme sulla digitalizzazione. Ma, nel complesso, non arriva il “cambio di passo” che tutti si aspettavano dal Governo Monti.

Nuove Tecnologie 18 gennaio 2012, 16:00

Quattro buone ragioni per protestare contro SOPA e PIPA

Oggi è la giornata dello “sciopero” globale contro i progetti di legge USA che, se approvati, rischiano di cambiare, in peggio, il Web. Ecco alcune (buone) ragioni per aderire alla protesta.


LeggiOggi.it

Ogni settimana il meglio di LeggiOggi.it nella tua E-mail



Ho letto l'informativa e acconsento al trattamento dei dati



NOTA INFORMATIVA SULLA TUTELA DEI DATI PERSONALI EX ART 13 D.LGS. 196/2003 E RICHIESTA DI CONSENSO AL TRATTAMENTO

Maggioli SpA, titolare del trattamento, si propone di gestire il servizio nel rispetto della normativa vigente in materia di tutela dei dati personali. Al proposito intende con questa nota, fornire a tutti gli utenti un'informativa sulle modalità e finalità del trattamento dei dati personali in conformità a quanto previsto dall'art. 13 del D.Lgs n. 196 del 30.06.2003. I dati personali forniti dagli utenti verranno trattati elettronicamente e/o manualmente da Maggioli SpA, Via del Carpino 8 - 47822 Santarcangelo di Romagna (RN), titolare del trattamento, per tutte le finalità correlate alla prestazione del servizio. Inoltre, previo suo consenso, i suoi dati saranno trattati dalla nostra società e dalle società del Gruppo Maggioli per l'invio di materiale promozionale inerente i nostri prodotti o servizi o quelli di società clienti del Gruppo Maggioli. L'indicazione della email deve essere fatta con cura in quanto necessaria per ricevere il servizio, i dati a corredo vengono chiesti per targettizzare gli invii informativi. I suoi dati non saranno diffusi. I suddetti dati potranno essere comunicati a soggetti pubblici, in aderenza ad obblighi di legge e a soggetti privati per trattamenti, funzionali all'adempimento del contratto, quali: nostra rete agenti, società di informazioni commerciali, professionisti e consulenti. I suoi dati potranno essere comunicati a soggetti terzi nostri clienti, che li tratteranno in qualità di autonomi titolari del trattamento secondo la definizione contenuta nel D.lgs 196/2003. Tali dati saranno trattati dai nostri dipendenti e/o collaboratori, incaricati al trattamento, preposti ai seguenti settori aziendali: editoria elettronica, mailing, marketing, CED, servizi Internet, fiere e congressi. L'utente potrà esercitare ogni ulteriore diritto previsto dall'art. 7 del D.Lgs 196 del 30.06.2003 che di seguito integralmente si riporta: "1. L'interessato ha diritto di ottenere la conferma dell'esistenza o meno di dati personali che lo riguardano, anche se non ancora registrati, e la loro comunicazione in forma intelligibile. 2. L'interessato ha diritto di ottenere l'indicazione: a) dell'origine dei dati personali; b) delle finalità e modalità del trattamento; c) della logica applicata in caso di trattamento effettuato con l'ausilio di strumenti elettronici; d) degli estremi identificativi del titolare, dei responsabili e del rappresentante designato ai sensi dell'art. 5 comma 2; e) dei soggetti o delle categorie di soggetti ai quali i dati personali possono essere comunicati o che possono venirne a conoscenza in qualità di rappresentante designato nel territorio dello stato, di responsabili o incaricati. 3. L'interessato ha diritto di ottenere: a) l'aggiornamento, la rettificazione ovvero, quando vi ha interesse, l'integrazione dei dati; b) la cancellazione, la trasformazione, in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati; c) l'attestazione che le operazioni di cui alle lettera a) e b) sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di colori ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento di rivela impossibile o comporta un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato. 4. L'interessato ha diritto di opporsi, in tutto o in parte: a) per motivi legittimi al trattamento dei dati personali che lo riguardano ancorchà pertinenti allo scopo della raccolta; b) al trattamento dei dati personali che lo riguardano a fini di invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale. "Compilare il form con i propri dati con conseguente dichiarazione espressa di aver letto e accettato questa informativa, autorizza la Maggioli spa e le società del Gruppo Maggioli al trattamento dei suoi dati per le finalità correlate alla prestazione del servizio e per l'invio di materiale promozionale, anche da parte di soggetti terzi nostri clienti, secondo le modalità illustrate nell'informativa. L'utente potrà esercitare ogni diritto previsto dal citato art. 7 con la semplice risposta alla e-mail ricevuta.

Chiudi questa finestra
Torna Su