Legge di stabilità 2015: precari e maturità, le novità sulla scuola

Redazione 15/10/14
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Ecco la misura che non ti aspetti in legge di stabilità 2015. Mentre continua il periodo di consultazioni tra governo e cittadini sulla riforma della scuola, arriva nel disegno di legge sul bilancio il primo pacchetto di modifiche all’esame di maturità.

Secondo le anticipazioni trapelate nelle ultime ore, infatti, dovrebbe cominciare già a partire dal prossimo giugno la nuova era dell’esame di maturità, che sarà in parte un ritorno al passato.

Nel testo della legge di stabilità che il governo presenterà oggi in Consiglio dei ministri, infatti, figura anche il primo stralcio di riforma della scuola, che interverrà con urgenza nell’esame di Stato, a un mese dal termine delle consultazioni aperte dal Miur sulle nuove linee guida, ma non solo, dal momento che per il prossimo settembre è in previsione una vera e propria rivoluzione negli organici.

Le novità sulla scuola

Come detto, cambia l’esame di maturità a partire dal 2015, e lo fa compiendo un netto passo indietro, che riporterà tutte le commissioni di professori a essere composte esclusivamente da componenti interni, con unica eccezione del presidente che resterà extra moenia.

Si torna, insomma, a una decina di anni fa, quando le commissioni erano composte dai docenti che avevano accompagnato gli studenti nel corso dell’anno, del triennio o in alcuni casi anche dei cinque anni di scuola superiore.

E cambiano anche gli scritti: in seguito all’entrata in vigore della riforma Gelmini, infatti, giugno 2015 segnerà anche il debutto agli esami di maturità per quegli alunni dei nuovi licei. Una scadenza che obbliga a rivedere l’impostazione soprattutto delle seconde prove, revisione già affidata a un decreto ministeriale ad hoc dato ormai per pronto all’uscita. Negli istituti rivolti più alla capacità professionale o tecnica, ad esempio, il secondo “scritto” verterà su test grafici o di composizione, e non potrà tralasciare eventuali attività di laboratorio svolte durante l’anno.

Il primo rimedio nella finanziaria, come detto, sarà però lo stop alle commissioni miste, necessario in primis per ragioni economiche: la decisione dovrebbe lasciare in cassa al Miur circa mezzo miliardo, la metà di quanto verrà stanziato per regolarizzare i precari.

L’altra, attesissima misura della legge di stabilità 2015 in ambito scolastico, è ovviamente il plafond che dovrebbe consentire le quasi 150mila assunzioni promesse dal ministro Giannini e dal premier Renzi per il prossimo settembre nelle linee guida della nuova scuola. Dunque, i fondi andranno stanziati necessariamente con questo provvedimento in arrivo in Cdm.

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