Sicilia. Raffica di adempimenti per ATO rifiuti e per SRR

Massimo Greco 20/01/17
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Il governo delle società d’ambito per la gestione integrata dei rifiuti in Sicilia, travagliato dai noti fatti ed oggetto delle più recenti audizioni della competente Commissione Parlamentare, dovrà fare i conti anche con la sopravvenuta legislazione in materia di società a partecipazione pubblica introdotta con il d.lgs n. 175/2016, con particolare riferimento all’ipotesi, prima prevista solo dal diritto vivente, di accesso alle procedure concorsuali.

Programmi di valutazione del rischio di crisi aziendale

Rispetto a tale prospettiva, sia le liquidande società d’ambito che le costituende società di regolamentazione dei rifiuti (SRR), dovranno predisporre specifici programmi di valutazione del rischio di crisi aziendale, informandone l’assemblea dei Sindaci soci nell’ambito della relazione sul governo societario annualmente predisposta a chiusura dell’esercizio sociale.

Cosa devono fare in pratica le società pubbliche?

Tali società, dovranno quindi valutare l’opportunità d’integrare gli strumenti di governo societario,

  • a) con l’attivazione di un ufficio di controllo interno strutturato secondo criteri di adeguatezza rispetto alla dimensione e alla complessità dell’impresa sociale, che collabora con l’organo di controllo statutario, riscontrando tempestivamente le richieste da questo provenienti, e trasmettendone periodicamente all’organo di controllo statutario apposite relazioni sulla regolarità e l’efficienza della gestione;
  • b) con l’adozione di codici di condotta propri, o adesione a codici di condotta collettivi aventi ad oggetto la disciplina dei comportamenti imprenditoriali nei confronti di consumatori, utenti, dipendenti e collaboratori, nonché altri portatori di legittimi interessi coinvolti nell’attività delle medesime società;
  • c) con l’adozione di programmi di responsabilità sociale d’impresa, in conformità alle raccomandazioni della Commissione dell’Unione europea.

Al fine di tutelare gli interessi pubblici alla cui cura sono congiuntamente preposti i Comuni soci nonchè i creditori interessati dall’eventuale promozione di una procedura concorsuale, le società pubbliche in questione, che risultano già costituite alla data di entrata in vigore del Testo Unico in materia di società a partecipazione pubblica, hanno dovuto adeguare i propri statuti alle su indicate disposizioni entro il prossimo 31 dicembre 2016.

Assicurare il massimo livello di trasparenza

Il rispetto di tali adempimenti sarà valutato anche dai cittadini nel conteso della nuova funzione sociale ad essi riservata dalla più recente normativa. Le società a controllo pubblico sono infatti tenute ad assicurare il massimo livello di trasparenza sull’uso delle proprie risorse e sui risultati ottenuti, secondo le previsioni del d.lgs. n. 33/2013.

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La riforma della trasparenza

La riforma della normativa sulla trasparenza, il D.Lgs. 33/2013 riscritto in parte dal D.Lgs. 97/2016, mira ad introdurre in Italia un vero e proprio Freedom of Information Act (FOIA), in analogia a quanto fatto nei Paesi del Nord Europa ed anglosassoni, richiedendo un profondo ripensamento delle modalità operative e mettendo la trasparenza dell’operato della pubblica amministrazione al centro della propria attività.L’elemento più rilevante della riforma, tale da indurre le amministrazioni a modificare organizzazione e comportamenti, amplia l’accesso civico, che divienediritto di ogni cittadino di pretendere la pubblicazione nei siti istituzionali degli atti e delle informazioni da rendere obbligatoriamente pubblici e ottenere gratuitamente dati, informazioni e documenti prodotti. L’eventuale rigetto delle domande di accesso dovrà essere sempre molto ben motivato.La riforma punta anche alla semplificazione dei troppi adempimenti richiesti dalla normativa: viene eliminato il Piano triennale per la trasparenza e l’integrità, essendo sufficiente il Piano triennale della prevenzione della corruzione; alcuni adempimenti non saranno più richiesti, come la produzione dell’elenco semestrale dei provvedimenti in tema di appalti e concorsi; alcune pubblicazioni sui portali, nella sezione “Amministrazione trasparente”, potranno effettuarsi tramite link già presenti nei siti, evitando duplicazioni; i comuni con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti saranno esentati da una serie di adempimenti su cui si attendono le linee guida che emanerà l’Anac; vengono estesi gli obblighi di pubblicità incombenti sugli organi politici anche ai dirigenti pubblici.   Luigi Oliveri Dirigente amministrativo della Provincia di Verona, collaboratore del quotidiano “Italia Oggi”, autore di molteplici volumi sul Diritto amministrativo e degli Enti locali, docente in corsi di formazione.

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