Divorzio breve: cambiano i tempi? Cosa fare se il coniuge non è d’accordo

Redazione 27/12/16
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Il divorzio breve nella sostanza non cambia i diritti e i doveri dei coniugi, limitandosi a ridurre il tempo di separazione necessario. Tuttavia, senza accordo tra i partner, non si può procedere alla separazione consensuale.

Di seguito ecco come si deve procedere nel caso in cui i due coniugi non giungano ad un accordo.

Divorzio breve: cosa dice la legge?

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IL DIVORZIO BREVE

Il 18 marzo 2015 il Senato ha approvato il disegno di legge intitolato “Disposizioni in materia di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio nonché di comunione tra i coniugi” , apportando diversi emendamenti al testo che il 29 maggio 2014 era votato a larga maggioranza dalla Camera dei deputati e sopprimendo la proposta di introduzione del c.d. “divorzio diretto”, ossia senza previa separazione tra i coniugi, che era stata inserita nel passaggio in commissione Giustizia del Senato.L’iter si è concluso il 22 aprile 2015 con la definitiva approvazione ad opera della Camera dei deputati dinanzi alla quale il d.d.l., in ragione dei menzionati emendamenti, aveva fatto ritorno. E’ stata pubblicata la legge 6 maggio 2015 n.55 nella G.U. 11 maggio 2015 n. 107.Rita LombardiAvvocato, ricercatore di Diritto processuale civile nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, autrice di vari contributi in materia di scioglimento di comunioni(Contributo allo studio del giudizio divisorio.Provvedimenti e regime d’impugnazione, Napoli, 2009; Scioglimento di comunioni: un nuovo modulo procedimentale, in Leriforme del processo civile. Dalla digitalizzazione del processo alla negoziazione assistita, a cura di A. Didone, Milano, 2014) e in materia di crisi matrimoniale.Per il Trattato della separazione e divorzio, a cura di M.A. Lupoi, Rimini, 2015, si è occupata dei procedimenti fondati sull’accordo delle parti.

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La Legge n. 55/2015, ossia la legge sul divorzio breve, ha modificato radicalmente la procedura di scioglimento del matrimonio, rimasta invariata per oltre 30 anni, accorciando notevolmente le tempistiche di separazione.

Separazione giudiziale

In caso di separazione giudiziale, infatti, a partire dal 2015, per arrivare al divorzio bisogna attendere soltanto un anno di separazione e non più 3.

Separazione consensuale

Invece, in caso di accordo tra le parti e separazione consensuale, il tempo diminuisce ancora arrivando a 6 mesi.

Si ricorda che sia i 12 che i 6 mesi decorrono a partire dal momento della comparizione dei coniugi davanti al Presidente del Tribunale.

Divorzio breve e mancato consenso del coniuge: cosa fare?

Ma se uno dei due coniugi si oppone alla richiesta di divorzio che cosa accade?

Il processo di separazione e divorzio prosegue comunque seguendo i tempi accorciati approvati nel 2015, a prescindere dal fatto che il coniuge non collabori o che si dimostri apertamente contrario (persino nel caso in cui si renda irreperibile).

Tuttavia, bisogna procedere per via giudiziarie (separazione giudiziale) con la conseguenza che il procedimento inevitabilmente verrà reso più complicato rispetto alla separazione consensuale. Quindi, in altre parole, il coniuge che vuole il divorzio, come stabilito, dovrà attendere un anno e non soltanto 6 mesi.

Comunione dei beni: quando viene sciolta?

Oltre alla riduzione delle tempistiche di separazione prima del divorzio, la legge sul divorzio breve ha anche cambiato lo scioglimento della comunione dei beni tra i coniugi.

Al riguardo, la fine della comunione dei beni, che prima del 2015 si otteneva mediante il passaggio in giudicato della sentenza di separazione, è stato anticipato all’udienza di comparizione, più precisamente al momento in cui il Presidente del Tribunale dà l’ok alla coppia a poter vivere separatamente.

Lo scioglimento della comunione dei bene, in caso di separazione consensuale, si verifica al momento della sottoscrizione del verbale di separazione omologato.

Divorzio breve: quando è possibile?

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Oltre a quanto detto, i coniugi che decidono di separarsi possono ottenere una sentenza non definitiva di divorzio già alla prima udienza, ossia subito dopo i provvedimenti provvisori. Anche se la sentenza di divorzio così ottenuta è provvisoria, consente comunque alle parti di continuare la causa in corso concentrandosi sulle altre questioni sospese.

Infatti i coniugi, già all’inizio della causa di rinviare al Collegio, hanno la possibilità di chiedere al giudice e ottenere subito lo status di divorziati. è possibile ottenere status non definitivo di divorzio quando i due coniugi decidono di rinunciare al deposito delle memorie previste dall’art. 4 della Legge sul divorzio (Legge n. 898/1970), così come stabilito di recente dai Tribunali di Roma e di Milano.

Infine è necessario che il Presidente del Tribunale, nel corso della preliminare udienza presidenziale, si auto nomini giudice istruttore (G.I.) e che poi tenga nell’immediatezza udienza di prima comparizione.

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