Assegno unico: come controllare i pagamenti e modalità di erogazione

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Dopo la Circolare numero 23 del 9 febbraio 2022 con istruzioni e chiarimenti sulle modalità di erogazione, con il Messaggio numero 1962 del 9 maggio L’Inps ha introdotto alcune nuove funzionalità che riguardano l’Assegno unico universale.

In particolare, sono stati rilasciati dei nuovi servizi che permettono di:

  • modificare la domanda;
  • visualizzare i pagamenti;
  • visualizzare eventuali anomalie o incompletezze.

Anche i figli maggiorenni possono fare domanda per la quota a loro spettante, se in possesso dei requisiti richiesti. L’erogazione avverrà tramite accredito all’IBAN indicato in fase di presentazione della domanda, ma potrà essere riscosso anche in contanti presso l’ufficio postale.

Vediamo quindi tutte le novità e le istruzioni Inps sulle modalità di pagamento, mentre si rimanda allo Speciale LeggiOggi sull’Assegno unico per ulteriori informazioni e dettagli.

>> Speciale Assegno unico: importi, domanda, simulazioni, tutte le novità <<

Assegno unico: a chi spetta

Come detto in precedenza, possono fare domanda coloro i quali esercitano la responsabilità genitoriale in presenza di figli a prescindere dalla condizione lavorativa. L’Inps chiarisce che per figli a carico si intendono quelli facenti parte del nucleo familiare indicato ai fini ISEE nel quale è presente il beneficiario della prestazione.

Inoltre, il diritto alla prestazione è esteso ai nonni per i nipoti unicamente in presenza di un formale provvedimento di affido o in ipotesi di collocamento o accasamento etero familiare, equiparato all’affido.

Infine, anche i figli maggiorenni fino a 21 anni possono fare domanda direttamente per la quota di loro spettanza, a condizione che venga accertata la frequenza o l’iscrizione:

  • alla scuola (sia pubblica che privata) di durata quinquennale finalizzata al conseguimento di un diploma di scuola secondaria superiore;
  • a un percorso di Formazione Professionale Regionale a cui si accede dopo la scuola media;
  • a percorsi di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (IFTS), sia pubblici che privati, a cui normalmente si accede se in possesso di diploma di scuola superiore;
  • a Istituti Tecnici Superiori (ITS), di durata biennale o triennale, cui normalmente si accede con il diploma di scuola secondaria;
  • a un corso di laurea riconosciuto dall’ordinamento.

Il beneficio spetta inoltre nel caso in cui i figli siano titolari di un contratto di apprendistato.

Per i figli maggiorenni con disabilità non sono previsti né limiti di età né il rispetto delle condizioni sopraccitate.

Assegno unico: modalità di erogazione

L’assegno unico viene erogato su base mensile per il periodo compreso tra il mese di marzo di ciascun anno e il mese di febbraio dell’anno successivo. Il pagamento può essere effettuato in misura intera al genitore richiedente o ripartito in pari misura tra i genitori. In quest’ultimo caso andranno indicati nella domanda anche i dati di pagamento dell’altro genitore.

Nel caso di affidamento esclusivo, l’importo spetta al 100% al genitore affidatario, nel caso di affidamento condiviso si può scegliere anche il pagamento ripartito.

La domanda presentata da parte del figlio maggiorenne si sostituisce alla domanda eventualmente già presentata per tale figlio dal genitore richiedente. I figli maggiorenni che intendono fare domanda devono comunque risultare a carico ai fini IRPEF dei genitori, e devono quindi far parte del medesimo nucleo ISEE dei genitori o di uno di essi.

Scarica la Circolare numero 23 del 9 febbraio 2022

Assegno unico: modalità di riscossione

L’assegno unico può essere erogato con le seguenti modalità:

  • accredito su uno strumento di riscossione dotato di codice IBAN (conto corrente bancario, conto corrente postale, carta di credito o di debito dotata di codice IBAN, libretto di risparmio dotato di codice IBAN);
  • in contanti presso uno degli sportelli postali del territorio italiano;
  • accredito sulla carta RdC per i nuclei beneficiari di Reddito di cittadinanza.

Nel caso di accredito con IBAN, il conto o lo strumento di riscossione deve necessariamente essere intestato o cointestato al richiedente, fatta salva l’ipotesi di domanda presentata dal tutore di genitore incapace, nel quale caso lo strumento di riscossione può essere intestato/cointestato al tutore, oltre che al genitore medesimo.

Il pagamento dell’assegno unico e universale in contanti, ammissibile anche nei confronti di un solo genitore nel caso di liquidazione ripartita, è effettuato presso uno degli sportelli postali del territorio italiano nei confronti del beneficiario della prestazione.

L’Inps specifica inoltre che “l’assegno unico e universale è di norma corrisposto entro la fine del mese successivo a quello di presentazione della domanda.

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Assegno unico: come controllare i pagamenti

Per visualizzare la lista dei pagamenti disposti, suddivisi per competenza mensile e con la specifica modalità di pagamento utilizzata occorrerà accedere all’applicazione dell’Assegno Unico Universale dal portale inps.it seguendo il percorso “Prestazioni e servizi – Prestazioni – Assegno unico e universale per i figli a carico” e utilizzando le credenziali:

  • SPID;
  • CIE;
  • CNS.

Nella colonna destra della Homepage dell’applicazione si potrà selezionare il servizio “Consulta e gestisci le domande già presentate”. Dopo avere effettuato l’accesso al dettaglio della domanda (tramite l’apposito pulsante posto a destra degli estremi identificativi della domanda) basterà cliccare sulla tab “Pagamenti”.

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Assegno unico: calcolo della rata mensile

L’importo delle rate mensili viene calcolato tenendo conto dell’ISEE presente al momento della presentazione della domanda. Questo importo sarà fisso per ogni mensilità con l’eccezione dei mesi di gennaio e febbraio dell’anno successivo in cui verrà effettuato il conguaglio in base all’ISEE.

Per esempio, se a marzo 2022 viene presentata una domanda di assegno unico con un ISEE valido, la rata di marzo e tutte quelle successive sono calcolate sulla base dell’ISEE presente al momento della domanda. Nei mesi di gennaio e febbraio 2023 si farà riferimento all’ISEE valido al 31 dicembre 2022, per cui ci potrebbe essere possibilità di conguaglio rispetto al valore della rata inizialmente calcolato a marzo 2022.

Nel caso in cui l’ISEE dovesse recare omissioni o difformità, l’Inps avviserà l’utente che sarà tenuto a regolarizzare la propria posizione entro la fine dell’anno. In caso contrario, l’Istituto provvederà al recupero dell’importo eccedente il minimo che sarebbe spettato in assenza di ISEE.

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Assegno unico: compatibilità

L’assegno unico e universale è compatibile con la fruizione di eventuali altre misure a favore dei figli a carico erogate dalle Regioni, dalle Province autonome di Trento e di Bolzano e dagli Enti locali.

Nel caso di nuclei beneficiari del Reddito di Cittadinanza, l’assegno è corrisposto d’ufficio (non sarà necessario fare domanda), congiuntamente al Reddito di cittadinanza e con le modalità di erogazione di quest’ultimo, quindi attraverso la ricarica della Carta RdC.

Si attende un successivo Messaggio Inps con le istruzioni dettagliate relative all’integrazione dell’assegno unico e universale con il Reddito di cittadinanza.

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Alessandro Sodano
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