Bollette, reclamo e richiesta risarcimento: come fare

Rosa Leone 22/11/18
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Bollette gonfiate, errori nei dati del cliente o in quelli di fornitura, rottura elettromestici a seguito di un blackout causato dal fornitore. Sono solo alcuni dei tanti casi per cui un consumatore può ricorrere al reclamo per mettere il proprio venditore-distributore di fronte alle proprie responsabilità e ai propri errori, cercando di ottenere un risarcimento per il danno subito, il disservizio, o semplicemente, l’errore commesso.

Vediamo in dettaglio di cosa parliamo quando affermiamo che un cliente può presentare reclamo e ottenere un risarcimento, e come può farlo.

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Bollette: cos’è il reclamo

Il reclamo è uno strumento che ha a disposizione il consumatore per tutelarsi da eventuali errate fatturazioni da parte degli esercenti dei servizi. Il reclamo può essere presentato sia dal consumatore finale che dalle associazioni che li rappresentano.

Bollette: quando si può fare reclamo

Si può procedere al reclamo nel caso in cui:

  • venga richiesto di pagare una bolletta già pagata;
  • vengano addebitati in bolletta servizi non utilizzati;
  • venga richiesto di pagare una somma maggiore a quella effettiva.

Bollette, reclamo e risarcimento: come fare 

Il reclamo deve essere sempre un atto scritto contente tutti gli estremi della bolletta e i dati del consumatore. Si può compilare:

  • con gli apposti moduli presenti online.
  • oppure con una lettera in forma libera (la lettera in forma libera deve essere schematica, deve contenere tutti gli estremi della bolletta, del richiedente e del destinatario e deve essere specificato in modo chiaro e comprensibile il tipo di reclamo che si fa e cosa si vuole ottenere dal quel reclamo)

La lettera va poi inviata via Fax, Pec o con raccomandata con ricevuta di ritorno. Si consiglia sempre di fare delle copie di tutti i documenti inviati e conservarli, tenendo traccia della modalità e data di spedizione.

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Come presentare reclamo contro distributori di energia elettrica

Il reclamo va presentato tramite FAX, Pec o raccomandata con ricevuta di ritorno entro la scadenza della bolletta mediate l’apposito modulo online contente tutti i dati relativi alla bolletta, compreso il POD, i dati del consumatore, i dati della società di servizio, l’anomalia che si reclama e cosa si richiede; allegando la bolletta e tutti i documenti necessari per il reclamo.

Nel caso il reclamo riguardi un importo errato si deve pagare la bolletta per l’importo che si ritiene corretto. Se l’azienda erogatrice vuole interrompere la fornitura ci si può rivolgere o all’Autorità Garante dell’Energia o fare ricorso al Giudice di Pace.

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Bollette, diritto al rimborso: quando si prescrive 

Il diritto al rimborso per importi versati superiori a quelli della bolletta si prescrive entro 5 anni.

Nel caso il consumatore abbia già pagato la bolletta la società di servizi provvederà, entro 90 giorni, a rettificare la bolletta in questione e procederà al rimborso direttamente sulla bolletta, tramite bonifico o tramite assegno. Nel caso la bolletta oggetto del reclamo non sia stata ancora pagata l’ente fornitore provvederà a sostituirla.

Operatori telefonici scorretti: come fare reclamo

Il reclamo va presentato tramite FAX, Pec, raccomandata con ricevuta di ritorno o tramite il servizio di assistenza clienti, annotandosi il codice identificativo dell’operatore, entro la scadenza della bolletta. Come nel caso del reclamo contro i distributori di energia elettrica, va compilato l’apposito modulo online contente tutti i dati relativi alla bolletta, i dati del consumatore, i dati della società di servizio, l’anomalia che si reclama e cosa si richiede; allegando la bolletta e tutti i documenti necessari per il reclamo. Nel caso il reclamo riguardi un importo errato si deve pagare la bolletta per l’importo che si ritiene corretto. Se il tentativo di conciliazione non sia andato a buon fine il consumatore può rivolgersi ad un’Associazione dei Consumatori, all’Autorità Garante delle Telecomunicazioni o fare ricorso al Giudice di Pace.

Bollette: tempi del reclamo e del risarcimento

Nel caso di una fattura per luce, gas, acqua o telefono, prima della scadenza; in caso di prodotti difettosi entro due mesi dalla scoperta del difetto, tenendo presente che le garanzie dei prodotti durano 2 anni; nel caso di una vacanza il reclamo va fatto durante il soggiorno. In ogni caso non devono decorrere i 45 giorni.

I tempi di attesa delle risposte sono:

  • generalmente di 30 giorni;
  • 40 giorni per le fatture di luce e gas e
  • 60 giorni per i reclami bancari sugli investimenti.

Normativa.

  • Codice del consumo;
  • Codice civile;
  • Carta dei servizi.

Rosa Leone

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