Carta reddito di cittadinanza 2019: che fine fanno i soldi non spesi

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Hai fatto domanda di Reddito di Cittadinanza 2019 e ricevuto da poco la relativa carta prepagata (RdC card) da Poste italiane (gestore della carta)? Non sai cosa, ma soprattutto come, utilizzare la tua carta? Hai paura che un utilizzo difforme rispetto alle norme previste possa comportare la decurtazione, o addirittura la decadenza del beneficio stesso? Le tue preoccupazioni sono in un certo senso fondate, in quanto – oltre ai numerosi limiti previsti per la fruizione del beneficio economico – bisogna prestare la massima attenzione anche su come e quando si spendono gli importi caricati sulla carta.

Infatti, oltre al fatto che è possibile comprare pochissimi beni e servizi, ossia quelli di prima necessità, non è possibile gestire i soldi in autonomia. In sostanza, non è permesso ad esempio risparmiare per cumulare i soldi non spesi nel mese successivo. La normativa, al riguardo, è molto chiara: gli importi riconosciuti ai beneficiari del Reddito di Cittadinanza devono essere spesi nel suo intero ammontare. Ma entro quando? Che fine fanno i soldi non spesi? Cosa si può realmente comprare con la RdC card? Cerchiamo di fare maggiore chiarezza sulla questione.

Carta reddito di cittadinanza 2019: cosa si può fare

Partiamo, innanzitutto, da ciò che non è possibile fare con la RdC card. Sul punto, come più volte anticipato ancor prima dell’entrata in vigore della misura dal ministero del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, non è possibile utilizzare la carta per attività in contrasto con la finalità stessa del Reddito di Cittadinanza, come ad esempio i giochi d’azzardo. Rimangono fuori anche gli acquisti online. Inoltre è fatto divieto di utilizzo della carta al di fuori dei confini nazionali.

=> Carta Reddito di cittadinanza: la guida completa all’utilizzo <=

Tra l’altro, nessun prelievo è consentito, se non per cifre di modesta identità (100 euro). L’importo prelevabile è subordinato alla cosiddetta scala di equivalenza, ossia al numero dei componenti del nucleo familiare. Ad esempio, se la scala di equivalenza è pari a 2,1, l’importo prelevabile è di 210 euro.

Altre eccezioni riguardano il pagamento del canone di locazione. È, infatti, possibile effettuare un solo bonifico mensile per pagare l’affitto, fino a un massimo di 280 euro mensili, ridotti a 150 euro per le pensione di cittadinanza. Se, invece, il percettore del RdC ha in corso un mutuo è possibile fare un solo bonifico per il pagamento della rata del mutuo della casa di abitazione, fino ad un massimo di 150 euro mensili.

Carta reddito di cittadinanza 2019: cosa si può comprare?

Come appena illustrato, l’ambito di applicazione della RdC card è estremamente circoscritto. Per fare maggiore chiarezza sui beni e servizi che il beneficiario non può acquistare con la carta, il Ministero del Lavoro e il Ministero dell’Economia hanno emanato il D.I. del 19 aprile 2019, contenete le regole di utilizzo della carta.

In particolare, non è possibile utilizzare la RdC card per l’acquisto dei seguenti beni e servizi:

  • giochi che prevedono vincite in denaro o altre utilità;
  • acquisto, noleggio e leasing di navi e imbarcazioni da diporto, nonché servizi portuali;
  • armi;
  • materiale pornografico e beni e servizi per adulti;
  • servizi finanziari e creditizi;
  • servizi di trasferimento di denaro;
  • servizi assicurativi;
  • articoli di gioielleria;
  • articoli di pellicceria;
  • acquisti presso gallerie d’arte e affini;
  • acquisti in club privati.

Quindi, il percettore del Reddito di Cittadinanza non può utilizzare la carta presso esercizi prevalentemente o significativamente adibiti alla vendita dei beni e servizi appena elencati.

Infine, rimangono fuori dall’ambito di applicazione della Carta: gli acquisiti effettuati all’estero e quelli online o mediante servizi di direct-marketing.

Carta reddito di cittadinanza 2019: entro quando spendere i soldi?

Come anticipato in premessa, il beneficiario del RdC deve stare attento anche su quando spendere i soldi. Infatti, non è possibile cumulare i soldi e quindi risparmiare per il mese successivo. I soldi devono essere consumanti, e quindi utilizzati o prelevati, entro un mese dal suo accreditamento, pena la riduzione fino ad un 20% per i mesi successivi.

Carta Rdc: che fine fanno i soldi non spesi

Dunque, le somme residue del mese precedente, vale a dire i soldi non spesi dal beneficiario nel corso del mese di erogazione del sussidio, saranno dunque sottratti. La quota che verrà trattenuta sugli importi non utilizzati o ritirati, sarà pari al 20% del totale residuo e la trattenuta sarà sottratta dal beneficio erogato nella mensilità successiva.

Soldi non spesi in Carta RDC: esempio

Quindi, se ad esempio, una famiglia ha diritto a 600 euro di RdC, con erogazione prevista per fine luglio, se l’1 settembre avrà ancora 100 euro sulla carta, subirà una decurtazione del 20% del residuo, ossia di 20 euro. Con l’accredito successivo, quindi, troverà sulla carta un saldo pari a 680€, ossia gli 80 euro del mese precedente più i 600 euro del mese in corso.

Ma non è tutto: oltre alla verifica mensile, le quote non spese del Reddito di Cittadinanza verranno controllate anche ogni semestre e l’ammontare complessivo non speso (o non prelevato nel semestre di riferimento) sarà comunque decurtato dalla disponibilità della carta, ad eccezione di una sola mensilità.

Quindi, riprendendo l’esempio di prima, se ogni mese la famiglia avesse risparmiato 100 euro – dei 600 euro riconosciuti – subendo una trattenuta mensile di 20 euro, dopo sei mesi la famiglia avrebbe cumulato 480 euro. Ebbene, allo scattare del semestre quanto accumulato sarà sottratto, con l’eccezione di una mensilità del beneficio riconosciuto.

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Reddito di cittadinanza

L’introduzione del Reddito di Cittadinanza ha dato corpo e struttura alla svolta intrapresa dal nostro Paese nelle politiche di contrasto alla povertà avvenuta con l’avvio del Reddito di Inclusione. Più che di una svolta, si è trattato di una vera e propria rivoluzione epocale, paragonabile alla creazione del Servizio Sanitario Nazionale e alla chiusura dei manicomi. Una rivoluzione frutto di un lungo percorso di sperimentazioni e battute di arresto che ha visto protagonisti governi di diverso colore negli ultimi venti anni, e che si inserisce in un contesto culturale, quello italiano, ancora molto legato all’idea di aiuto come di una mera erogazione monetaria dallo Stato e ancora poco preparato, forse, alle logiche del “contrasto alla povertà”, della “condizionalità”e della “inclusione attiva”.Sulla nuova misura è stato detto tutto e il contrario di tutto, da politici, giornalisti, opinionisti, esperti, generando confusione non solo tra i cittadini, ma anche tra gli stessi tecnici e tra gli operatori.La finalità di questo manuale è illustrare e spiegare la nuova misura nella sua globalità, sistematizzando in chiave tecnico/professionale tutte le informazioni e le conoscenze necessarie per una corretta interpretazione dell’impianto stabile e della struttura normativa di riferimento, con particolare riferimento alle innovazioni introdotte e alle ricadute operative e organizzative sui territori e gli Enti locali, pubblici e privati: questo è infatti il taglio che ha guidato l’esposizione dei vari argomenti, anche quelli all’apparenza solo di stretto interesse degli utenti finali. Più nello specifico, l’obiettivo degli autori è fornire agli operatori della formazione professionale, dei servizi di orientamento, delle agenzie per il lavoro, dei servizi sociali e dell’assistenza alle persone in condizione di svantaggio sociale, tutti gli strumenti di base per una piena comprensione dei dispositivi normativi connessi ad ampio raggio al Reddito di Cittadinanza. Nicoletta Baracchini Giurista esperta di legislazione sociale e sanitaria. Consulente ANCI in materia di ISEE e componente del gruppo ministeriale sull’attuazione dell’ISEE. Collabora con Regioni ed Enti locali per le normative in materia di organizzazione, regolamentazione e valutazione di servizi pubblici. Emilio Gregori Partner e senior consultant di Synergia e docente di Statistica presso l’Università L. Bocconi di Milano. Si occupa di analisi di sistema per i servizi sociali; svolge consulenza e attività di formazione relativamente alla programmazione e pianificazione territoriale delle politiche sociali e delle misure di contrasto alla povertà. Giovanni Viganò Partner e senior consultant di Synergia e docente di Metodi Quantitativi per le Scienze Sociali presso l’Università L. Bocconi di Milano. Esperto nella progettazione e implementazione di Sistemi Informativi Sociali, è stato consulente esperto per conto del Formez del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nelle aree di Lavoro Comune con INPS e Regioni per l’implementazione del SIUSS.    

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