Manovra 2023: smart working fragili, stretta RdC, novità emendamenti

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Dopo l’approvazione del Disegno di Legge di Bilancio nel Consiglio dei Ministri del 21 novembre scorso, la Manovra 2023 è approdata in Parlamento, dove sono stati presentati migliaia di emendamenti pronti a modificare e a implementare il progetto presentato dal Governo. Progetto che nella giornata del 14 dicembre ha ricevuto un parere favorevole dalla Commissione Europea, se pur con alcune criticità riscontrate soprattutto su tetto al contante e pagamenti elettronici.

Tra emendamenti approvati e respinti in extremis ed errori in via di approvazione, la sessione di Bilancio si presenta come una tra le più frenetiche degli ultimi anni, mentre la data del 31 dicembre si avvicina sempre di più.
Salta la norma che voleva lo stop alle multe per i commercianti che rifiutano il Pos sotto i 60 euro dopo le richieste dell’Europa. Sulle pensioni poi arriva l’innalzamento a 600 euro di quelle minime, ma solo per gli over 75. Resta invariata invece Opzione Donna.

Tra le ultime novità, la proroga dello smart working per i lavoratori fragili e lo stop al Reddito di Cittadinanza dopo il rifiuto di un’offerta anche “non congrua”.

Vediamo nei prossimi paragrafi come potrebbe cambiare il testo della Manovra con i prossimi emendamenti, in attesa della conclusione dell’iter legislativo. La norma approdata in Aula alla camera, dovrà fare un altro passaggio in Commissione, l’approvazione dovrà arrivare da entrambe le Camere entro la fine dell’anno per non incorrere nell’esercizio provvisorio.
Indice
Manovra 2023: proroga smart working ma solo per i fragili Un emendamento approvato in commissione prevede la proroga al 30 marzo 2023 dello smart working ma solo per i lavoratori fragili, dopo che le recenti proroghe avevano interessato anche i lavoratori con figli under 14.

Resta ormai accantonata la tutela che equiparava l’assenza al ricovero ospedaliero.
Manovra 2023: Reddito di Cittadinanza Il Reddito di Cittadinanza sarà abilito nel 2024. La bozza della Legge di Bilancio aveva però previsto per il 2023 un periodo “ponte”, durante il quale i cittadini “occupabili” (con età dai 18 ai 59 anni) abili al lavoro ma che non abbiano nel nucleo disabili, minori o persone a carico con almeno 60 anni d’età riceveranno il Reddito solo per 8 mensilità anziché le attuali 18 rinnovabili. Con le modifiche in Parlamento si passerà da 8 a 7 mesi, in modo da liberare 200 milioni di euro da destinare ad altre misure. Un’altra modifica riguarda lo stop al rifiuto di un’offerta di lavoro. La prima modifica al Reddito voleva lo stop dopo la prima offerta congrua rifiutata: con offerta congrua si intende un’offerta di lavoro compatibile con le proprie capacità e competenze, con una retribuzione superiore del 20% rispetto all’assegno e che si svolge in una sede distante entro 80 km dalla residenza o raggiungibile entro 100 minuti con il trasporto pubblico. Con un nuovo emendamento approvato salta la parola “congrua”. Lo stop arriverà alla prima offerta di lavoro rifiutata. Manovra 2023: Opzione Donna Il Governo ha previsto la proroga di Opzione Donna anche per il 2023 con alcune novità, tra cui la previsione di uscita a 60 anni con sconti sull’età in base al numero di figli e ad alcune condizioni particolari, ovvero l’uscita anticipata solo per donne:
  • caregiver;
  • licenziate;
  • con invalidità civile superiore o uguale al 74%.
  • Si sono rincorse ipotesi sull’eliminazione della variabile legata ai figli, ma nel maxiemendamento presentato dal Governo non è arrivata nessuna modifica, per cui con la prossima Manovra è probabile che rimanga questa versione di Opzione Donna.
    Manovra 2023: resta l’obbligo Pos sotto i 60 euro Il Disegno di Legge di Bilancio approvato dal Governo prevedeva lo stop alle multe per gli esercenti che rifiutano i pagamenti elettronici per importi inferiori a 60 euro. La prima bozza di manovra aveva previsto un importo inferiore, ovvero 30 euro. Nel testo definitivo, per andare incontro alle richieste dell’Europa proprio sull’uso della moneta elettronica, salta la norma sul Pos. In poche parole, si potrà continuare a pagare anche un caffè con la carta. Manovra 2023: pensioni minime a 600 euro per over 75 La rivalutazione straordinaria delle pensioni voluta dal governo Meloni per il prossimo biennio prevede l’innalzamento delle pensioni minime di una misura pari al 120% dell’inflazione. Si tratta di passare da 525 euro nel 2022 a 570 euro nel 2023 e 580 euro nel 2024. Un emendamento presentato da Forza Italia prevede l’innalzamento delle pensioni minime a 600 euro per gli over 75. Il Partito di Berlusconi aveva lanciato la proposta di innalzamento a 1000 euro, ma mancano le coperture.

    Cambia inoltre la rivalutazione: le pensioni da 4 a 5 volte il trattamento minimo Inps aumenteranno dell’85% dell’indice di inflazione e non più dell’80%. Leggeri ritocchi anche alle altre fasce di importi.
    Manovra 2023: taglio Iva pellet e teleriscaldamento Arrivata la proposta di riduzione dal 22% al 10% dell’Iva sul pellet per il riscaldamento. Prevista inoltre la riduzione dell’Iva sul teleriscaldamento al 5% per il primo trimestre 2023. Manovra 2023: Superbonus Alcuni emendamenti riguardano la revisione del Superbonus. Dopo le modifiche arrivate con il Decreto Aiuti quater, si ragiona sullo sblocco dei crediti. Tra le altre proposte, la proroga al 31 dicembre della presentazione della Cilas. Manovra 2023: aumentano gli incentivi assunzioni Un emendamento passato tra quelli segnalati dalla maggioranza prevede l’innalzamento della decontribuzione per le nuove assunzioni e per le conversioni da tempo determinato a tempo indeterminato nel 2023 che riguardano giovani di età inferiore a 36 anni. Su passerebbe quindi da un esonero contributivo di 6mila euro annui a 8mila euro annui. Stessa decontribuzione prevista per chi assume percettori del Reddito di Cittadinanza. Confermati inoltre gli incentivi agli investimenti nelle regioni del Sud Italia. Manovra 2023: taglio cuneo fiscale Aumentano i destinatari del taglio del cuneo fiscale del 3%. Previsto infatti l’innalzamento a 25mila euro di reddito la soglia per accedere allo sgravio. Confermato il taglio al 2% per le altre categorie di lavoratori. Foto copertina: iStock/Photo Beto
    Alessandro Sodano

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