Canone Rai 2023, fuori dalla bolletta della luce: come si pagherà dal prossimo anno

Redazione 15/04/22
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Durante il voto alla Camera per la conversione in legge del Decreto bollette il Governo ha dato l’ok a un ordine del giorno presentato dalla deputata del gruppo misto Maria Laura Paxia che impegna l’esecutivo ad adottare “misure normative dirette a scorporare dal 2023 il canone Rai“.

L’ordine del giorno dà seguito all’impegno preso dal Governo con l’Unione europea, in vista dell’approvazione del Recovery Plan, di adeguarsi alla richiesta di cancellazione degli “oneri impropri” dai costi dell’energia.

La tassa per la detenzione di apparecchi radio-televisivi, 9 euro al mese per 10 mesi, era stata accorpata alle utenze elettriche da una riforma del 2015 voluta dall’ex premier Matteo Renzi con la Legge di Stabilità.

Secondo l’accordo siglato con Bruxelles, l’approvazione delle nuove misure concorrenziali in Cdm sarebbe dovuta avvenire entro luglio 2021, ma per la sua adozione definitiva c’è tempo fino a dicembre 2022. Non ci sono ancora certezze su cosa succederà dal 2023, si pensa a nuove modalità di riscossione che possano impedire l’evasione, dovrebbe essere quindi essere escluso il ritorno al pagamento con le stesse modalità in cui avveniva prima del 2016.

Decreto bollette: le novità della conversione in legge

Canone Rai: l’impegno del Governo con l’UE

Il governo dovrà approvare entro il 31 dicembre 2022, d’accordo con l’UE, le nuove misure concorrenziali che riguardano il mercato dell’energia elettrica.

Le misure di accompagnamento per garantire la diffusione della concorrenza nei mercati al dettaglio dell’elettricità entreranno in vigore al più tardi il 31 dicembre 2022″, è infatti scritto nell’allegato di esecuzione del Consiglio europeo sull’approvazione della valutazione del piano di ripresa e resilienza per l’Italia (Pnrr).

In sostanza, nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), l’Italia ha promesso all’Ue l’abolizione dell’obbligo per i venditori di elettricità di raccogliere tramite le bollette somme che non sono direttamente correlate con l’energia, o cosiddetti “oneri impropri“.

Si è parlato nei mesi scorsi dell’introduzione della misura nella legge sulla concorrenza, ma la fuoriuscita del Canone Rai di 90 euro dalla bolletta dell’elettricità potrebbe seguire altre strade.

La riforma Renzi sul Canone Rai in bolletta

La tassa sul possesso di un apparecchio tv e radio diffusione era stata rivista nel 2015 dall’allora premier Matteo Renzi, che aveva promosso e varato una riforma sul suo pagamento. Venne stabilito l’accorpamento del canone nella bolletta dell’elettricità secondo questi importi: 9 euro al mese per 10 mesi, per un totale di 90 euro. La norma è stata inserita nella Legge di stabilità 2016 (Legge 28 dicembre 2015, n. 208, commi da 152 a 164)

Nel 2016, anno in cui fu introdotto del canone in bolletta, il 41% in più delle famiglie versò l’imposta. L’incasso totale aggiuntivo (rispetto all’anno precedente) fu di oltre 420 milioni di euro.

Ora, da fine 2022 si dovrebbe tornare al versamento autonomo dell’imposta sul possesso dell’apparecchio radio-televisivo. Di fatto quei 90 euro suddivisi in 10 euro per 10 mesi dovranno uscire dalla bolletta dell’elettricità e torneranno a essere riscossi a parte, come era stato prima del 2016. Resta da capire con quali strumenti: potrebbe essere necessaria una nuova modalità di riscossione volta a prevenire l’evasione.

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