Il Decreto Rilancio è legge: tutte le misure confermate e novità

Chiara Arroi 16/07/20
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Con l’approvazione definitiva avvenuta il 16 luglio in Senato il Decreto Rilancio è finalmente legge. Il Governo ha posto la questione di fiducia sul provvedimento, che ha avuto l’ok definitivo dei senatori, con 159 voti a favore, 121 contrari e nessun astenuto.

Il testo del terzo provvedimento economico, dopo il Cura Italia e il decreto Liquidità, era stato approvato in Consiglio dei Ministri il 13 Maggio, con la successiva pubblicazione in Gazzetta. Approdato poi in Parlamento per l’iter di conversione in legge, è stato approvato in prima battuta dalla Camera lo scorso 9 luglio. Ora l’ultimo step in Senato, che ha accordato la fiducia al Decreto, che prevede interventi per 55 miliardi di euro per limitare l’impatto economico dell’emergenza sanitaria su imprese, lavoratori con partite Iva, dipendenti, famiglie e terzo settore.

Scarica qui il testo definitivo del Decreto Rilancio

Ecco un riepilogo delle misure confermate, rafforzate o introdotte nel nuovo Decreto Rilancio, in aggiunta ai bonus e aiuti Covid approvati a marzo.

Decreto Rilancio Maggio: bonus affitti 2020

Approvato il credito d’imposta del 60% del canone mensile di locazione, leasing, o concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo.

Questo credito d’imposta è destinato a chi esercita attività d’impresa, arte o professione, con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto.

In caso di contratti di servizi a prestazioni complesse o di affitto d’azienda, comprensivi di almeno un immobile a uso non abitativo destinato allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo, spetta nella misura del 30 per cento dei relativi canoni.

Per le strutture alberghiere invece il credito è previsto a prescindere dal volume di affari registrato nel periodo d’imposta precedente.

Il credito di imposta spetta anche agli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, in relazione al canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività istituzionale.

Il bonus è commisurato all’importo versato nel periodo d’imposta 2020 con riferimento a ciascuno dei mesi di:

  •  marzo, aprile e maggio, 
  • per le strutture turistico ricettive con attività solo stagionale con riferimento a ciascuno dei mesi di aprile, maggio e giugno.

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Decreto Rilancio: bollette scontate 

Anche sul fronte bollette luce, gas e acqua ci sono aiuti e riduzioni. È infatti previsto lo stanziamento di 600 milioni di euro di agevolazioni per le bollette elettriche di maggio, giugno e luglio delle piccole attività produttive e commerciali.

In particolare, il Decreto Rilancio introduce una riduzione della spesa sostenuta dalle utenze elettriche connesse in bassa tensione diverse dagli usi domestici, con riferimento alle voci della bolletta identificate come “trasporto e gestione del contatore” e “oneri generali di sistema”.

L’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente ridetermina, senza aggravi tariffari per le utenze interessate e in via transitoria e nel rispetto del tetto di spesa, le tariffe di distribuzione e di misura dell’energia elettrica nonché le componenti a copertura degli oneri generali di sistema, per i mesi di maggio, giugno e luglio 2020.

> Bonus Luce e Gas 2020: a chi spetta, importi e domanda <

Decreto Rilancio per famiglie: aumento pensioni invalidità 

A seguito di una sentenza della Corte Costituzionale, che aveva dichiarato incostituzionale l’importo di 285,66 euro delle pensioni di invalidità, il Decreto Rilancio convertito in legge ha approvato un emendamento che aumenta l’importo dell’assegno erogato ai titolari di invalidità. Lo ha fatto istituendo un Fondo speciale per raddoppiare di fatto la somma, che sarà di 516 euro. 

Decreto Rilancio: bonus Colf e badanti 2020

Buone notizie anche per i lavoratori domestici: è infatti confermato il bonus colf e badanti.

In particolare, come riportato nel testo presentato al Consiglio: “ Ai lavoratori domestici che abbiano in essere, alla data del 23 febbraio 2020, uno o più contratti di lavoro per una durata complessiva superiore a 10 ore settimanali è riconosciuta, per i mesi di aprile e maggio 2020, un’indennità mensile pari a 500 euro, per ciascun mese”. In tutto quindi 1.000 euro.

Verrà erogata dall’Inps in un’unica soluzione. Non è tuttavia cumulabile con:

  • altre indennità da Covid-19;
  • reddito di emergenza (REM);
  • reddito di cittadinanza ( a determinate condizioni);
  • pensione, ad eccezione dei titolari dell’assegno ordinario di invalidità e di rapporto
    di lavoro dipendente a tempo indeterminato diverso dal lavoro domestico.

Questo purché questi collaboratori domestici non convivano con il datore di lavoro.

Decreto Rilancio: bonus 600-1000 euro autonomi 

Lavoratori autonomi, parasubordinati e partite Iva percepiranno ancora bonus 600 covid autonomi. Il maxi-decreto conferma il bonus 600 euro per coloro che lo hanno già percepito a marzo, mentre le partite Iva con calo dei redditi del 33% nel secondo bimestre 2020 rispetto al secondo bimestre 2019 potranno ottenere 1.000 euro di bonus a maggio.

Ai Liberi professionisti e ai collaboratori coordinati continuativi (co.co.co) già beneficiari per il mese di marzo dell’indennità pari a 600 euro, viene automaticamente erogata dall’INPS un’indennità di pari importo anche per il mese di aprile 2020.

C’è di più. Il bonus covid 600 euro sarà esteso a una platea più ampia di lavoratori: intermittenti, stagionali oltre a quelli del turismo e degli stabilimenti termali, i lavoratori occasionali e gli incaricati delle vendite a domicilio con più di 5 mila euro di giro d’affari, sportivi e lavoratori dello spettacolo.

Decreto Rilancio: esenzione versamento Irap

Il Decreto Rilancio introduce l’esenzione dal versamento del saldo dell’IRAP dovuta per il 2019 e della prima rata, pari al 40 per cento, dell’acconto dell’IRAP dovuta per il 2020 per le imprese e i lavoratori autonomi con ricavi/compensi non superiori a 250 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto-legge. Rimane fermo l’obbligo di versamento degli acconti per il periodo di imposta 2019. L’importo non versato in acconto è comunque escluso dal calcolo dell’imposta da versare a saldo nel 2021.

Decreto Rilancio: reddito di emergenza 2020

C’è poi il fronte sussidi per chi non ha percepito nulla in questa emergenza Covid. Farà capolino da maggio il reddito di emergenza 2020: una indennità economica, tra i 400 e gli 800 euro per tre mesi (maggio, giugno, luglio) destinata a chi non ha al momento alcuna forma di sostegno sociale. Sarà appunto erogato dall’Inps in 2 quote, ciascuna dell’ammontare di 400 euro.

Per il mese di maggio 2020 si introduce il reddito di emergenza (REM), per i nuclei familiari in condizioni di necessità economica in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, individuati secondo specifici requisiti di compatibilità e incompatibilità.
Il Rem è erogato dall’INPS in due quote ciascuna pari all’ammontare di 400 euro.

Per quanto riguarda i requisiti, sono previsti:

  • un Isee inferiore a 15 mila euro,
  • un patrimonio fino ai 10 mila (che aumenta fino a 25 mila euro in presenza di disabili nel nucleo),
  • oltre alla residenza in Italia obbligatoria

Le domande per il Rem devono essere presentate online sul sito dell’INPS entro il 31 luglio 2020

Decreto Rilancio: contributo a fondo perduto per imprese

Tra le novità del nuovo Decreto Maggio a sostegno delle imprese del Paese, una nuova iniezione di liquidità a fondo perduto per piccole imprese e partite Iva.

BENEFICIARI: Soggetti esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo, titolari di partita IVA, comprese le imprese esercenti attività agricola o commerciale, anche se svolte in forma di impresa cooperativa, con fatturato nell’ultimo periodo d’imposta inferiore a 5 milioni di euro.

Una misura che dovrebbe dare ancora più sostegno degli attuali prestiti garantiti fino a 25 mila euro per Pmi.

REQUISITI: Il contributo a fondo perduto spetta a condizione che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019. Il contributo spetta anche in assenza di tali requisiti ai soggetti che hanno iniziato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019.

Decreto Rilancio Maggio cassa integrazione rifinanziata

Rifinanziata la cassa integrazione 2020, ordinaria e in deroga, di cui le aziende hanno fatto grande utilizzo in questo periodo. Il governo intende prorogare di altre 9 settimane la cassa integrazione con causale Covid-19.

Nel maxi-provvedimento è infatti prevista la proroga degli ammortizzatori sociali. In particolare le aziende che sospendono o riducono l’attività lavorativa dei propri dipendenti causa Covid-19, possono chiedere il trattamento di Cig. La causale è sempre la stessa: “Emergenza Covid-19”.

La durata massima è di 18 settimane, di cui 14 settimane utilizzabili per periodi dal 24 febbraio 2020 al 31 agosto 2020 e 4 settimane fruibili per periodi decorrenti dal 1° settembre al 31 ottobre 2020. Sono complessivamente conteggiate anche le 9 settimane previste dal precedente decreto cura Italia.

Decreto Rilancio: Ecobonus auto 2020

In arrivo l’Ecobonus auto 2020, con incentivi fino a 3.500 euro per chi acquista un’auto Euro 6 (categoria che comprende anche vetture a benzina e gasolio) e rottama un mezzo vecchio almeno di 10 anni. L’incentivo si dimezza se non c’è rottamazione di veicoli.

>> Ecobonus auto plus 2020: come funziona, cumulo, sconti e condizioni

Il bonus auto vale fino al 31 dicembre 2020 per auto con prezzi fino a 40 mila euro. Auto green: l’ncentivo arriva a 10 mila euro per le elettriche e a 6.500 per le ibride. Per moto e motorini elettrici o ibridi l’ecobonus nel 2020 sale fino a 4 mila euro in caso di rottamazione di un vecchio dueruote. Incentivo anche senza rottamazione, ma fino a 3 mila euro.

Decreto Rilancio: smart working 

Per il 50% dei dipendenti della pubblica amministrazione con mansioni che possono essere svolte da casa lo smart working è prorogato fino al 31 dicembre. La modifica al Dl Rilancio introduce poi il “Piano organizzativo del lavoro agile”, con il quale dal primo gennaio 2021 la percentuale salirà ad almeno il 60%.

Inoltre, i lavoratori dipendenti del settore privato che hanno almeno un figlio minore di anni 14, a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore non lavoratore o beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa, fino al 31 luglio 2020 hanno diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile anche in assenza degli accordi individuali, a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione.

Potenziate le attività dei centri estivi, dei servizi socioeducativi territoriali e dei centri con funzione educativa e ricreativa durante il periodo estivo alle quali potranno accedere bambini e ragazzi tra i 3 e i 14 anni.

Decreto Rilancio: stop licenziamenti per 5 mesi

Il decreto Cura Italia aveva già imposto il congelamento dei licenziamenti, ma la bozza del nuovo decreto in fase di approvazione estende la durata del blocco di ulteriori 3 mesi, dei 2 già previsti nei mesi precedenti. Questo porta il periodo totale di congelamento a 5 mesi.

L’articolo 14 del testo modifica ulteriormente l’articolo 46 del decreto Cura Italia, stabilendo: “al comma 1, le parole: “60 giorni” sono sostituite dalle seguenti: “cinque mesi” ed è aggiunto infine il seguente periodo: “Sono altresì sospese le procedure di licenziamento per giustificato motivo oggettivo in corso di cui all’articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604.”.

In soldoni, il blocco dei licenziamenti non è più di 60 giorni, ma di 5 mesi.

Decreto rilancio: superbonus 110%

Arriva anche il superbonus edilizio per gli interventi di ristrutturazione e migliorativi in condomìni, villette ed edifici residenziali (privati e pubblici). In particolare un ecobonus e sismabonus e innalzati a una maxi-percentuale di sconto a uno del 110%.

Si tratta di una detrazione nella misura del 110% delle spese documentate e rimaste a carico del contribuente, sostenute dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021, da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo, per specifici interventi volti ad incrementare l’efficienza energetica degli edifici (eco bonus)

La detrazione è al 110% per gli interventi che rendano gli edifici più efficienti dal punto di vista energetico e più sicuri in caso di terremoti è stata estesa anche a immobili del Terzo settore e alle seconde case, ad esclusione delle abitazioni di lusso, delle ville e dei castelli. Potranno invece usufruirne i proprietari delle villette a schiera.

Per l’efficientamento energetico sono stati rivisti al ribasso i tetti di spesa detraibile, che variano in base al tipo di abitazione. Resta la possibilità di eseguire gli interventi senza mettere mano al portafogli, cedendo il superbonus alle imprese che eseguono i lavori o ad un istituto finanziario.

La detrazione del 110% verrà rimborsata in 5 rate annuali per spese dal 1 luglio 2020 al 31 dicembre 2021.

Decreto Rlancio Maggio: bonus baby sitter

Proroga del voucher baby sitter 2020, introdotto con il decreto Cura Italia, per supportare le famiglie che non possono assentarsi da lavoro e devono pagare una tata che si prenda cura dei figli, a casa da scuola. Il vocuher è di importo 600 euro per tutte le famiglie, ma è stato innalzato a 1.000 euro per il personale sanitario.

Questo bonus è confermato e aumentato: sale da 600 euro a 1.200 euro. Sempre per nuclei con figli fino ai 12 anni. Inoltre, si estende a servizi educativi territoriali, centri ricreativi e servizi per la prima infanzia. L’unica incompatibilità è con il bonus asilo nido.

Per i medici, infermieri e operatori sanitari il bonus sale da 1.000 euro a 2.000 euro.

Decreto Rilancio: stop Iva per mascherine gel e dispositivi di protezione da Covid-19

Niente Iva per quest’anno per mascherine, gel disinfettanti e tutti i dispositivi di protezione contro il virus. Dal prossimo anno, invece, questi prodotti avranno l’Iva agevolata al 5 per cento.

Decreto Rilancio Maggio: rinnovo congedo parentale 

Anche il congedo parentale speciale 2020 ha trovato spazio nel nuovo decreto Rilancio.

A decorrere dal 5 marzo e sino al 31 luglio 2020, e per un periodo continuativo o frazionato comunque non superiore a 30 giorni, i genitori lavoratori dipendenti del settore privato hanno diritto a fruire, per i figli di età non superiore ai 12 anni, di uno specifico congedo, per il quale è riconosciuta una indennità pari al 50% della retribuzione.

I suddetti periodi sono coperti da contribuzione figurativa.

Decreto rilancio Maggio: bonus vacanze 2020

Si tratta del bonus vacanze in arrivo per incentivare gli italiani e trascorrere le proprie vacanze in Italia: un buono erogato sotto forma di tax credit per le famiglie con un Isee fino a 40mila euro. Il credito sarà utilizzabile dal 1° luglio al 31 dicembre, per pagare soggiorni in servizi e strutture ricettive in Italia. Il credito è utilizzabile in favore di un solo componente per nucleo familiare nel limite massimo di 500 euro.

Il credito è 300 euro per i nuclei familiari composti da due persone e di 150 euro per quelli composti da una sola persona. Il credito è fruibile nella misura del 80% come sconto e del 20% come detrazione.

Decreto Rilancio Rilancio: sospensione versamenti fiscali

Ancora proroghe per gli appuntamenti fiscali e tributari. Slittano infatti al 16 settembre 2020 i pagamenti di ritenute Iva, contributi previdenziali e Inail, atti di accertamento, cartelle esattoriali, avvisi bonari, saldo e stralcio e rottamazione ter. Si potrà pagare in soluzione unica o in 4 rate di pari importo.

 

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Mai come in questo periodo il tema degli ammortizzatori sociali è stato così sentito dall’intero sistema produttivo. In occasione della pandemia Covid19 ed alle conseguenti chiusure degli esercizi commerciali e dei siti produttivi il ricorso agli ammortizzatori sociali ha coinvolto praticamente tutto il mondo del lavoro. Un vero stress-test dell’impianto disegnato dal D.lgs 148/15. Il decreto legislativo, inserito nella più ampia manovra passata alla storia come JobsAct, traendo esperienza dalla crisi del 2009 ha previsto al fianco degli ammortizzatori sociali “storici” (il sistema della cassa integrazione ordinaria e straordinaria) una copertura rispetto a settori, fino a quel momento, poco interessati alla gestione di temporanee crisi d’impresa. Le considerazioni che si possono fare a valle del dramma Coronavirus, ed alle conseguenze che lo stesso ha determinato nel mondo del lavoro ed al nuovo assetto che ne deriva degli ammortizzatori sociali, sono diverse. Partirei dal porre quattro questioni che ritengo primarie:1) ha senso disegnare tanti sistemi e procedure diverse per affrontare i medesimi problemi? Non sarebbe più corretto giungere ad un meccanismo unico per rispondere alle crisi d’impresa?2) in che rapporto si deve porre sistema di ammortizzatori conservativi con un meccanismo di politiche attive del lavoro che favorisca la mobilità e la ricollocazione della forza lavoro?3) se il beneficiario dell’ammortizzatore sociale è il lavoratore come inquadrare l’inadempienza contributiva del datore di lavoro? Quali le sue conseguenze?4) chi deve pagare il sistema di ammortizzatori sociali? Il mondo del lavoro o la fiscalità generale?Sono quesiti importantissimi quelli che ci lascia come eredità la crisi della pandemia del 2020. Per provare a fornire una complessiva, sia pure in termini generali, risposta ritengo che sia necessario partire dalla valutazione di quello che ha funzionato e quello che non ha funzionato in questi mesi.Avere tanti strumenti differenti suddivisi per tipologia e dimensione d’impresa crea una difficoltà enorme di gestione del sistema obbligando sia gli operatori professionali (consulenti del lavoro) che la PA ad impiantare, conoscere e manutenere sistemi tecnologici differenti. La tecnologia in una situazione del genere diventa un amplificatore di burocrazia. Esattamente il contrario dell’approccio digitale ai problemi. Un sistema non si semplifica trasformando moduli cartacei in digitali, si semplifica utilizzando l’analisi digitale per un suo ripensamento. Quindi uno strumento “tagliato su misura” per ogni impresa non diventa sinonimo di strumento idoneo, al contrario crea una babele di procedure nella quale è difficile districarsi. A tutto ciò deve aggiungersi che il D.lgs 148 ha previsto la creazione di ammortizzatori sociali di comparto, i fondi bilaterali, creati dalle forze sociali di settore. Un simile impianto prevede un presupposto fondamentale. La chiarezza di chi sia rappresentativo di un settore e quale sia la contrattazione collettiva di effettivo riferimento. Senza di ciò il sistema di finanziamento di questi fondi rischia di entrare in quel complesso di dubbi interpretativi che ha sempre accompagnato gli istituti presenti nella cd. “parte obbligatoria” del CCNL alla stregua degli enti bilaterali, della sanità integrativa o della previdenza complementare. In definitiva se non si parte dalla vigenza erga omnes di talune disposizioni diventa impossibile pretendere la contribuzione e, conseguentemente in un sistema puramente assicurativo, la prestazione.Veniamo al punto successivo. In mancanza di contribuzione manca la prestazione. Questo è evidente in un impianto assicurativo classico ma il concetto è difficilmente traslabile in un meccanismo di sicurezza sociale in cui il contraente (datore di lavoro) ed il beneficiario (lavoratore) sono soggetti diversi. La prestazione consente di evitare il licenziamento del lavoratore ed il mantenimento del rapporto di lavoro sia pure in fase di temporanea sospensione. Si evita di generare disoccupazione involontaria. Pertanto, in ossequio all’art. 38 Cost., dovrebbe valere, per ogni tipologia di ammortizzatore, il principio dell’automaticità della prestazione fermo restando l’obbligo contributivo del datore di lavoro.   Altro tema importante è quello relativo alla funzione propria degli ammortizzatori sociali. Il nome stesso “ammortizzatore” evoca la funzione di quel meccanismo che serve ad evitare colpi improvvisi ed a superare dossi o avvallamenti stradali con il minor danno possibile. Sul punto il richiamato D.lgs 148/15 aveva ben introdotto meccanismi che impedissero l’attivazione degli strumenti per funzioni diverse (pensiamo al caso di cessazione dell’attività aziendale) promuovendo in tali circostanze meccanismi di presa in carico del lavoratore da parte dei servizi di ricollocazione con supporto della assicurazione sociale per l’impiego (naspi). Negli anni questi concetti sono stati un po’ lasciati in disparte dal sistema che ha preferito “tornare all’antico” accantonando la ricollocazione dei lavoratori, propria delle politiche attive del lavoro, e privilegiando il sostegno al mancato reddito riprendendo quindi temi di politiche passive del lavoro. Un meccanismo così impostato rende difficile ipotizzare riprese occupazionali visto anche il dichiarato e mai realizzato potenziamento tecnico/organizzativo dei centri per l’impiego ai quali l’avvento della figura dei “navigator” non ha fornito alcun beneficio concreto.Ultimo tema sollevato è quello relativo al finanziamento degli ammortizzatori sociali. La questione è molto ampia e delicata. Mi limito solo a segnalare che la risposta dipenderà dalla funzione che il sistema darà agli stessi. Se rimanessero nell’alveo di uno strumento temporaneo di “sicurezza aziendale” il loro costo non potrà che essere a carico delle imprese e dei lavoratori. Se invece si evolvesse a meccanismo di generale ed universale difesa dalla povertà (reddito di cittadinanza), ancorchè temporanea, del lavoratore potrebbe aprirsi un tema di riconsiderare come destinatario del costo non il mondo del lavoro ma l’intera collettività. In questo caso l’aggravio per la fiscalità generale sarebbe compensato dal minor onere per le imprese che potrebbe tradursi con maggior gettito salariale e quindi maggior introito fiscale.Tematiche ampie e strutturali. Sicuramente lo stress test Covid19 non passerà inosservato anche in tema di ammortizzatori sociali che saranno probabilmente ristrutturati. Come ogni crisi, anche questa, avrà come conseguenza elementi di miglioramento. L’economista Joseph Schumpeter insegnava che proprio dalla crisi, la cui etimologia greca fa riferimento al cambiamento, deriva ogni miglioramento sociale. Speriamo valga anche questa volta.Paolo Stern – presidente Nexumstp S.p.A.Paolo SternConsulente del Lavoro in Roma. Socio fondatore di Nexumstp Spa. Autore di numerose pubblicazioni in materia di lavoro e relatore a convegni e seminari. Professore a contratto presso università pubbliche e private.Sara Di NinnoDottore in Scienze politiche e Relazioni internazionali, collaboratrice area normativa del lavoro presso Nexumstp Spa. Specializzata in Diritto del lavoro e Relazioni industriali, è dottore di ricerca in Diritto pubblico, comparato ed internazionale, con tema di ricerca in Diritto del lavoro internazionale, e docente in corsi di formazione in materia di disciplina del rapporto di lavoro.Massimiliano Matteucci Consulente del Lavoro in Roma, Socio Nexumstp spa. Laureato in Economia. Specializzato in normativa di Diritto del lavoro e previdenza sociale. Cultore della materia presso la Cattedra di Diritto del lavoro dell’Università La Sapienza di Roma e preso l’Università Niccolò Cusano di Roma. Membro del Centro Studi dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro Roma, relatore a convegni e seminari. È articolista per la rivista TWOC dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma. Consulente Asseveratore Asseco.Lorenzo Sagulo Laureato in Economia e Gestione delle imprese all’Università degli Studi “Roma Tre”. Collabora con Nexumstp Spa nell’area consulenza del lavoro. È specializzato in normativa di Diritto del lavoro e relazioni industriali. 

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COVID-19: le novità sul lavoro

A causa della comparsa di casi di trasmissione di COVID-19, il Governo ha emanato una serie di provvedimenti per la gestione ed il contenimento dell’emergenza sanitaria in atto e per il sostegno economico alle famiglie, ai lavoratori ed alle imprese; in particolare, possiamo qui così riassumere i riferimenti normativi in materia di lavoro:- d.l. 17 marzo 2020, n. 18, con misure di potenziamento del servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19;- d.l. 8 aprile 2020, n. 23, recante misure urgenti urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, di poteri speciali nei settori strategici, nonché interventi in materia di salute e lavoro, di proroga di termini amministrativi e processuali.Nel presente ebook, verranno analizzate le singole misure, cercando di risolvere i principali interrogativi, attraverso domande e risposte.Rocchina StaianoDocente in Diritto della Previdenza e delle Assicurazioni Sociali, presso l’Università di Teramo; Avvocato giuslavorista; è membro del collegio dei probiviri della Cisl Regione Campania; Docente in vari Corsi di formazione; Docente-formatore sulla sicurezza nei luoghi di lavoro ai sensi del D.M. 3 marzo 2013; Formatore mediatore autorizzato dal Ministero della Giustizia. Valutatore del Fondoprofessioni. Autrice di numero pubblicazioni ed articoli in riviste anche telematiche, per le principali case editrici in materia di lavoro e di previdenza sociale.

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