Pensione Quota 103: come funziona. La guida

Paolo Ballanti 04/01/23
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Come funziona la pensione Quota 103? La Legge di bilancio 2023, sulla falsariga di quanto avvenuto negli anni precedenti, ripropone un meccanismo di accesso anticipato alla pensione denominato Quota 103.

La misura si concretizza in una prestazione economica, erogata su domanda dell’interessato, che lo accompagna sino al conseguimento del diritto alla pensione di vecchiaia.
Come avvenuto negli antenati Quota 100 (62 anni di età e 38 di contributi) per il biennio 2019 – 2021 e Quota 102 (64 anni di età e 38 di contributi) per il solo 2022, Quota 103 è riservata a quanti raggiungono un doppio requisito, in termini di età anagrafica ed anzianità contributiva.

Analizziamo la novità in dettaglio.
Indice
Pensione Quota 103: la norma L’articolo 1, comma 283, della Manovra di bilancio inserisce al Decreto – legge 28 gennaio 2019 numero 4, convertito con modificazioni dalla Legge 28 marzo 2019 numero 26, l’articolo 14.1 contenente “Disposizioni in materia di accesso al trattamento di pensione anticipata flessibile”.

Il nuovo articolo di legge disciplina in buona sostanza l’accesso alla pensione grazie al meccanismo di Quota 103.
Pensione Quota 103: a chi spetta Ai sensi del primo periodo dell’articolo 14.1 l’accesso, in via sperimentale, a Quota 103 è riservato agli iscritti all’assicurazione generale obbligatoria e alle forme esclusive e sostitutive della stessa, gestite dall’Inps, nonché alla Gestione separata (di cui all’articolo 2, comma 26, della Legge 8 agosto 1995 numero 335). Pensione Quota 103: requisiti Il diritto alla pensione anticipata scatta al raggiungimento di un’età anagrafica di almeno 62 anni e di un’anzianità contributiva minima di 41 anni (la cui somma restituisce come risultato 103, da qui il nome alla misura in parola). Da notare che, in linea con le analoghe misure in vigore negli anni precedenti, il diritto conseguito entro il 31 dicembre 2023 può essere esercitato anche successivamente alla già menzionata data. Pensione Quota 103: importo Il trattamento di pensione anticipata è riconosciuto per un valore lordo mensile non superiore a cinque volte la pensione minima. La misura viene riconosciuta per le mensilità di anticipo del pensionamento rispetto al momento in cui tale diritto maturerebbe a seguito del raggiungimento dei requisiti accesso ai sensi dell’articolo 24, comma 6, Decreto – legge 6 dicembre 2011 numero 201 (convertito, con modificazioni, dalla Legge 22 dicembre 2011 numero 214). Pensione Quota 103: da quando decorre Gli iscritti alle gestioni pensionistiche sopra citate che maturano i requisiti anagrafico – contributivi:
  • Entro il 31 dicembre 2022, conseguono il diritto al trattamento pensionistico dal 1° aprile 2023;
  • Dal 1° gennaio 2023 in poi, ottengono il diritto al pensionamento anticipato “trascorsi tre mesi dalla data di maturazione dei requisiti stessi”.
  • Dipendenti pubblici
    A norma del comma 6, articolo 14.1, tenuto conto della specificità del rapporto di impiego nella pubblica amministrazione e dell’esigenza di garantire la continuità e il buon andamento dell’azione amministrativa:
  • I dipendenti pubblici che maturano entro il 31 dicembre 2022 i requisiti previsti per Quota 103 conseguono il relativo diritto dal 1° agosto 2023;
  • I dipendenti pubblici che maturano i requisiti per il pensionamento anticipato dal 1° gennaio 2023, vi accedono trascorsi sei mesi dalla data di maturazione dei requisiti stessi e, comunque, non prima del 1° agosto 2023.
  • Sempre la normativa impone di presentare, all’amministrazione di appartenenza, la domanda di collocamento a riposo con un preavviso di sei mesi. Personale della scuola
    Con esclusivo riferimento al personale del comparto scuola e AFAM la domanda di cessazione dal servizio (propedeutica all’accesso a Quota 103) dev’essere presentata entro il 28 febbraio 2023, con effetti dall’inizio, rispettivamente, dell’anno scolastico o accademico.
    Pensione Quota 103: soggetti esclusi La normativa nega il ricorso a Quota 103 nel quadro delle procedure previste:
  • All’articolo 4, commi 1 e 2, Legge 28 giugno 2012 numero 92, nell’ambito di accordi tra datori di lavoro ed organizzazioni sindacali al fine di incentivare l’esodo dei lavoratori più anziani;
  • All’articolo 26, comma 9, lettera b) del Decreto legislativo 14 settembre 2015 numero 148, a carico dei Fondi di solidarietà bilaterali in grado di prevedere un assegno straordinario per il sostegno al reddito, riconosciuto nel quadro dei processi di agevolazione all’esodo, a lavoratori che raggiungano i requisiti previsti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato nei successivi cinque anni;
  • All’articolo 27, comma 5, lettera f) del già citato Decreto legislativo numero 148/2015 in materia di Fondi di solidarietà bilaterali alternativi con le stesse finalità dell’articolo 26, comma 9, lettera b);
  • All’articolo 41, comma 5-bis del Decreto legislativo numero 148/2015.
  • Sono altresì esclusi da Quota 103:
  • Personale militare delle Forze armate;
  • Personale delle Forze di polizia e del Corpo di polizia penitenziaria;
  • Personale operativo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco;
  • Personale del Corpo della Guardia di finanza.
  • Pensione Quota 103: incumulabilità con redditi da lavoro Per espressa previsione del comma 3, articolo 14.1, la pensione anticipata non è cumulabile, a far data dal primo giorno di decorrenza della pensione e fino alla maturazione dei requisiti per l’accesso alla pensione di vecchiaia, con i redditi da lavoro dipendente o autonomo.

    Fanno eccezione i redditi derivanti da lavoro autonomo occasionale, nel limite di 5 mila euro lordi annui.
    Pensione Quota 103: iscritti a due o più gestioni previdenziali Al fine di accedere a Quota 103 gli iscritti a due o più gestioni previdenziali, che non siano già titolari di trattamento pensionistico, hanno la facoltà di cumulare i periodi assicurativi non coincidenti nelle stesse gestioni amministrate dall’Inps. Pensione Quota 103: abrogato il Fondo per l’uscita anticipata dal lavoro Nell’ambito delle disposizioni connesse all’entrata in vigore di Quota 103, la Manovra abroga (articolo 1, comma 285) le disposizioni contenute, rispettivamente, ai commi 89 e 90 di cui all’articolo 1 della Legge di bilancio 2022 (Legge 30 dicembre 2021 numero 234). Ci riferiamo in particolare all’istituzione, nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico, di un fondo con una dotazione di 150 milioni di euro per l’anno 2022 e di 200 milioni di euro per ciascuno degli anni 2023 e 2024, destinato a favorire l’uscita anticipata dal lavoro, su base convenzionale, dei dipendenti di piccole e medie imprese in crisi, che abbiano raggiunto un’età anagrafica di almeno 62 anni (articolo 1, comma 89). Abrogata inoltre la previsione di cui all’articolo 1, comma 90, riguardante l’adozione di un decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, con cui sono definiti i criteri, le modalità e le procedure di erogazione delle risorse di cui al Fondo citato poc’anzi.

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