Letta riceve il M5S: quando lo streaming è un boomerang. Il video

Redazione 26/04/13
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Quando i rappresentanti del Movimento 5 Stelle incontrarono Pier Luigi Bersani per la prima volta emersero tutte le difficoltà del leader politico del Pd a dialogare con una forza nuova, sconosciuta e sfrontata che non aveva nessuna intenzione a scendere a compromessi. Ieri invece, quando hanno incontrato Letta la sensazione percepita è stata differente, si è avuta l’impressione chiara che il neo premier non fosse per nulla intimidito e anzi avesse ben chiaro quello che deve essere il ruolo del M5S in questo governo, una sana e responsabile opposizione. “Sarebbe frustrante se questa indisponibilità a mescolare idee e voti si protraesse”.

I 5 stelle, complice una situazione di “non – governo” inaspettata e a dir poco inusuale, appaiono privi di una solida strategia, davanti a Letta sono apparsi disarmati di un disegno politico alternativo da quello che il neo premier cercava di prospettare loro,tanto che questo li ha poi consegnati alle stoccate del premier, come nella circostanza in cui hanno sollevato la questione dell’elezione a presidente della Repubblica di Rodotà. Letta, prontamente, ha fatto loro notare che se avessero votato Prodi avrebbero cambiato lo scenario della politica italiana.

Nonostante il Movimento 5 stelle faccia dello streaming, del Web, della comunicazione globale, i propri cardini concettuali per garantire la trasparenza, ad un certo punto però Letta ne ha bollato i rappresentanti di incomunicabilità, dal momento che temeva di vivere in diretta il dramma della frustrazione espressiva, cioè che tanto Vito Crimi quanto Roberta Lombardi non riuscissero a comunicare con lui, al suo livello di pensiero, vista l’ostinazione nel chiudersi in un rifiuto globale come la stessa rete di cui si fanno promotori.

Alla lunga è emersa chiara la capacità di mediare, di comunicare di Letta che ha finito letteralmente con sovrastare dal punto di vista concettuale e verbale gli esponenti del Movimento che sono sembrati privi della verve dei tempi migliori. Tra l’altro, in termini puramente retorici, il peso delle metafore questa volta ha schiacciato i 5 stelle e Letta è stato ben attento a mantenersi nel concreto. Lo streaming dunque che per il Movimento incarna l’emblema della democrazia questa volta rischia di aver giocato contro visto che ha testimoniato tutte le difficoltà dei suoi rappresentanti che forse si trovano in un contesto più grande di loro.

Questa volta chi ha realmente beneficiato dello streaming è stato proprio Letta che così ha potuto far conoscere meglio il suo programma, senza che fosse storpiato dalle fantasie dei retroscenisti e di quanti hanno accolto con scetticismo il suo ruolo. Dunque almeno ad un primo impatto, come ha scritto Grasso “la politica ha vinto sul velleitarismo”.

In questo periodo piuttosto burrascoso per la politica italiana è evidente che si sappiano tenere meglio a galla quanti, nella politica, ci sono da più tempo. I rappresentanti del Movimento 5 stelle pagano la loro inesperienza e la complessità di una situazione che più grande di loro rischia di farli semplicemente arroccare su posizioni di rifiuto che però al momento rischiano di non essere d’aiuto al Paese che ha bisogno di un dialogo ampio e partecipato e forse, proprio per questo, Letta è l’uomo giusto per questo momento storico.

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