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Danni da vaccino covid: come richiedere l’indennizzo

Chiara Arroi
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A distanza di un anno dalla somministrazione del vaccino covid e a pochi giorni dall’entrata in vigore dell’obbligo per gli over 50, si inizia a parlare dei danni permanenti riscontrati da molti cittadini, a seguito dell’avvenuta vaccinazione, e della possibilità di ottenere l’indennizzo per gli effetti subiti.

Il decreto Sostegni-ter (Dl 4/2022) ha tirato fuori l’asso nella manica, prevedendo un’estensione dell’indennizzo per danni da vaccino a favore di chi non ha l’obbligo. In pratica il risarcimento (o meglio l’indennizzo) non si avrà solo quando la vaccinazione è considerata obbligatoria, ma anche nel caso in cui sia raccomandata o consigliata: è questo il caso dei vaccino anti covid-19.

Chiunque pensi quindi di aver riportato danni a causa della somministrazione può dunque tentare la carta dell’indennizzo, a patto che il danno venga considerato permanente e collegato alla stessa.

Ma chi indennizza? In quali casi? E come fare a chiedere l’indennizzo?

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Effetti e reazioni avverse al vaccino covid

Prima di tutto occorre fare una distinzione nella tipologie di “effetti” osservati dal paziente dopo l’inoculazione del vaccino:

  • evento avverso: un episodio sfavorevole riscontrato, ma che non è detto sia stato causato proprio dalla vaccinazione;
  • reazione avversa: si tratta invece di una risposta nociva e non intenzionale alla vaccinazione, per la quale è possibile stabilire una relazione causale con la vaccinazione stessa. In questi casi si deve effettuare una precisa distinzione, proprio in relazione al diritto o meno di ricevere l’indennizzo;
  • effetto indesiderato: qui si parla di effetto legato alla vaccinazione, ma che può anche non portare a cause nocive.

Le segnalazioni sulle reazioni poi si devono ulteriormente distinguere tra: correlabili, non correlabili o indeterminate.

Questo solo per spiegare che non è poi così automatico e semplice che quel determinato effetto riscontrato porti poi a un effettivo indennizzo. Insomma, dalla segnalazione all’Aifa agli indennizzi accordati c’è un mare da navigare.

Indennizzo da vaccino obbligatorio

Uno dei principi da sottolineare è che la presenza di una tutela indennitaria per danni causati dal vaccino, è uno presupposto per la legittimità dell’obbligo vaccinale.

Cioè all’obbligatorietà del vaccino corrisponde il diritto a ottenere l’indennizzo qualora quella determinato farmaco porti a reazioni correlate.

La Legge 210 del 25/02/1992 all’articolo 1 stabilisce che “chiunque abbia riportato, a causa di vaccinazioni obbligatorie per legge o per ordinanza di una autorità sanitaria italiana, lesioni o infermità, dalle quali sia derivata una menomazione permanente della integrità psico-fisica, ha diritto ad un indennizzo da parte dello Stato, alle condizioni e nei modi stabiliti dalla presente legge”.

Attualmente il vaccino il vaccino covid è obbligatorio per:

  • gli operatori sanitarie
  • gli over 50

In questi casi allora, chi pensa di aver subito danno da vaccino covid obbligatorio può, e vuole chiedere l’indennizzo relativo deve:

  • provare di aver subito lesioni o infermità così gravi da aver causato una menomazione permanente dell’integrità psico-fisica,
  • provare che il danno subito è davvero una conseguenza del vaccino somministrato.

Indennizzo da vaccino covid non obbligatorio

E tutti gli altri? Può ottenere l’indennizzo chi non è obbligato a vaccinarsi contro il covid?

Da ora sì. Come detto sopra, il Decreto Sostegni Ter ha introdotto l’estensione dell’indennizzo anche alle vaccinazioni non obbligatorie: rientra in questa categorie il vaccino anti covid-19 per la generalità della popolazione, per la quale vaccinarsi non è obbligatorio, ma solo raccomandato.

L’articolo 20 del decreto stabilisce che l’indennizzo spetta anche a chi abbia riportato un danno biologico permanente “a causa della vaccinazione anti Sars-Cov2 raccomandata“.

Danni da vaccino covid: come chiedere l’indennizzo

Chiunque ritenga di averne diritto, dopo aver riscontrato reazioni avverse a seguito della vaccinazione covid può chiedere provare a chiedere un indennizzo allo Stato. Ecco come

La procedura di indennizzo è di competenza è di competenza delle Regioni, alle quali il Ministero della salute ha passato la palla nel 2001 (Sicilia a parte). Per richiederlo quindi occorre fare riferimento alla propria Regione di residenza, nei modi da essa stabiliti.

Si deve quindi presentare domanda e inviare la documentazione alla ASL regionale di competenza del territorio in cui il cittadino risiede.

La ASL, ricevuta la domanda e la documentazione necessaria, avvierà l’istruttoria e verificherà la completezza di tutti documenti inviati dal cittadino. Dopodiché:

  • invierà la documentazione alla CMO (Commissione medica ospedaliera),
  • la CMO convoca il cittadino per una visita,
  • sempre la CMO avrà il compito poi di confermare o meno il nesso causale tra il danno ricevuto dal cittadino e il vaccino covid, la gravità e anche la tempestività della domanda;
  • la Commissione invierà poi il verbale all’interessato, che potrà fare ricorso entro 30 giorni al Ministero della salute, inviandolo a “Ministero della Salute Dipartimento Professioni Sanitarie Ufficio XV Via Giorgio Ribotta, 5 00144 ROMA”.

 




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