Sigaretta elettronica, ricorso al Tar dei tabaccai per bloccare la vendita

Redazione 09/05/13
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I tabaccai passano al contrattacco sulla sigaretta elettronica e, presentando ricorso al Tar del Lazio, chiedono la sospensione della vendita delle “bionde” dal fumo vaporizzato.

Ormai la sigaretta elettronica è la principale minaccia per l’industria del tabacco. Ne sono riprova i punti vendita che spuntano un po’ da ogni parte, mentre gli articoli, in vendita negli articoli di elettrodomestici così come nelle farmacie, promettono di far sparire il vizio delle “bionde” senza additivi dannosi come il catrame, i più dannosi tra le proprietà delle classiche sigarette. Ora, però, il boom del fumo vaporizzato sta mettendo in ginocchio il settore dei tabaccai, i quali, dopo aver visto ridursi sensibilmente gli incassi in seguito alla moda della e-cig, chiedono di bloccare la diffusione dell’articolo dal mercato.

A ufficializzare l’esposto presentato dai licenziatari della grande “T”, Enzo Perrotta, il presidente dell’UniontabItalia, associazione dei tabaccai, che annovera oltre 5mila esercizi affiliati. La vendita andrebbe fermata, spiega Perrotta, poiché la sigaretta elettronica altro non sarebbe che “un surrogato o, meglio, un modo di consumare nicotina, quindi di produrre sigarette senza cartina e in forma liquida”.

Già nelle scorse settimane, del resto, era avvenuta la presentazione di un emendamento bipartisan al decreto che sbloccava 40 miliardi di debiti per la pubblica amministrazione, volto a introdurre un’imposta sulla vendita delle sigarette elettroniche. Un passaggio, questo, condiviso dai due primattori del governo, Pd e Pdl, che, con ogni probabilità, avrebbe compiuto il primo passo verso il Monopolio di Stato anche per la sorella tecnologica della classica bionda.

Ora, le parole di Perrotta, nella presentazione dell’esposto, sembrano confermare che lo Stato ha posato gli occhi su questo settore in forte espansione, che viene scelto da migliaia e migliaia di consumatori con la prospettiva di risparmiare denaro e guadagnarci in salute, nonostante manchino ancora studi ufficiali che possano attestare al di là di ogni evidenza la non nocività del prodotto. A questo proposito, l’associazione dei tabaccai non nega che “il prodotto in questione arreca danno in misura minore della sigaretta tradizionale ma è certificato da diverse Università italiane che fa danno comunque ai consumatori”.

“Il prodotto contiene nicotina – spiega ancora Perrotta – e va opportunamente tassellato prevedendo l’accisa come per le tradizionali sigarette”. Questo, per porre un freno alla crescita eccessiva dei profitti grazie alla e-cig. Quindi, a tutela dei Sali e Tabacchi di tutta Itaklia, il promotore dell’esposto contro la vendita libera spiega che “le leggi che regolano la distribuzione dei tabacchi impongono la distribuzione in maniera selettiva e ben definita”.

Questo ritardo normativo, spiega Perrotta, avrebbe già un peso pari a un miliardo di euro per l’erario “e un forte danno per una categoria già provata anche dal contrabbando”.

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