Dirigenti Pubblici: quando gli incarichi sono imparziali?

Redazione 16/01/16
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Si riporta di seguito il commento del Dott. Pietro Paolo Boiano (DIRSTAT) all’interrogazione a risposta scritta, 4-11502 testo di venerdì 18 dicembre 2015, seduta n. 539, presentato dall’Onorevole Walter Rizzetto (portavoce alla Camera dei Deputati per il Gruppo Misto) al Presidente del Consiglio dei ministri.

L’interrogazione, si legge nell’atto, risponde alla necessità di “sapere – premesso che: la Presidenza del Consiglio dei ministri sembrerebbe incline a utilizzare una ‘apposita procedura d’interpello’ per assicurare la copertura dei posti di funzione di livello dirigenziale sia di I che di II fascia; le regole di pubblicità e trasparenza, nell’attribuzione degli incarichi presso la Presidenza del Consiglio”.

Quest’ultime, infatti, secondo quanto riportato dall’interrogante, “sembrerebbero in più casi essere non conformi al dettato normativo e, ancora prima, ai principi costituzionali di imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione” avvenendo, continua l’interrogazione, “al di fuori di adeguate procedure di valutazione obiettiva e perciò verificabili, dei meriti, dei titoli professionali e dei risultati conseguiti, con ciò di fatto azzerando ogni garanzia di imparzialità ed assoggettando il conferimento degli incarichi dirigenziali di maggior rilevanza al gradimento politico, o comunque, a criteri non conformi al principio meritocratico sancito dalle norme della Costituzione”.

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L’interrogazione, riportata qui sopra, dell’Onorevole Walter Rizzetto evidenzia in modo inequivocabile lo sfascio della P.A.

A tal proposito, infatti, la presidenza del Consiglio dei Ministri inosservante delle vigenti disposizioni di leggi che regolano la dirigenza pubblica causa generale malcontento.

La medesima inosservanza, inoltre, non fa che generare e forte conflittualità tra gli addetti al lavori.

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La riforma Madia del procedimento amministrativo

La legge n. 124/2015 si pone nel solco di una decisa accelerazione delle riforme, con l’intenzione in particolare di operare uno svecchiamento della pubblica amministrazione.Diverse le metodologie usate e le sfaccettature della riforma, stante l’eterogeneità delle materie trattate. Sono tanti gli spunti che la legge n. 124/2015 vuole offrire, alcuni appena accennati, altri più immediati: ed infatti, accanto a disposizioni precettive, leggiamo espressioni e intenzioni (digital first) che attendono una reale declinazione sostanziale nei prossimi mesi. Si intravede, al fine, un disegno compiuto, da leggersi peraltro in modo coordinato con le altre riforme in itinere, che comunque mira alla profonda revisione della macchina organizzativa pubblica.Tra gli interventi di maggiore impatto, vi è certamente quello sulla disciplina dell’azione amministrativa. I primi sette articoli della norma contengono infatti modifiche particolarmente incisive della legge sul procedimento amministrativo (legge 241/90), con l’immediata e operante rivisitazione dell’autotutela e l’introduzione del nuovo silenzio assenso tra le PA, e con alcuni istituti affidati invece alla normativa delegata, tra cui spiccano la conferenza di servizi, l’accesso ai documenti amministrativi e la riscrittura della disciplina del termine.Questo testo si offre pertanto di fornire una lettura ragionata delle nuove norme, in chiave tuttavia coordinata con il contesto trattato, collegando cioè l’analisi delle nuove disposizioni alla indispensabile disamina degli istituti del procedimento amministrativo su cui va a intervenire, così come risultanti dalla incessante elaborazione giurisprudenziale di questo quarto di secolo trascorso dalla emanazione della legge 241/1990.L’intento degli Autori è dunque quello di analizzare la nuova disciplina dell’azione amministrativa offrendo una chiave di lettura critica di quello che sarà il volto della pubblica amministrazione per effetto delle nuove regole. Tiziano Tessaro Magistrato della Corte dei Conti. Direttore della rivista on-line www.lagazzettadeglientilocali.it e del bimestrale Comuni d’Italia, entrambi Maggioli Editore.Stefania Piovesan Avvocato Cassazionista specializzato in diritto amministrativo.  

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