Classificazione energetica: addio alle diciture A+, A++ e A+++
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L’ipotesi, in sintesi, è quella di tornare alla vecchia classificazione A-G, cancellando le diciture A+, A++ e A+++, poco chiare e che possono trarre facilmente in inganno i consumatori.
Con particolare riguardo ad alcuni settori merceologici, infatti, si è assistito ad un sovrappopolamento delle classi alte che in pratica hanno vanificato la classificazione energetica.
In settori, invece, come il riscaldamento tale sovrappopolamento non risulta così evidente, da qui l’intervento del Parlamento a favore della necessità di tenere conto delle specificità dei singoli settori.
Cambi la normativa entro i prossimi 5 anni?
Circa l’introduzione della normativa, la commissione chiede che avvenga nei prossimi 5 anni, e che qualsiasi altra nuova classificazione abbia almeno una validità di 10 anni.
L’idea alla base è che, per ciascuna nuova revisione dell’etichettatura energetica, la classe A dovrà essere tenuta vuota, almeno inizialmente, al fine di poter accogliere i nuovi prodotti energeticamente migliorati e più efficienti.
L’etichetta energetica, inoltre, dovrà includere informazioni sul consumo in kW all’anno oppure su un altro periodo di tempo rilevante per il prodotto in questione. I venditori, infine, saranno obbligati a far riferimento alla classe energetica in ogni pubblicità.
Ora il testo attende di essere votato in sessione plenaria.
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