Aumento Pensioni 2023: elenco assegni ed esempi di importi

Paolo Ballanti 18/11/22
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Come funzionerà l’aumento pensioni 2023? Lo scorso 9 novembre il Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti ha firmato il decreto che dispone, a partire dal 1° gennaio 2023, un adeguamento pari al 7,3% delle pensioni. Il comunicato stampa diffuso dal Mef precisa che l’aumento, come previsto dalla normativa vigente, è stato calcolato “sulla base della variazione percentuale che si è verificata negli indici dei prezzi al consumo forniti dall’Istat il 3 novembre 2022”.

L’incremento delle pensioni dal 2023 non sarà però uguale per tutti. Dal 1° gennaio scorso, infatti, il meccanismo di rivalutazione si applica secondo tre scaglioni, 100%, 90% e 75% a seconda dell’ammontare mensile dell’assegno pensionistico.

Non solo. Il Decreto Aiuti bis ha anticipato eccezionalmente all’ultimo trimestre 2022, rispetto alla decorrenza del 1° gennaio 2023, la rivalutazione pensionistica, in misura parziale, pari al 2%. Pertanto, nei confronti dei beneficiari dell’aumento straordinario, il ricalcolo della pensione 2023 sarà al netto dell’anticipo già goduto ai sensi del D.L. Aiuti bis.

Analizziamo la questione in dettaglio.
Indice
Aumento Pensioni 2023: come funziona la rivalutazione Il meccanismo di rivalutazione automatica (cosiddetta “perequazione”) risponde all’esigenza di adeguare l’importo delle pensioni all’aumento del costo della vita, calcolato in base agli indici Istat.

L’indice, in particolare, ha periodicità annuale, con decorrenza dal 1° gennaio. Gli aumenti sono calcolati applicando, all’importo della pensione spettante alla fine di ciascun periodo, la percentuale di variazione, determinata rapportando il valore medio dell’indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, relativo all’anno precedente il mese di decorrenza dell’aumento, all’analogo valore medio relativo all’anno precedente.

A decorrere dal 1° gennaio 2022, l’indice di rivalutazione automatica opera nelle seguenti misure:
  • 100% per le fasce di importo dei trattamenti pensionistici fino a quattro volte il trattamento minimo Inps;
  • 90% per le fasce di importo dei trattamenti pensionistici comprese tra quattro e cinque volte il trattamento minimo Inps;
  • 75% per le fasce di importo eccedenti cinque volte il trattamento minimo.
  • Prendendo a riferimento una rivalutazione al 7,3%, quest’ultima si applicherebbe in base ai seguenti scaglioni:
    Fasce trattamenti% indice di perequazione da attribuireAumento delFascia di reddito – dalAl
    Fino a quattro volte il trattamento minimo Inps100%7,3%2.101,52
    Oltre quattro volte e fino a cinque volte il trattamento minimo90%6,57%2.101,532.626,90
    Oltre cinque volte il trattamento minimo75%5,48%2.626,91
    Il trattamento minimo per il calcolo delle fasce di reddito è pari a 525,38 euro corrispondenti all’importo definitivo 2022, quindi ante-rivalutazione
    Aumento Pensioni 2023: importo pensione minima Applicando la rivalutazione al 7,3% l’ammontare mensile della pensione minima passerà nel 2023 da 525,38 (valore definitivo per l’anno corrente) ad euro 563,73 corrispondenti a 7.328,49 euro annui. Aumento Pensioni 2023: esempi per fasce d’importo Vediamo di seguito alcuni esempi di aumento delle pensioni per fasce di importo, applicando la rivalutazione al 7,3% “piena” e non al netto dell’anticipo rivalutazione 2022 del 2%, figlio del Decreto Aiuti bis (di cui parleremo tra poco), per il quale si attendono chiarimenti dall’Inps.
    Lordo pensione 2022Netto pensione 2022Lordo pensione 2023Netto pensione 2023Differenza 2022 – 2023
    525,38525,38563,73563,7338,35
    1.000,00908,781.073,00959,9051,12
    2.000,001.596,302.146,001.695,6299,32
    2.500,001.909,862.679,592.020,41110,55
    3.000,002.217,633.208,362.345,88128,65
    4.000,002.826,154.263,112.976,13149,98
    Aumento Pensioni 2023: attenzione all’anticipo 2022 Il Decreto-legge 9 agosto 2022 (detto anche Aiuti­ bis) dispone (articolo 21, comma 1, lettera b) al fine di contrastare gli effetti negativi dell’inflazione per l’anno 2022 e sostenere il potere di acquisto delle prestazioni pensionistiche, un incremento transitorio del 2% per le mensilità di ottobre, novembre e dicembre 2022, inclusa la tredicesima.

    La misura opera come anticipo della perequazione delle pensioni per l’anno 2022, decorrente dal 1° gennaio prossimo ed è riservata a coloro che totalizzano un trattamento pensionistico mensile, complessivamente pari o inferiore all’importo di 2.692,00 euro. Qualora il “trattamento pensionistico sia superiore al predetto importo e inferiore a tale limite aumentato dell’incremento disciplinato dalla presente lettera l’incremento è comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato” (articolo 21, comma 1, lettera b).
    Alla luce di quanto appena esposto, il limite di salvaguardia è quindi il risultato di 2.692,00 euro maggiorati di 52,44 euro per complessivi 2.744,44 euro.

    Pertanto, coloro che da ottobre a dicembre hanno ricevuto il conguaglio parziale anticipato al 2%, beneficeranno di un aumento della pensione nel 2023 non intero, ma al netto del suddetto anticipo.
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    Aumento Pensioni 2023: quali imposte si applicano alle pensioni A seguito delle modifiche intervenute con la Manovra 2022 (Legge 30 dicembre 2021 numero 234) le aliquote da utilizzare per determinare l’Irpef lorda da trattenere sulle pensioni sono pari, dal 1° gennaio scorso a:
  • 23% per i redditi fino a 15.000,00 euro annui;
  • 25% per i redditi da 15.000,01 a 28.000,00 euro annui;
  • 35% per i redditi da 28.000,01 a 50.000,00 euro annui;
  • 43% per i redditi da 50.000,01 euro annui.
  • A livello mensile, l’Irpef lorda si determina con i seguenti scaglioni:
  • 23% per i redditi fino a 1.250,00 euro mensili;
  • 25% per i redditi da 1.250,01 a 2.333,33 euro mensili;
  • 35% per i redditi da 2.333,34 a 4.166,66 euro mensili;
  • 43% per i redditi da 4.166,67 euro mensili.
  • Una volta determinata l’imposta lorda, la stessa dev’essere diminuita delle detrazioni per i redditi da pensione, anch’esse ritoccate dal 1° gennaio 2022 ad opera dell’ultima legge di bilancio:
  • Euro 1.955,00 se il reddito complessivo non supera 8.500,00 euro;
  • 700 + [1.255,00 * (28.000 – reddito complessivo) / 19.500] se il reddito complessivo è compreso tra 8.500 e 28.000 euro;
  • 700 * [(50.000 – reddito complessivo) / 22.000] se il reddito complessivo è compreso tra 28.000 e 50.000 euro;
  • Nulla spetta se il reddito complessivo eccede i 50 mila euro.
  • Inoltre, per i redditi superiori a 25.000 ma non eccedenti i 29.000 euro, spetta un importo aggiuntivo di 50 euro. Dall’operazione Irpef lorda – detrazioni si ottiene l’Irpef netta da trattenere al pensionato.