Pensione anticipata: ecco i calcoli della pensione in base all’anticipo

Redazione 16/11/16
Scarica PDF Stampa
Chi deciderà di accedere alla pensione anticipata grazie al meccanismo dell’Ape nella rispettiva espressione “volontaria” non vedrà più la tredicesima.

L’Ape volontaria, infatti, verrà erogata per 12 mesi l’anno e non per 13 come invece viene fatto per la pensione. Nel decreto del Presidente del Consiglio, la cui pubblicazione è attesa per gennaio, successivamente al via libera alla Legge di Stabilità 2017, sarà previsto un tetto circa la richiesta dell’Ape del 95% della pensione certificata mensile qualora venga richiesto l’anticipo di un anno, del 90% se si parla di anticipo di due anni e dell’85% in caso di richiesta di anticipo di tre anni.

Per maggiori approfondimenti si consiglia SPECIALE RIFORMA PENSIONI: COSA CAMBIERÀ E PER CHI

Ape volontaria: un tetto a seconda degli anni di anticipo

La scelta di porre un tetto alla richiesta di prestito e di non erogare la tredicesima (non prevista nemmeno nell’Ape social né tanto meno nella Naspi) è motivata in parte, spiegano dal Governo, dall’esigenza di non far aumentare eccessivamente la rata da pagare una volta che si è in pensione.

Fonti governative fanno, inoltre, sapere che le mensilità sono 12 in quanto “si tratta di un prestito e non di una pensione” ricordando come il prestito risulti comunque conveniente rispetto a quelli di mercato perché il 50% dell’assicurazione e il 50% degli interessi sono a carico dello Stato.

Anticipo pensionistico: quanto percepiremo di pensione? I calcoli

A titolo esemplificativo, il team economico guidato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Tommaso Nannicini, ha messo a disposizione alcune tavole contenenti i seguenti calcoli: a fronte di una pensione certificata mensile netta pari a 1.286 euro (ossia 16.718 annui dal momento che le rate di pensione sono 13) il soggetto richiedente, per un anticipo di tre anni, potrà ricevere fino a 1.093 euro al mese, ossia l’85% della rata mensile.

Tuttavia, tale importo verrà corrisposto per 12 mensilità per cui il prestito pensionistico annuo ammonterà a 13.116 euro: ossia il 78,45% della pensione annua certificata dall’INPS.

Per ogni anno di anticipo, su questo prestito verrà versato il 4,7% sulla rata di pensione; in concreto, quindi, a fronte di un prestito netto nei tre anni pari a 13.116 euro verranno resi 54.080 euro in 20 anni (mediante rate di 208 euro per 13 mesi l’anno).

Ape volontaria: chi può richiederla

Come detto, l’Ape volontaria non prevederà l’erogazione della tredicesima mensilità in quanto si vuole evitare al lavoratore un eccessivo onere durante il momento della restituzione dell’anticipo.

L’anticipo pensionistico nella sua formulazione volontaria può esser richiesta per scelta dai dipendenti pubblici e privati e anche dai lavoratori autonomi che hanno 63 anni, a distanza di 3 anni e 7 mesi dalla pensione di vecchiaia, con 20 anni di contributi.

Pensione anticipata: quanto costa?

Per saperne di più vai a PENSIONE ANTICIPATA NEL 2017: QUALI NOVITÀ

Coloro che vorranno accedere alla flessibilità in uscita dal mondo del lavoro saranno tenuti a versare un conto, infatti, il prestito pensionistico costa il 5,5% all’anno.

Quindi, nel momento in cui il lavoratore sceglie l’anticipo massimo (ossia tre anni e sette mesi prima del requisito della pensione di vecchiaia) automaticamente rinuncia al 20% della pensione per via della rata da restituire nell’arco dei 20 anni, a sua volta accresciuta da interessi bancari e premio assicurativo.

Riforma pensioni: altre modifiche in vista?

Il testo della Legge di Stabilità 2017 si apre ai numerosi emendamenti presentati alla Camera: arrivano quasi a 5mila quelli depositati (in tutto 4.962), dei quali 1.596 dagli stessi deputati del Partito Democratico.

Per quanto riguarda la riforma del pacchetto previdenziale, tra gli emendamenti presentati al disegno di Legge di Bilancio 2017, emerge la riduzione del requisito contributivo dell’APE sociale a 35 anni e l’ampliamento dei beneficiari.

Altro tema caldo, sul fronte della riforma pensioni, è anche l’estensione nel 2017 dell’opzione donna. Infine, si parla di ampliamento del concetto di investimento qualificato per fondi pensione e casse di previdenza anche alle obbligazioni.

Redazione
Tag